Sasami

Sasami

2019 (Domino) | songwriter, indie-rock

Sasami è uscita dal gruppo – i Cherry Glazerr, per i quali suonava le tastiere dal 2015, e quindi nel divertentissimo “Apocalipstick”. È stata una fuoriuscita pesante per la formazione losangelina, quanto pesante lo si può stabilire ascoltando lo sfocato “Stuffed & Ready” di quest’anno. Con un bagaglio di esperienze come quello di Sasami Ashworth, è chiaro che la band ne avrebbe risentito. Laureata in musica nel 2012 alla prestigiosa Eastman School Of Music, la Ashworth è un’appassionata insegnante di musica, ha prodotto brani per l’amica Soko (che qui l’accompagna in “Adult Contemporary”), suonato fiati, chitarre e cantato cori per Wild Nothing, Vagabon e Curtis Harding. Con doti tecniche e una creatività del genere una firma importante (con Domino) e un primo disco di livello erano nell’aria.

La prima cosa che stupisce di “Sasami” è la grande versatilità delle sue tracce. Dieci canzoni, che pur rimanendo sempre fedeli e coerenti al racconto intimo della cantautrice, cambiano pelle, ritmi e frequenze continuamente. L’andamento è sempre piuttosto adagio, in modo da favorire il fluire vellutato delle parole di Sasami, ma presenta notevoli e repentine increspature. Come sul finire dei tre minuti della già ringhiante “Not The Time”, che culmina in un delirio di chitarre ululanti; o nell’impennata per chitarra e cori più eterea, ma altrettanto energica della splendida “Pacify My Heart”. Piuttosto nervosa è anche “Callous”, dedicata probabilmente a un ex-partner irriconoscente della musicista (“I lost my callouses for you/ And you didn't even think to ask me how my day was”). Ma qui la tensione viene costruita più in basso, con un lavorio di tastiere torbide e chitarre elettriche striscianti.

Le ceneri di relazioni burrascose, vissute tra incomprensioni e difficoltà comunicative, sono di “Sasami” il tema principale. Sin dalla struggente e limpidamente sincera ballad che apre il disco, “I Was A Window”. Dove l’artista adagia su un ispido tappeto fuzzy versi semplici quanto efficaci: “I was a window into something you didn't like/ So you blamed it on me/ And you thought it made you free/ But that's not how it works, my love”. È dedicato probabilmente alla stessa persona anche “Free”, pezzo più delicato dal lotto al quale Devendra Banhart ha fornito un controcanto di seta. Verosimilmente gli immacolati ghiacci, sui quali Sasami un po’ incespica e un po’ danza in copertina, rappresentano proprio la fredda solitudine che si prova dopo una relazione importante.

Sono storie molto personali, quelle raccontate da Sasami in questo suo debut album, ma di quelle che capitano a tutti, ogni giorno. E pertanto è facile indentificarvisi. Del resto lo dice la stessa autrice nella conclusiva “Turned Out I Was Everyone”, quando, immersa in una coltre di tastiere e pulsazioni 80’s, sussurra smarrita: "Thought I was the only one/ Turned out I was everyone".

(13/04/2019)

  • Tracklist
  1. I Was a Window (feat. Dustin Payseur)
  2. Not the Time
  3. Morning Comes
  4. Free (feat. Devendra Banhart)
  5. Pacify My Heart
  6. At Hollywood
  7. Jealousy
  8. Callous
  9. Adult Contemporary (feat. Soko)
  10. Turned out I Was Everyone


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