Sinmara

Hvísl Stjarnanna

2019 (Ván) | black metal

La storia dei Sinmara parte da molto lontano, esattamente dal 2008, quando quattro degli attuali cinque membri della band fondano un gruppo di nome Chao, poi scomparso velocemente dopo un solo Ep autoprodotto. Nascono così i Sinmara, ma la gavetta è lunga e si esaurisce nel 2014, anno in cui vede la luce il loro primo full-length (“Aphotic Womb”), accompagnato da altre uscite di rilievo che iniziano a scuotere non poco la realtà estrema islandese (sei mesi dopo esce il poderoso debut dei Misþyrming). In fin dei conti non è difficile creare una fitta rete di scambi e di collaborazioni all’interno di una città relativamente piccola e isolata come Reykjavík, motivo per il quale con il trascorrere degli anni si è creata una vera e propria scena cittadina, accomunata da sonorità molto simili (per giunta alcuni componenti dei Sinmara hanno contribuito a tanti altri apprezzati progetti, tra cui Wormlust e Almyrkvi).

In Islanda c’è qualcosa che bolle di continuo, come il magma dei tanti vulcani attivi disseminati lungo l’isola: questo fuoco perpetuo, mescolato con le suggestioni di una natura oscura e primordiale, ha plasmato un sound oggi riconoscibile tra mille altri. “Hvísl Stjarnanna” (traducibile all'incirca come "sussurro stellare") aderisce perfettamente alla succitata descrizione, perché è un disco caldo, avvolgente e pesante come un macigno che allo stesso tempo si rivela dannatamente funesto, grezzo e primitivo. “Apparitions” apre le danze (macabre) nel migliore dei modi, sette minuti di pura brutalità alternati a qualche passaggio più ragionato, come quegli strappi cadenzati che ci trascinano all’interno di un martirio trasformato in musica. Un’esperienza che si ripete puntualmente nella colossale “Crimson Stars”, il miglior brano del lotto, dove l’ossessiva cupezza dei Sinmara raggiunge livelli di esasperazione mai toccati prima.

“Hvísl Stjarnanna” è una processione di anime dannate, un disco tagliato letteralmente in due da un riffing portentoso e dalla voce mai doma di Ólafur Guðjónsson, qui dedito a cavernose soluzioni di taglio death-black che bypassano il gelido screaming utilizzato da tanti colleghi. Complessivamente ci troviamo soltanto una spanna al di sotto del recente “Revelations Of The Red Sword” dei conterranei Svartidauði, il gruppo attualmente più simile a quanto proposto dai Sinmara. “Hvísl Stjarnanna” è infatti un monolite ancora più compatto e duro da digerire, uno di quei dischi che a fine ascolto non lasciano indifferenti. Una cosa è certa, questo black metal islandese di nuova generazione tramortisce, annichilisce e provoca incubi da cui è difficile uscire.

(21/03/2019)

  • Tracklist
  1. Apparitions
  2. Mephitic Haze
  3. The Arteries Of Withered Earth
  4. Crimson Stars
  5. Úr Kaleik Martraða
  6. Hvísl Stjarnanna
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