Tallies

Tallies

2019 (Fear Of Missing Out) | indie-pop, dream-pop, shoegaze

Formatisi giusto lo scorso anno, i Tallies non hanno perso tempo a tirare fuori il loro primo album in studio. Grande appassionato (e ossessionato) delle limpide linee di chitarra di Smiths, Aztec Camera e Durutti Column, Dylan Frankland (che dei Tallies è penna e chitarra solista) lavora come ingegnere del suono ai Candle Recordings di Toronto, un posto dove ha inciso mezza scena indie canadese, da Metz e Dilly Dally a Austra e Weaves. Scritte una dozzina di canzoni in compagnia di Sarah Cogan (voce e chitarra tirmica), Cian O’Neill (batteria) e Stephen Pitman (basso), immaginiamo che per il chitarrista sia stato un gioco da ragazzi schedulare qualche sessione nei succitati studi, nelle cui sale si è divertito a giocherellare con manopoline e pedali in modo da annebbiare il più possibile le atmosfere jingle-jangle della band, come un novello Robin Guthrie, altro suo nume.

Se Frankland è senza dubbio l’uomo dietro il sound languidamente 80’s dei Tallies (ascoltare i deliziosi saliscendi melodici delle varie “Mother” e “Not So Proud” per farsi un’idea), è altrettanto vero che senza la vocalità rifulgente e melanconica di Sarah Cogan la firma con la Fear Of Missing Out non sarebbe arrivata in modo così solerte. La voce limpida di Sarah e il suo melodiare volteggiante ricordano non poco la Harriet Wheeler di “Reading, Writing and Arithmetic”, ma la ragazza ha abbastanza personalità da non risultarne una clone.

Nonostante un fil rouge sonoro molto evidente a legare tutti i brani, “Tallies” presenta numerose le variazioni su tema. “Trouble” e “Trains And Snow” svelano il volto più misteriosamente shoegaze della band, mentre “Rocks” e “Not So Proud” indicano un parallelo con il mondo C86, debitamente filtrato dall’esperienza dai compaesani Alvvays.
È un gran peccato che alcuni brani (le varie “Easy Enough” e “Eden”) reiterino la stessa formula con risultati meno soddisfacenti dei singoli, ma “Tallies” rimane il discreto esordio di una band della quale, dato il formidabile istinto melodico, sentiremo ancora parlare.

(19/02/2019)

  • Tracklist
  1. Trouble
  2. Mother
  3. Midnight
  4. Have You
  5. Not So Proud
  6. Trains and Snow
  7. Eden
  8. Beat the Heart
  9. Giving Up
  10. Rocks
  11. Easy Enough

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