Telescopes

Exploding Head Syndrome

2019 (Tapete) | shoegaze, psych-rock

Crea sempre una trepidante attesa la notizia di un nuovo album dei Telescopes, una band che evoca nella fantasia dell’ascoltatore le giornate fulgide dello shoegaze, ma anche una delle stagioni più avvincenti del revival psichedelico dei tardi anni 80. In quel percorso che passando dai Jesus & Mary Chain ai My Bloody Valentine ha lievemente modificato la storia del rock, il ruolo del gruppo di Stephen Lawrie non è mai stato di primaria importanza, soprattutto per quella sorte avversa che ha impedito ai Telescopes di mettere insieme i tasselli di un puzzle discografico frammentario.

Per un breve periodo (1989-1992) la band ha condiviso con gli Spacemen 3 alcune delle intuizioni migliori del rock psichedelico, ma con il passaggio alla Creation qualcosa è cambiato. Il pur breve successo non ha consolidato le sorti del gruppo, le successive poco interessanti creazioni in duo con Jo Doran sotto il nome Unisex, hanno infine convinto Stephen Lawrie a ripristinare il nome Telescopes.
A dieci anni di distanza dall’omonimo secondo album, le più avventurose gesta di “Third Wave” (2002) hanno restituito la fiducia e il rispetto di critica e pubblico, anche se bisognerà aspettare tredici anni per ascoltare un album degno della fama del gruppo (“Hidden Fields” - 2015).

Non è tanto la mancanza di idee il vero dilemma di Lawrie e compagni: i drone sonori a base di Velvet Underground, Suicide e 13th Floor Elevators sono sempre affascinanti, i noise-scape della band sono sempre ipnotici, ma la struttura canzone non è una delle loro armi migliori. Nel nuovo album “Exploding Head Syndrome”, la formula resta affascinante ma mostra segni di stanchezza, le melodie sono spesso sedate da una coltre di effetti sonori e distorsioni poco originali, qualche flebile segnale di ripresa rispetto al precedente e sonnacchioso “As Light Returns” fa capolino qua e là, come nella stuzzicante orgia di synth e organi che regge le fila di “Until The End”, troppo poco però per poter superare una pur dignitosa sufficienza.

I Telescopes sono ormai solo una macchina dei sogni di uno Stephen Lawrie sempre più solitario e avviluppato ai ricordi, quando l’effetto deja-vu funziona, come nel mantra tenebroso di “Everything Turns Into You” o nelle torbide trame melodiche di “Nothing Was Held”, è comunque piacevole lasciarsi trascinare nei meandri di questo edulcorato trip. E’ comunque difficile salutare “Exploding Head Syndrome” con lo stesso entusiasmo espresso da molti critici: senza dubbio i fan non resteranno delusi e difficilmente i detrattori potranno confutarne l’eleganza e la coerenza, ma l’ultimo disco dei Telescopes è destinato a rallegrare solo quella schiera di ascoltatori sempre più esigui e fedeli, ai quali sarà difficile negare il brivido regalato dall’attesa di un nuovo capitolo di una storia di cui tutti già conosciamo il finale.

(22/03/2019)



  • Tracklist
  1. All the Way Around (Tout Est Dans Le Moment)
  2. Everything Turns Into You
  3. You Were Never Here
  4. Until the End
  5. Don't Place Your Happiness in the Hands of Another
  6. I Know You've Got Something Inside (Driving You Crazy)
  7. Nothing Was Held
  8. Why Are We Doing This to Each Other




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