Test Dept

Disturbance

2019 (One Little Indian) | industrial

Il ritorno in auge dei nomi storici dell’industrial britannico, Cosey Fanni Tutti e Test Dept, non sembra essere casuale, dato il particolare momento storico che il Regno Unito sta vivendo. L’album dell’ex-Throbbing Gristle percorreva una via implosiva e tratteggiava una sorta di biografia in musica con un lavoro che suonava particolarmente attuale e capace di riscuotere i suoi debiti anche con molta elettronica recente. I Test Dept di Graham Cunnington e Paul Jamrozy, invece, con il loro nuovo album “Disturbance”, vanno all’assalto frontale della demagogia e delle menzogne di una classe politica che rischia seriamente di portare al collasso il paese.

Diretto e senza guardare in faccia nessuno, un brano come “Landlord” non risparmia critiche ai Tories, visti dai Nostri come i responsabili di uno scenario distopico prossimo futuro di una nazione in ginocchio e soggetta a derive autoritarie. Il brano si scaglia in particolare contro la crisi abitativa e i problemi legati alla gentrificazione delle metropoli urbane. Il video realizzato da David Altweger riprende una performance dell'artista Kris Canavan ed è emblematico di una protesta montante che si fa carne pulsante e dolente. Vediamo incidere sul corpo il disturbante disagio sociale ed esistenziale di una globalizzazione che crea distorsioni economiche tra centro e periferia, tra alto e basso, con derive verso nuove e preoccupanti forme di oclocrazia (forma degenerata di democrazia, con il predominio delle masse).

Se l’album di Cosey Fanni Tutti interiorizzava la dimensione perturbante e ansiogena di un certo sentire contemporaneo, buttandosi in territori paludosi densi di dark-ambient, drone e catarsi post-industrial dub, i Test Dept recuperano una dimensione più diretta ed esplicita. I Nostri fondono il rumorismo degli esordi con le sperimentazioni elettroniche dei Novanta in ambito techno ("Bang On It!" del 1993) ma abbandonando le derive ethno-trance di lavori come “Totality” (1995) e il drum and bass sfocato di “Tactics For Evolution”, il loro album precedente risalente al lontanissimo 1998. Non a caso, nelle esibizioni recenti del duo si sono accompagnati ad artisti di area techno/Ebm come lo svedese Celldöd e l'italiano Domenico Crisci.

Nel nuovo album (in “Gatekeeper” in “GBH84” in particolare) ricompare la dimensione rumorista degli esordi, quella che li accomunava ai tedeschi Einstürzende Neubauten e che aveva prodotto capolavori come “Beating The Retreat” (1984) e “The Unacceptable Face Of Freedom” (1986). L’album, però, è virato in una dimensione quasi electro-industrial che oggi li avvicina un po’ al lavoro dei Front Line Assembly di “Caustic Grip” (1990). Si ascoltino, a riguardo, brani come “Full Spectrum Dominance” e “Information Scare”. Certe tracce avranno facile presa tra gli appassionati di un post-industrial ritimico che oggi sembra trovare spazio ben oltre la nicchia degli attempati nostalgici di certe sonorità.

Nella finale “Two Flames Burn” il duo sembra riprendere il discorso da dove si era interrotto più di venti anni fa, fondendo idealmente le varie mutazioni che nel corso dei decenni sono intercorse nel lavoro dei pionieri della musica industrial.
Il lavoro esce in vinile e cd per One Little Indian e sicuramente non deluderà gli appassionati e i fan di lungo corso dei leggendari Test Dept: un ritorno a fuoco e strettamente legato all’attualità.

(04/03/2019)



  • Tracklist
  1. Speak Truth To Power
  2. Landlord
  3. Debris
  4. Full Spectrum Dominance
  5. Information Scare
  6. Gatekeeper
  7. GBH84
  8. Two Flames Burn


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