The Twilight Sad

It Won'T Be Like This All The Time

2019 (Rock Action) | wave, dark, indie-rock

MacFarlane e Graham devono aver preso molto sul serio quanto espresso dal sottoscritto cinque anni fa, in occasione dell’uscita di “Nobody Wants To Be Here And Nobody Wants To Leave”. Era il 2014 e discorrendo del quarto album dei Twilight Sad, li indicavo tra i possibili eredi dei Cure: affermazione per molti versi azzardata e pericolosa. A volte però la realtà supera la fantasia: non solo nel 2016 Robert Smith li ha voluti al suo seguito nel tour americano dei Cure, ma ha anche espresso parole di encomio per il loro nuovo album “It Won't Be Like This All The Time”.
Molto probabilmente, anzi senza dubbio, i due capitani della formazione scozzese sono all’oscuro della mia vecchia recensione, ma è divertente per un attimo pensare alle strane congetture dell’esistenza; oltretutto, se avessero letto con attenzione le mie impressioni, le sorti di questo atteso nuovo album sarebbero state stilisticamente molto diverse.

Già stabilmente in formazione durante le recenti tournée, Brendan Smith e Johnny Docherty entrano a pieno titolo nei Twilight Sad, assecondando il nuovo corso della band scozzese, che, come i Simple Minds di “Sparkle In The Rain”, trasforma la poesia uggiosa e tenebrosa di synth e chitarre in un suono dai contorni più epici.
Più diretto e fruibile, “It Won't Be Like This All The Time” fallisce in parte il suo scopo, mostrando subito le prime crepe in fase di composizione.
MacFarlane e Graham si sono sempre dimostrati abili nel creare eccellenti atmosfere sospese e cupe, la scelta di trasformare le poche intuizioni melodiche in riff potenti non sempre funziona fino in fondo (“VTr”). A volte le soluzioni sonore sono leggermente pleonastiche (“Auge/Maschine”), mentre il fantasma del pop alla Coldplay s’aggira pericolosamente anche nelle melodie più riuscite (“Shooting Dennis Hopper Shooting”).
L’uscita di scena del batterista Mark Devine segna ancor di più il cambio stilistico della band (come quando Derek Forbes lasciò i Simple Minds): il suono è meno flessibile (“Girl Chewing Gum”), l’incastro tra synth e sezione ritmica è ripetitivo (“I'm Not Here [missing face]”), oltretutto pronto a sgonfiarsi e perdere appeal dopo qualche ascolto (“[10 Good Reasons For Modern Drugs]”).

Per altri versi il nuovo disco dei The Twilight Sad ha tutte le carte in regola per sollevare gli entusiasmi dei fan del genere, perennemente assetati di nuove creazioni in stile che siano dotate di un po’ di vigore e buon gusto. Caratteristiche che non mancano a brani come “The Arbor”, dove la band per un attimo sposa la poesia dei Cocteau Twins con la sensualità dei primi Smiths e il cupo romanticismo dei Cure era-“Disintegration”. E sono sempre i Cure lo spettro che si aggira dietro le interessanti evoluzioni liriche e melodiche della più elaborata “Keep It All To Myself“ o della ruffiana “Videograms”, mentre a “Let/s Get Lost” spetta il compito di ripristinare in parte il tocco più corrosivo degli esordi, che in passato aveva evocato nella critica paragoni con i My Bloody Valentine.

Alla più tenue “Sunday Day13”,  James Alexander Graham affida l’anima folk with noise che nelle intenzioni della band scozzese resta il punto d’arrivo della sua evoluzione. Peccato che contrariamente alle premesse (alcune recensioni hanno scomodato un 10/10), con “It Won’t Be Like This All The Time” i Twilight Sad sembrino essersi pericolosamente allontanati dal loro obiettivo, affascinati da un rock da stadio che spesso anticipa il declino e la perdita dell’ispirazione.
A questo punto resta la speranza che il successo riesca a ripagare, almeno in parte, il sacrificio creativo, altrimenti sarà difficile per MacFarlane e compagni recuperare la stima conquistata con anni di duro lavoro.

(04/02/2019)



  • Tracklist
  1. [10 Good Reasons for Modern Drugs]
  2. Shooting Dennis Hopper Shooting
  3. The Arbor
  4. VTr
  5. Sunday Day13
  6. I/m Not Here [missing face]
  7. Auge/Maschine
  8. Keep It All to Myself
  9. Girl Chewing Gum
  10. Let/s Get Lost
  11. Videograms




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