Veil Of Light

Inflict

2019 (Avant!) | post-punk, darkwave, ebm

Giunti al loro quarto album (il secondo sotto l’egida della bolognese Avant!) i Veil Of Light raffinano la loro formula che tiene assieme una sensibilità post-punk contemporanea con un sound elettronico in bilico tra darkwave ed Electronic body music di taglio old school. Già dal precedente “Front Teeth” del 2017 era chiara la strada imboccata dal duo svizzero. Rispetto al disco d’esordio su Beläten, “Ξ”, e anche al successivo “Ursprung” uscito per aufnahme + wiedergabe, il passaggio alla label italiana ha portato a un abbandono delle sonorità gothgaze degli esordi.
Messe da parte le chitarre shoegaze a favore di un'adrenalinica carica minimal synth d’impronta analogica che guarda a gruppi Ebm come i Nitzer Ebb e ai Depeche Mode dei primi anni Ottanta (quelli di “Construction Time Again” e “Some Great Reward” nello specifico), il duo ha gioco facile nel muoversi in territori di caccia vicini a quelli battuti da gruppi contemporanei come Boy Harsher e progetti come Qual (William Maybelline dei Lebanon Hanover).

Anche i Veil Of Light appartengono a una nuova onda che ha saputo svecchiare certe sonorità senza tradire lo spirito vero che animava (e anima) una certa elettronica oscura sotterranea. Quella di oggi è una sorta di “sad dance music” per goth 2.0. Si prenda in considerazione anche l’evoluzione dell’ultimo Soft Moon per comprendere un po’ il contesto in cui si muovono i Nostri: un humus fecondo e ibrido che tende ad avvicinare la darkwave al mondo e al pubblico di un certo techno-industrial apocalittico.
Ad esempio, tracce come “So Hard” e “Holy Wars” dipingono cupi scenari post-industrali di città in rovina, tra capannoni dismessi e ansia crescente, dove s’ode solo musica da rave per sopravvissuti al dopo bomba. Un brano come “Fact 2019” sembra guardare ai Front 242 di “Geography” e, al contempo, non sembra poi così lontano da certe derive elettroniche messe in campo dagli ultimi Agent Side Grinder.

Nella seconda parte del lavoro spicca la title track che rallenta la battuta in favore di una drum-machine implosiva che poi ha il suo sfogo nel finale dell’album con “Nothing Left”. A dispetto di una certa attitudine monolitica, “Inflict” sviluppa il lato più Ebm del duo, curando in particolare il lato ritmico con brani dal buon impatto e dal sicuro appeal per il dancefloor.

(16/05/2019)



  • Tracklist
  1. So Hard
  2. You Done Me Wrong
  3. Fact2019
  4. Holy Wars
  5. Europe
  6. Animal Instinct
  7. Inflict
  8. Nothing Left


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