Watermelon Slim

Church Of The Blues

2019 (Northern Blues) | blues

Non c’è bisogno di essere un cultore del blues per intuire quando sei di fronte a un cavallo di razza. La familiarità con quei pochi ma sempre efficaci accordi permette facilmente di individuare tra una marea di proposte quel disco e quell’artista in possesso di una marcia in più. Sarà anche colpa o merito del trascorso personale di Watermelon Slim (vero nome William P. Homans III), ma da quasi vent’anni il bluesman nato a Boston dispensa album dal costante livello qualitativo.
Parte della sua fama si deve a un vecchio album del 1973, “Merry Airbrakes”, che è diventato un vero e proprio oggetto di culto per il tono militante e violentemente contrario alla guerra. Un progetto che il musicista ha realizzato dopo aver vissuto tra i militari in Vietnam, sotto l’egida dell’organizzazione no-profit Vietnam Veterans Against The War, nel quale ha descritto con toni aspri e crudi il travaglio spirituale e fisico dell’annoso conflitto.

Dopo aver contratto una malattia in Vietnam che lo ha bloccato per molto tempo in un ospedale militare, il giovane Homans ha lavorato come agricoltore e poi come camionista, per riabbracciare infine la mai sopita passione per il blues, unendosi a varie formazioni e alternando il ruolo di camionista a quello di bluesman.
Nel 2004, dopo un attacco cardiaco molto grave, ha definitivamente lasciato il lavoro, dedicandosi completamente alla musica e raccogliendo consensi e premi importanti, grazie a una serie di album prestigiosi (“Up Close And Personal” e “Watermelon Slim And The Workers”).

Con il nuovo disco “Church Of The Blues” il musicista ha conquistato anche le classifiche e consolidato un profilo artistico lodevole. L'album è composto da quattordici brani equamente divisi tra originali e cover. Ad accompagnarlo, oltre ai fidi compagni d’avventura Brain Wells e John Allouise, c'è un numero consistente di ospiti: Sherman Holmes, Albert Castiglia, Red Young, Nick Schnebelen, Joe Louis Walker, John Nemeth, Bob Margolin, Chris Hicks, Kevin Webb, Matt Blagg, Chris Hardwick.
Da vero cultore del blues, l’artista mette insieme riletture di brani sia famosi che poco noti, tra quest'ultimi l’incandescente “St Peter’s Ledger”, anche se a far la parte del leone è la superba versione di “Gypsy Woman”, con uno straordinario Bob Margolin alla chitarra e un assolo d’armonica che toglie il fiato.

La sezione fiati in “Post-Modern Blues” (scritta da Homans), il sofferto canto solitario di “Holler #4”, l’assolo di chitarra in “Mni Wiconi - The Water Song” (un altro brano originale), il tocco leggiadro e contagioso di “Charlottesville (Blues For My Nation)” e la sentita rilettura di “Tax Man Blues” sono solo alcuni dei punti salienti di un album solido e avvincente, il cui fascino riuscirà forse a far riconciliare con la magia del blues, anche chi da tempo non frequenta queste lande stilistiche.

(11/03/2019)



  • Tracklist
  1. St. Peter's Ledger
  2. Tax Man Blues
  3. Gypsy Woman
  4. Post-Modern Blues
  5. Get Out Of My Life Woman
  6. Mni Wiconi - The Water Song
  7. Me And My Woman
  8. Smokestack Lightning
  9. That Ole 1-4-5
  10. Holler #4
  11. 61 Highway Blues
  12. Too Much Alcohol
  13. Charlottesville (Blues For My Nation)
  14. Halloween Mama




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