Xeno & Oaklander

Hypnos

2019 (Dais) | synth-wave, synth-pop

Il quinto album del duo di Brooklyn, formato da Liz Wendelbo e Sean McBride, è dedicato alla figura mitologica di “Hypnos”, dio greco che dalla sua grotta negli inferi invia messaggi al mondo esterno attraverso i sogni. Il neo minimal synth di Xeno & Oaklander si muove in una dimensione in cui il tempo sembra scivolare in una caverna di polifoniche ombre sintetiche: un lontano echeggiare d’immagini anni Ottanta in Vhs, tra ricordi ipnagogici di Orchestral Manoeuvres in the Dark e Chris & Cosey. L’album in uscita per la label americana Dais segna anche un ritorno alla polifonia dopo diversi anni d'utilizzo di sintetizzatori monofonici. Quello di Wendelbo e McBride è una sorta di gioco casalingo in cui i Nostri si sono andati perfezionando nel corso degli anni, raggiungendo oramai una perfetta e rodata alchimia di coppia anche in sede live.

“Hypnos” è un disco notturno ma dall’umore mai cupo, anche quando ci parla di un mondo senza sole (“A World Without Sun”). Su tutto risplende la gemma synth-pop di “Angélique”, cantata in francese e dedicata all’omonima pianta officinale dalle magiche proprietà curative. Un brano come “Insomnia” ricorda i Chris & Cosey più suadenti e sognanti, in un gioco di sottrazione e tensione in cui far emergere solo l’essenziale.
È come se le varie tracce che compongono “Hypnos” fossero sculture cristalline di una grotta preistorica. Non a caso, la caverna di “Altamira” evocata nell’omonima traccia dell’album rimanda a un immaginario archetipico che trasfigura l’estetica modernista anni Ottanta in qualcosa di primigenio, capace di sopravvivere al tempo umano e alla sua tecnologia. È proprio un mondo sotterraneo, a base di mitologia e strumentazione analogica d’antan, il luogo dove prendono vita brani come la romantica title track e la finale “Athena”, un evidente richiamo al loro primo album “Sentinelle”, che mostrava l’immagine dell’Acropoli di Atene in copertina.

La figura mitologica di “Hypnos” si fa metafora di una musica che abita lo spazio liminare tra sonno e veglia: un ritorno affascinante, capace di evocare mondi distanti ma convergenti grazie a una sensibilità neo-synth-wave prettamente contemporanea che resiste e persite con rigore, sempre distante dalle mode effimere.

(23/03/2019)



  • Tracklist
  1. Fire And Smoke
  2. Hypnos
  3. Angélique
  4. Insomnia
  5. The Light, The Whisper
  6. Altamira
  7. A World Without Sun
  8. Athena


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