You Tell Me

You Tell Me

2019 (Memphis Industries) | folk-pop

Galeotto fu il concerto-tributo a Kate Bush. Dal casuale incontro tra Peter Brewis e Sarah Hayes (impegnata sul palco in un’affascinante versione di “This Woman’s Work”) è nato infatti il progetto You Tell Me, un eclettico e imprevedibile artefatto folk-pop che fa tesoro più che della affinità, dei contrasti tra i due musicisti. Lui protagonista dei popolari Field Music, lei impegnata con gli scozzesi Admiral Fallow (gruppo ben noto ai lettori di OndaRock il cui successo è relegato ai confini patri), Brewis e Hayes hanno intrapreso una ricca corrispondenza, attraverso la quale la multistrumentista scozzese ha inviato una serie di canzoni, che hanno subìto un processo di reinvenzione abbastanza originale e a tratti imprevedibile.

Le undici tracce di “You Tell Me” non indugiano su toni confortevoli e dolcemente effimeri, anche il gusto retrò di molte tracce è poco convenzionale. I due musicisti pescano sia in architetture folk più articolate (“Clarion Call”), che in quelle barocche e romantiche (“Invisible Ink”), con risultati parimenti brillanti, che evocano i Fairport Convention. Brewis calca leggermente la mano quando la materia è più pop, scivolando nell’auto-citazionismo (il glamour pop alla Field Music di “Water Cooler”), nello stesso tempo si fa tentare dal complesso corpo armonico di “Get Out Of The Room”, mettendo a disposizione un geniale intreccio di piano, percussioni, chitarre in salse acid-folk, organo e ottoni.

E’ evidente già dalle prime note della poco ambiziosa “Enough To Notice” che i due musicisti abbiano cercato di lasciar fluire l’ispirazione, senza preoccuparsi di collocare l’opera in un ambito stilistico preciso, contaminando le canzoni ora con raffinate nuance chamber-pop ai confini del progressive (“Foreign Parts”), ora abbracciando la delicatezza del pianoforte nel suggestivo art-folk alla Kate Bush “Springburn”.
Nelle gentili e diversamente acustiche “No Hurry” e “Jouska”, la voce di Hayes domina o dialoga con il tono più schietto di Brewis, preparando il terreno alla più ardimentosa “Starting Point”, che oltre a far tesoro delle diverse attitudini dei due musicisti, capovolge le direttive folk del progetto “You Tell Me”, virando verso un prog-folk-jazz che sembra sbucare da un vecchio vinile dei primi anni 70, rinnovando quello spirito pioneristico che non conosceva confini e limiti creativi, e che permise a una generazione di abbattere muri ben più solidi di quelli odierni.

Non è esente da difetti, il progetto di Brewis e Hayes, ma di tutte le possibili interazioni che i due artisti potevano affrontare, questa è decisamente la più stimolante e autentica, c’è infatti più spazio per i dubbi che per le moderne certezze, nelle undici canzoni di “You Tell Me”. Un disco che più che al conforto dei pensieri mira a stimolare riflessioni e dialoghi interiori, solo che l’arma scelta è quella apparentemente più innocua della seduzione pop.

(13/04/2019)



  • Tracklist
  1. Enough To Notice
  2. Get Out Of The Room
  3. Foreign Parts
  4. Water Cooler
  5. Springburn
  6. No Hurry
  7. Clarion Call
  8. Jouska
  9. Invisible Ink
  10. Starting Point
  11. Kabuki




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