Wrekmeister Harmonies

We Love To Look At The Carnage

2020 (Thrill Jockey) | post-rock

Stabilizzato il nucleo Wrekmeister Harmonies nella coppia JR Robinson-Esther Shaw, il progetto non manca l'arruolamento di collaboratori prestigiosi: nel caso dell'appena uscito “We Love To Look At The Carnage”, tornano alla produzione Martin Bisi e Thor Harris degli Swans alle percussioni, più la new entry assoluta Jamie Stewart a occuparsi della sezione elettronica.

La carneficina è un massacro interno, emotivo, terribilmente solitario. La musica composta è un viaggio notturno che vede conclusione alle prime luci dell'alba: da mezzanotte alle 6 di mattina, come esplicitato nella traccia iniziale. Arte concepita in un isolamento necessario: se il predecessore “The Alone Rush”, intriso di morte e solitudine a causa dei drammi vissuti dalla coppia, era nato in Oregon, “We Love To Look At The Carnage” ha schiuso i primi petali neri in una piccola abitazione a Woodstock ed è stato successivamente mixato nei Bc Studios di Bisi.
Nonostate il titolo apocalittico in linea con le visioni passate, il quinto atto della discografia della band di Brooklyn ha un'atmosfera meno funebre e più allucinata e malinconica. Tensione e tragicità sono presenti senza gli slanci spaventosi di una "Behold! The Final Scream". Ogni scorcio sonoro è imbevuto delle riflessioni/percezioni di un Robinson sostenuto dalle recenti letture stoiche di Marco Aurelio.

Con “Midnight To Six” il percorso inizia sui passi celestiali intonati dalla voce soffusa di Esther Shaw puntellata da un pianoforte. Arriva l'abbraccio con il profondo timbro dell'insonne Robinson: a interrompere il cavernoso spoken, uno struggente taglio di violino in un crescendo dove si unisce il ruggito della chitarra elettrica. Una foschia accoglie la successiva “Still Life With Prick Cancer” e in lontananza ci sembra di riconoscere l'eco della voce del leader degli Xiu Xiu. Dieci minuti di arpeggi, distorsioni, l'incedere di un basso granitico, il passaggio orchestrale e gli schianti finali: è il brano con più variazioni compositive, degno accompagnamento del fuoco che inizia ad ardere nel petto del protagonista.

Lost in silence at 4 am
A flower blooms inside my chest
A queen of fire that burns to dust
Such a shock when i cut my own wings

Inizia così con “Coyotes Of Central Park” e “The Rat Catcher” la parte più allucinata, onirica. Animali selvaggi danzanti nello spettrale chiarore lunare, mentre si delinea anche una profonda sofferenza interiore. “Is pure and reflected in the prison of your clear eyes/ Chocking on tears and a mouthful of orchids/ This beautiful light pours over me”: “Immolation” sancise degnamente la fine dei quaranta minuti oscuri, intensi e affascinanti in cui i Wrekmeister Harmonies fanno i conti con demoni, drammi interiori e ottima musica, inscenando una carneficina da cui è impossibile distogliere sguardo e ascolto.

(14/03/2020)

  • Tracklist
  1. Midnight to Six
  2. Still Life With Prick Cancer
  3. Coyotes of Central Park
  4. The Rat Catcher
  5. Immolation 


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