Fera

Stupidamutaforma

2020 (Maple Death) | idm, ambient, techno

"La meraviglia carnosa che ho perduto nel bosco", "Piccolo niente", "Intonarumori". Sono i titoli di alcune fra le pubblicazioni - non musicali - firmate dall'illustratore e fumettista pugliese Andrea De Franco, di stanza a Bologna da qualche tempo. Figure e storie "weird", le sue, che a un ignorante in materia come chi scrive potrebbero far venire in mente il tocco naif di Daniel Johnston, essere umano e artista il cui recente congedo da questa dimensione è una ferita che stenta a cicatrizzare.

Nulla a che vedere con il compianto outsider ha, invece, l'Andrea De Franco in musica, che si fa chiamare "Fera". "Stupidamutaforma" è la sua opera prima, incisa su nastro e diffusa in edizione limitata da Maple Death Records. In copertina, due occhi dal taglio quasi "egizio" ci fissano magnetici come buchi neri, con campi gravitazionali talmente forti da assorbire gli ascolti fatti dal loro disegnatore negli ultimi dieci anni. Già, perché questo esordio è in realtà il diario di un fruitore particolarmente ricettivo, che si è impregnato delle musiche catturate dalle sue orecchie facendole proprie e restituendole al mondo sotto forma di paesaggi sonori multiformi. Undici racconti, quindi, che Fera impasta con un'elettronica splendidamente grezza, di matrice ora ambientale, ora Idm, ora techno, ora lisergica.

E così, prendono vita "Stupida" e "Carefucker", intrise di un'ambient cupa e graffiata che non sfigurerebbe di fianco alle angosciose composizioni di Ben Frost per la colonna sonora di "Dark"; oppure la destabilizzante "Compress Depress", nella quale aguzzi artigli industriali si aggrappano a un tappeto di bordoni celestiali, e l'anestetica "Caliber Harp", fra le cui corde s'intravede l'Aphex Twin delle "selezioni ambientali" più sognanti. Notte e giorno si avvicendano sulla Terra come nei suoni di "Yung Leaf" e "Muta": la prima, crepuscolare e virata ad atmosfere soft-techno, per non dire downtempo; la seconda, solare e contemplativa alla stregua del Benoît Pioulard evanescente di "Hymnal".

Fra le altre stratificazioni sonore e temporali, le pagine di questo taccuino musicale regalano, con "Decline Harvest" e "Circadian Harp", istantanee di un'Idm desaturata, riconducibile ai ricordi in 8mm dei Boards of Canada. Se si escludono le pulsazioni smaccatamente techno che rivestono la black-ambient simil-burzumiana di "Funeral Flute" (difficile non pensare all'incipit di "Rundgang Um Die Transzendentale Saule Der Singularitat"), l'ultima tranche di "Stupidamutaforma" è imperniata sulla densa kosmische di "Cura" e "Forma", adornata da micro-variazioni melodiche e leggeri crescendo che ne potenziano l'impronta psichedelica.

(08/03/2020)



  • Tracklist
  1. Stupida
  2. Compress Depress
  3. Caliber Harp
  4. Yung Leaf
  5. Muta
  6. Decline Harvest
  7. Carefucker
  8. Circadian Harp
  9. Cura
  10. Funeral Flute
  11. Forma




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