Pictish Trail

Thumb World

2020 (Fire) | indie-pop, psych-pop

Con 30,5 chilometri quadrati di superficie - in significativa parte montuosi - e una popolazione residente che si attesta sotto le cento unità, Isle-of-Eigg è uno dei tanti paradisi naturali ospitati nell'arcipelago delle Ebridi, al largo della Scozia. Piccola e mezza disabitata, sì, ma non meno fiera rispetto a tante altre minuscole località la cui storia è andata di pari passo con quella dei clan dominanti: nel 1997 i residenti autoproclamarono la repubblica indipendente di Eigg, della quale ormai possiedono memoria soltanto enciclopedie e almanacchi. In ogni caso, tra gli sparuti abitanti di questo lembo di terra ai confini del mondo figura Johnny Lynch, una figura che incarna distintamente il prototipo dell'artista moderno: non solo musicista, ma pure discografico di successo (con la sua Lost Map ha lanciato gente come Rozi Plain e Seamus Fogarty) e organizzatore dell'Howlin' Fling Festival che si svolge ogni due anni, va da sé, a Isle-of-Eigg.

Instaurato nel 2018 il sodalizio artistico con Fire Records (etichetta sempre più all'avanguardia per quel che riguarda il lessico del pop-rock contemporaneo) in occasione della ristampa di "Future Echoes", Lynch aka Pictish Trail ha iniziato a farsi conoscere anche al di fuori dei confini britannici, anche in virtù di un'intensa attività live - noi stessi lo abbiamo incrociato due anni fa in apertura ai Belle and Sebastian. "Thumb World", quarto album in studio, esce dunque, verrebbe da dire, nel momento ideale per fare di Pictish Trail un nome di rilievo sul palcoscenico internazionale.
E l'occasione, se così possiamo definirla, non poteva essere sfruttata meglio.
In queste dieci canzoni Lynch sfoggia il meglio della propria arte, un pop immerso in una dimensione lo-fi (ottima la produzione di Rob Jones) che assume via via forme differenti da un brano all'altro. In questo viaggio è accompagnato da veterani quali Kim Moore, Alex Thomas (Air, Squarepusher, Anna Calvi) e dalle trasposizioni visual di Davey Ferguson, in arte Swatpaz, che vanno anche a esemplificare il tema portante del disco: "Il pollice opponibile - dice Lynch - è ciò che ci separa dalla maggior parte degli animali sulla Terra, ma è anche ciò che usiamo ogni giorno per scorrere sugli schermi da una pagina all'altra, allontanandoci dalla nostra vita e intrappolandoci in una realtà artificiale".

Per capire quanto ampio sia l'arco stilistico contenuto in "Thumb World", basterà collocare come estremi il crescendo al rallentatore in stile Beta Band di "Repeat Neverending" - Lynch è stato in tour, tra gli altri, anche con Steve Mason - e il pezzone da dancefloor indie "Turning Back", un valido antidoto per scacciare la cupezza di questi tempi.
Laddove "Bad Algebra" con il suo pop giocoso sembra chiamare in causa gruppi come i Grandaddy, il ciondolare weird di "Lead Balloon" si apre in una delle migliori intuizioni melodiche del disco: una perla agrodolce che invita a lasciarsi cullare in un dormiveglia cadenzato dai suoni dei videogame anni 80. E se ancora "Fear Anchor" non rinuncia a iniettare nel suo moto circolare e introspettivo un rumorismo soffuso, "Slow Memories" è una ballata in assenza di gravità di estrema raffinatezza.

Va anche detto che non tutti i brani si "rivelano" al primo ascolto, anzi servono ripetuti ascolti per carpire appieno le tante gemme nascoste dentro a "Thumb World". Eppure, una volta che si entra nell'universo di Pictish Trail, sarà difficile resistere alla tentazione di ricominciare questo bizzarro viaggio da capo.

(03/03/2020)

  • Tracklist
  1. Repeat Neverending
  2. Double Sided
  3. Pig Nice
  4. Lead Balloon
  5. Fear Anchor
  6. Slow Memories
  7. Bad Algebra
  8. Heart Eyes
  9. Turning Back
  10. Thumb World






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