R.A.P. Ferreira

Purple Moonlight Pages

2020 (Ruby Yacht) | hip-hop, jazz-rap

Difficile non avere la musica nel tuo codice genetico, se l'acronimo dei tuoi tre nomi di battesimo forma la parola "rap", come per Rory Allen Philip Ferreira. Classe '92, nato a Chicago ma attualmente domiciliato nel Maine, potrebbe sembrare nuovo sulla scena ma in realtà c'è solo stato un cambio di moniker: è lui l'uomo dietro a Milo, un progetto che ha portato alla luce un talento per l'hip-hop astratto e disorientante, culminando nella coppia "So The Flies Don't Come" (2015) e "Who Told You To Think??!!?!?!?!" (2017), consigliata assolutamente a chi mastica hip-hop contemporaneo. Nel 2018 il vecchio nome viene abbandonato, lui apre un negozio di dischi e si teme che possa essere scomparso dalla scena. Per fortuna, "Purple Moonlight Pages" dimostra che non è successo e che Ferreira è più in forma che mai, come già aveva fatto intuire il mixtape "The Truly Ancient And Original Lefthanded Styles Of The Hoodwinkers And Penny Pinchers" (2019).
La produzione è affidata al trio Jefferson Park Boys, ovvero Kenny Segal, Mike Parvizi e Mr. Carmack, mentre al microfono troviamo, oltre ovviamente a Ferreira, le ospitate di Open Mike Eagle e Mike Lead. Questo team forza la musica nella direzione che era già stata indicata da Milo, verso un jazz-rap che volentieri si presta allo psichedelico e all'astratto, lontana evoluzione di quello dei pionieri A Tribe Called Quest.

"Decorum" apre con un bagno di jazz allucinato, con "Greens" aggiunge un sinuoso beat al flusso di coscienza, lasciando libertà anche all'arrangiamento: splendide e profonde linee di basso e rintocchi di organo, voci pesantemente riverberate, un generale gusto per il notturno e il fumoso. Con "Noncipher" si aumenta l'energia, con Ferreira che duella con gli ottoni, prima di tuffarsi nei droni di "Omens & Totems", inizialmente senza beat e quindi incastrata su un rotolante ritmo sbilenco che diventa la tela per una metrica flessuosa.
"U.D.I.G." rischiara con un funk-jazz-rap con aperture orchestrali, ideale precedente del destrutturato, ironico e fantasticamente cool rap di "Laundry". "Dust Up" è una frenetica riflessione in una nuvola ambient, vicina a Kate Tempest, che apre alla meditazione esistenziale di "Cycles". Una breve cellula melodica è il punto di riferimento della giostra jazz-rap di "Absolutes", mentre l'inno alt-rap "No Starving Artists" sceglie un più immediato e sensuale funk, continuato in una veste più soul in "Leaving Hell", sensazionale dimostrazione di padronanza ritmica di Ferreira. Abbandonati alla rilassante psichedelia hip-hop di "Doldrums" e all'onirica "An Idea Is A Work Of Art", una commovente magia dei trio produttivo, troviamo conferme dell'idillio fra i Jefferson Park Boys anche nell'ultimo terzo della generosa scaletta, compreso il jazz cameristico di "Ro Talk" e gli spunti free della bucolica "Masterplan".

Spesso sperimentale ma non ostico, è la nemesi dell'omologazione trap-pop che affolla le classifiche di mezzo mondo, a partire dal ritmo, scomposto e sparso, fino agli arrangiamenti, tentacolari e sbilenchi. Il fatto che dominino suoni caldi, più vicini all'atipico hip-hop suonato dei The Roots che al robotico-tecnologico di Future, unito a una certa propensione a citare il trapassato funk e jazz, non fa che rendere più lontano dal mainstream il risultato finale. Come i più talentuosi esponenti dell'hip-hop alternativo, Ferreira può rimare su ogni argomento, così da dedicare una canzone al bucato, "Laundry", e trarne una parabola sulla genitorialità e sulla vita di un rapper lontano dal mainstream. La nuova incarnazione del fu Milo risulta anche più personale, perché l'uso del proprio nome di battesimo serve a segnalare una volontà di esporsi in prima persona, raccontando le proprie idee e la propria realtà senza intermediazione.
Una prova matura, dunque, per Ferreira, che questa volta può appetire anche chi avrebbe trovato il primo Milo fin troppo caotico e imprevedibile. D'ora in poi, comunque, fare il bucato non sarà più la stessa cosa.

(18/03/2020)



  • Tracklist
  1. Decorum
  2. Greens
  3. Noncipher
  4. Omens & Totems
  5. U.D.I.G (United Defenders of International Goodwill)
  6. Laundry
  7. Dust Up
  8. Cycles
  9. Absolutes
  10. No Starving Artists
  11. Leaving Hell
  12. Doldrums
  13. An Idea Is a Work of Art feat. Mike Ladd
  14. Mythical
  15. Pinball feat. Open Mike Eagle
  16. Golden Sardine
  17. Ro Talk
  18. Masterplan

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