The Weeknd

After Hours

2020 (XO / Republic) | r&b, pop

La circolarità, o della ricaduta. Non un concept e non una semplice raccolta di singoli, ma qualcosa in più. Nel suo nuovo e attesissimo album, il canadese The Weeknd diviene regista e interprete di un vero e proprio film in musica, un racconto di perdizione dal taglio cinematografico e tutto incentrato sui retroscena oscuri della vita di una popstar tormentata dai demoni del passato. Tra fiction e realtà, quella popstar è lui, e la scelta di mantenere sfocato e ambiguo il confine tra le due è ciò che dona al disco, e quindi alle sue canzoni, quell'accattivante tensione in più.
Con un look rinnovato, un po' Michael Jackson e un po' divo del sesso anni Ottanta, ora Abel Tesfaye sceglie di fare della sua vita un thriller psicologico dai risvolti pulp e allucinati, nero come la notte e rosso come il sangue, già annunciato dalle tinte macabre della trilogia di video che ha preceduto l'album.

A due anni da "My Dear Melancholy", una raccolta di sei pezzi che lo vedeva ripercorrere gli stessi vaporosi sentieri R&B della "Trilogy" di inizio decennio, il nuovo "After Hours" si presenta come una malinconica danza tra sintetizzatori vintage, cuori spezzati, droghe e lusso sfrenato; ed è Las Vegas, la Città del Peccato, il tempio in cui si consuma la tragedia umana raccontata in queste canzoni. Fin dai primi ascolti, sono due pareri discordanti quelli che si incrociano in testa. È sempre più profonda, da un lato, la convinzione di come l'R&B oscuro e lussurioso che The Weeknd ha di fatto brevettato dieci anni fa non sia più in grado di reggere per un disco intero. Anche provando a variare sul tema - la trap di "Heartless", i ritmi spezzati di "Too Late", la drum 'n' bass di "Hardest To Love" - siamo di fronte a una buona metà di tracklist che è semplicemente riempitiva, il solito collante di filler che dà all'album quella coesione rassicurante e innocua che ormai ti aspetti, e puntualmente ritrovi, ad ogni nuovo album di Abel.

Eppure, è una strana eccitazione quella che accompagna il confronto con quest'opera, quasi fossimo di nuovo in grado di percepire il brivido dell'evento. A prescindere dalle sue note dolenti, col suo nuovo lavoro The Weeknd è riuscito a risvegliare dal suo torpore lo "spirito" dell'album pop, consegnandoci un kolossal da consumare trepidanti, con cui intrattenerci e emozionarci tutti assieme, in diretta. Come un nuovo film che sbanca il botteghino, così è il teatrale e super-pop "After Hours".
E le sue migliori scene di tensione sono le sue canzoni più disinibite e ruffiane, come la power ballad in hi-fi "Scared To Live", il palpitante languore notturno di "After Hours", o la micidiale sezione synth-wave composta da "In Your Eyes", "Save Your Tears" e dalla splendida "Blinding Lights", che col suo trasporto di tastiere epico e romantico rende perfettamente chiara l'idea di "affogare nella notte" cantata tra i suoi versi.

"I'm that nigga with the hair/ singin' 'bout poppin' pills, fuckin' bitches, livin' life so trill", cantava Abel Tesfaye cinque anni fa. E in barba ai buoni propositi, è di nuovo qui che lo ritroviamo nel mezzo di questo disco, e in ginocchio, a terra, alla fine del viaggio: "Non voglio più toccare il cielo", canta nella finale "Until I Bleed Out", "voglio solo tagliarti fuori dai miei sogni, fino a sanguinare". È il finale toccante di un disco che puoi quasi ascoltare con gli occhi, dove lo scintillante lavoro di produzione (tra i nomi, Daniel Lopatin e Kevin Parker) ha lo stesso effetto appagante di quella che nel cinema verrebbe definita una "fotografia da urlo".
Per un artista che non ha mai fatto mistero della sua vita dissipata, un disco intrecciato a questo modo con la sua persona, così oscuro e allo stesso tempo così accessibile, è semplicemente un trionfo di pop art. Non è tanto Las Vegas come si diceva prima, ma la stessa carriera di The Weeknd a essere teatro della sua tragedia. E questo album, con le sue menzogne e anche con i suoi difetti, ne è una rappresentazione quantomai sincera e affascinante.

(23/03/2020)



  • Tracklist
  1. Alone Again
  2. Too Late
  3. Hardest to Love
  4. Scared to Live
  5. Snowchild
  6. Escape From LA
  7. Heartless
  8. Faith
  9. Blinding Lights
  10. In Your Eyes
  11. Save Your Tears
  12. Reapeat After Me (interlude)
  13. After Hours
  14. Until I Bleed Out




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