Weather Report

Heavy Weather

1977 (Columbia) | jazz

Se fino a “Black Market” i Weather Report dimostrarono di essere una band innovativa e originale, benché fenomeno di nicchia, lo straordinario “Heavy Weather” sarà il disco della definitiva consacrazione che permise loro di riscuotere un importante successo commerciale.

Due sono stati i fattori che hanno determinato tale successo: la presenza nella tracklist di un brano tanto geniale quanto estremamente orecchiabile come “Birdland” e l’ingresso in pianta stabile nel gruppo dell’enfant prodige Jaco Pastorius.
La coppia Shorter/Zawinul, a cominciare da "Black Market", aveva già introdotto elementi di novità nel sound del gruppo: pur restando fermi alcuni capisaldi quali l’approccio elettrico, l’alternanza melodia/ritmo, l’uguale peso delle parti melodiche e soliste, in "Heavy Weather" s’intuisce una leggera semplificazione degli incastri melodici e delle dissonanze a favore della spontaneità e di una maggiore immediatezza, nonostante l'usuale complessità degli arrangiamenti.

L’intervento di modifica più radicale apportato al sound del gruppo è sicuramente la presenza di Jaco Pastorius, musicista provvisto di tecnica sopraffina e capace di rendersi riconoscibile in qualsiasi contesto, garantendo ai comprimari un apporto contemporaneamente melodico e ritmico; il suo estro e la sua tecnica suonano pressoché irriproducibili e arricchirono lo spettro musicale del combo. L'apporto di Pastorius conferì nuovi stimoli a una formula che stava rischiando di anchilosarsi, ma anche allo stesso Jaco, perché i Weather Report furono un trampolino di lancio che rivelarono al mondo il suo splendore.

"Heavy Weather" vanta un incipit al fulmicotone: le note d'esordio, affidate al sintetizzatore di Zawinul, cedono il passo agli armonici artificiali di Pastorius nell'ormai celeberrima “Birdland”. L’intero brano si può riassumere in una corsa graduale fatta di deviazioni, discese, risalite e slanci melodici che culmina nel celebre, affabile e indimenticabile tema (anni dopo, i Manhattan Transfert ne avrebbero realizzata una cover che diventerà quasi più famosa dell’originale).

Segue “A Remark You Made”, a firma di Zawinul (come la traccia precedente), fra i brani più romantici composti dal tastierista austriaco. Sorretti da una trama di tastiere, sax e basso "fretless" - che assolvono qui il medesimo compito melodico - cesellano linee e armonie; le tastiere fungono dunque da scheletro del brano, mentre sax e basso ne costituiscono muscoli, nervi e tendini. A dominare sono quindi temi e partiture capaci di emozionare: mai un basso era stato più ricco di pathos e sentimento come in questo pezzo. Il magistrale assolo finale di tastiera (suonato naturalmente da Zawinul), è il coronamento di un capolavoro.

Il terzo brano è un pezzo famoso quasi quanto “Birdland”. Ad opera di Pastorius, “Teen Town” è ben più di un semplice sfoggio di tecnica trasportata sulle quattro corde; la melodia che sorregge il brano è sognante, sfuggente e l’assolo-tema di Pastorius dimostra l’eccezionalità dell'artista, sia in veste di musicista che di compositore.

“Harlequin”, di Shorter, è invece un pezzo enigmatico, quasi cerebrale: il tema consta di una serie di stacchi in battere e levare, seguito da una sezione in cui tastiera e sax si alternano nell’esecuzione di parti allo stesso tempo melodiche e soliste, mentre il basso e la batteria reggono le fila ritmiche. Il tema viene riproposto nel finale con maggior intensità e con un sapore quasi liberatorio.

Il contributo del batterista Alex Acuna e del percussionista Manolo Badrena al disco consiste nel divertissement di “Rumba Mama”, che apre la seconda parte del disco: una danza tribale dalle ritmiche latino-americane, in cui i due sfoderano la loro tecnica e sembrano anche divertirsi parecchio.
A seguire, la samba di “Palladium”, in cui a farla da padrone sono le percussioni di Badrena; il basso crea qui una solida struttura nella quale s'intrecciano misurati interventi ritmici e digressioni soliste delle tastiere. A rimarcare l’orecchiabile tema è il sax di Shorter, l’autore del brano - tra i migliori dell’album.

“The Juggler”, di Zawinul, lascia nella bocca dell'ascoltatore un sapore vagamente antico, forse per le singolari frasi di tastiera che lo caratterizzano e per i suoni utilizzati. L'intero brano è avvolto da un’atmosfera mistica e minimale, in cui ogni elemento contribuisce equamente alla sua riuscita; ad avere importanza qui non sono più le sovrapposizioni strumentali, ma i silenzi che sottolineano i passaggi melodici. Un brano tanto particolare quanto affascinante.

La chiusura è affidata a una composizione di Pastorius fortemente ritmica: “Havona, la cui introduzione di tastiera preconizza la sensazione di assistere dapprima alla partenza di una locomotiva, poi alla sua corsa. Pastorius è qui micidiale tanto in fase di accompagnamento quanto di solista (anche se, come accade in tutto il disco, riesce a fondere magistralmente le due funzioni, permettendo loro di confondersi con disinvoltura) e individua in Acuna un ottimo supporto. Zawinul e Shorter finiscono quasi per fungere da semplici gregari, i cui interventi sono tuttavia costanti e puntuali (soprattutto quelli di Zawinul, al piano); come in “A Remark You Made”, Shorter divide con Pastorius alcune parti soliste. "Havona" si conclude così com'è iniziata, con la tastiera a scandire le pulsazioni di un album che, oltre a essere tra i più riusciti, è forse quello più importante per la storia e per l'evoluzione della band.

(18/09/2007)

  • Tracklist
  1. Birdland
  2. A Remark You Made
  3. Teen Town
  4. Harlequin
  5. Rumba Mamà
  6. Palladium
  7. The Juggler
  8. Havona
Weather Report su OndaRock
Recensioni

WEATHER REPORT

Weather Report

(1971 - Columbia)



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.