A Perfect Circle

A Perfect Circle

Un mare di suoni

di Matthias Stepancich, Alessandro Mattedi

Sono stati uno degli act più personali nel calderone post-grunge all'inizio degli anni 2000. Nati come progetto personale di Billy Howerdel, gli A Perfect Circle si sono concretizzati dopo l'ingresso di Maynard dei Tool alla voce. La sinergia tra i due ha dato vita a dischi di buon valore e si rilancia ora con un nuovo lavoro, dopo una lunga pausa di 15 anni

Il progetto A Perfect Circle è stato originariamente concepito da Billy Howerdel, chitarrista ed ex-tecnico del suono di Faith No MoreSmashing Pumpkins, David Bowie e Nine Inch Nails fra i tanti. Nel 1992 Howerdel è di supporto al tour dei Fishbone, quando incontra Maynard James Keenan, cantante dei Tool, presenti come gruppo spalla. Fra i due nasce una buona amicizia che culmina nella partecipazione di Howerdel come tecnico al tour per il disco "Ænima" nel 1996. Per l'occasione decide di far ascoltare a Keenan alcune demo che aveva scritto in precedenza. Il frontman dei Tool ne rimane profondamente colpito ed esclama: "Posso sentirmici cantare su". Howerdel, in realtà, aveva pensato a una voce femminile per i pezzi, ma convinto del talento di Maynard si accorda con lui per impegnarsi nel progetto comune, non appena trovato uno spiraglio di tempo a disposizione per entrambi. Il momento giusto arriva nel 1999, quando i Tool sono temporaneamente messi in sospeso perché impegnati in una controversia contrattuale contro la casa discografica Volcano Records. Keenan può così dedicarsi appieno alla collaborazione con Howerdel.

I due completano la formazione chiamando Josh Freese alla batteria, Troy Van Leeuwen alla chitarra, l'argentina Paz Lenchantin al basso e agli archi, più una nutrita cerchia di ospiti. Keenan si occupa soprattutto delle parti vocali e della scrittura dei testi. Ma il vero "mastermind" creativo è l'eclettico Howerdel, che compone tutte le parti musicate e suona chitarre, basso, tastiere e registra le backing vocals, oltre a occuparsi di missaggio e produzione. Così nel 2000 viene finalmente pubblicato il primo album, Mer De Noms. Il titolo, che in francese vuol dire "mare di nomi", è in riferimento a una serie di persone incontrate da Keenan nel corso della sua vita, dalle quali trae ispirazioni per i testi, che si rivelano molto intimisti e introspettivi.
È un album di rock alternativo in cui i richiami al grunge (costanti per molti gruppi di questo periodo) sono evidenti, ma il tutto è immerso in ritmiche quasi industriali, sonorità sognanti ed elementi progressive nella ricercatezza stilistica, negli inserti di archi e nell'impianto della batteria (affidata al solido e versatile Josh Freese, che si diletta a impreziosire il tutto con cambi di tempo e contrappunti ritmici).
Il risultato sfocia in una sorta di grunge futuribile, in cui i Soundgarden e gli Smashing Pumpkins si incrociano con i King Crimson e i Traffic per poi lasciarsi contaminare dalle sonorità di fine anni 90 - incluso in parte il nu-metal con echi di Deftones.
Ma in realtà sono ricche le fonti che ispirano Howerdel, chiamato a reinterpretare le influenze più disparate in uno stile molto personale. "Thomas" rimanda ai Black Sabbath, "Thinking Of You" ai Nine Inch Nails, la trascinante opener "The Hollow" rilegge in maniera più raffinata gli Smashing Pumpkins, mentre in "Brena" sembra Layne Staley a cantare; "Renholder" è invece una litania perversa che pare uscita da "White Light From The Mouth Of Infinity" degli Swans. La perla "3 Libras" è infine un gioiellino imperniato su chitarra acustica, violini, climax emotivi distorti e batteria uptempo.
La presenza di Keenan ha spinto la stampa musicale dell'epoca a inevitabili accostamenti con i Tool. Tuttavia, tolta la sua splendida prova vocale (nella quale il cantante cerca sempre di utilizzare soluzioni e timbriche molto differenti da quelle tipiche dei Tool), lo stile degli A Perfect Circle ha molto poco a che vedere con essi, e non solo per la maggiore compattezza dei brani. Il progetto è frutto soprattutto di Howerdel e del suo estro creativo, nonostante il nome più famoso di Maynard induca a volte a considerare erroneamente il gruppo un suo progetto minore.

Mer De Noms si rivela un album di gran classe, solido, ricercato e orecchiabile, venuto alla ribalta nel difficile contesto in cui il grunge ha esaurito la sua spinta innovativa, dove è l'elettronica a farla da padrona, le classifiche rock sono occupate da trend nu-metal, punk-pop o post-grunge, e dove si percepiscono i primi segnali del rifiorire della new wave e del boom dell'emo. L'alternative-rock americano, infatti, nelle sue forme più mainstream, ha generalmente ben poco da dire in questo periodo, risultando spesso una sterile riproposizione di stilemi post-grunge, occasionalmente contaminati dall'alternative-metal. Sono gruppi come Staind, Creed, Hoobastank o Nickelback a contendersi i primati di vendita con le ultime ondate del nu-metal. L'esordio degli A Perfect Circle, assieme a quello di pochi altri gruppi come Chevelle e soprattutto Dredg, rappresenta in questo contesto una lezione di stile e una ventata d'aria fresca che rinnova le coordinate di riferimento del rock alternativo americano. Da esso prenderanno spunto, tra alti e bassi, gruppi come 30 Seconds To Mars, Tweaker e 10 Years, che di lì a poco avrebbero esordito. L'album ottiene un notevole successo sia di pubblico sia di critica, e c'è chi arriva ad accostarlo all'art-rock.

I Tool a questo punto riprendono il loro percorso musicale, risolti i problemi discografici, e Maynard si concentra su di essi per pubblicare "Lateralus", senza tuttavia tralasciare gli A Perfect Circle, che continua a considerare un gruppo alla pari e quindi con una propria scaletta di concerti e impegni contrattuali da rispettare.

Per avere un nuovo album targato A Perfect Circle bisogna aspettare il 2003 quando viene dato alla luce Thirteenth Step. La produzione del disco è resa difficoltosa da due cambi di formazione che avvengono nel mentre: Troy Van Leeuwen entra nei Queens Of The Stone Age in corso di registrazione e viene sostituito da James Iha degli Smashing Pumpkins; Paz Lenchantin è stata chiamata da Billy Corgan nei suoi Zwan e quindi registra solo qualche arco, mentre al basso viene sostituita da Jeordie White (ovvero Twiggy Ramirez del gruppo di Marilyn Manson). Rimane, invece, Josh Freese a costituire l'ossatura ritmica su cui si reggono le composizioni di Howerdel, che chiama ancora una volta una serie di ospiti a impreziosire i nuovi brani, sempre più più eleganti e ricercati.
Il disco è ancora più esplicitamente un punto d'incontro fra l'alternative-rock, il progressive-rock e il post-grunge, suonando quasi come un esercizio di stile, certosino ed emotivo. Questa volta sono realmente avvertibili occasionali spunti più psichedelici influenzati dai Tool, soprattutto nella mesmerica "The Outsider". "Lullaby" è un ambient spettrale in cui compare Jarboe degli Swans. "Pet" è un'oscura e aggressiva esplosione industrial/grunge dalle atmosfere vicine ai Deftones. "The Nurse Who Loved Me", invece, è una cover dei Failure che mostra un certo manierismo barocco negli archi. 
Chiusura in bellezza affidata a "Gravity", brano cupo e darkeggiante dall'ipnotica litania e altro perfetto esercizio di classe. Sono canzoni altamente ricercate ed elaborate, con le quali Howerdel ha una scusa per mettere in scena i suoi esperimenti sul sound e Keenan ha ampia libertà di movimento con le sue linee vocali. 
Se a livello puramente compositivo il disco è leggermente inferiore al precedente, risultando un po' meno creativo e (relativamente) un po' più commerciale, in realtà Thirteenth Step suona nel complesso molto più maturo, personale, compatto ed emotivo; è specialmente Keenan a superare se stesso, non solo regalando un'altra ottima prova vocale, ma anche scrivendo testi ancora più intelligenti e poetici (stupende le liriche di "Blue", "Vanishing", "Gravity", "The Noose", "Pet", e decisamente fuori dagli schemi il soggetto di "The Outsider").


Il terzo album in studio del progetto nasce con dei connotati particolari: eMOTIVe è difatti un'opera interamente concepita col fine della protesta politica e del messaggio pacifista, nella fattispecie contro l'amministrazione di George W. Bush, tramite una selezione di cover appositamente scelte per i loro contenuti e riarrangiate secondo uno stile molto più moderno e oscuro. Lo stesso Keenan ha voluto che l'album fosse pubblicato durante il periodo delle elezioni, per sensibilizzare l'opinione pubblica americana sul conflitto in Iraq. La copertina mostra un simbolo della pace in rovina in primo piano, con sullo sfondo una Los Angeles post-apocalittica. Se si eccettuano la corposa e intensa "Passive" (che è un riadattamento di "Vacant", canzone originariamente scritta per il poi abbandonato progetto Tapeworm da Keenan e Trent Reznor) e la marcia industriale di "Counting Bodies Like Sheep To The Rythm Of The War Drums" (che è un seguito di "Pet" dal precedente album), le canzoni sono tutte rivisitazioni di brani più o meno storici. Il gruppo li ripropone in un'ottica molto più cupa e graffiante, quasi a sottolineare come l'epoca attuale sia molto più cruda e desolata di quella in cui vennero scritti gli originali, ma non per questo incapace di veicolare messaggi altrettanto forti e incisivi. Quelle del disco non sono semplici cover nel senso comunemente inteso del termine, trattandosi di veri e propri riarrangiamenti di tutt'altro stile e nuove sonorità innestate sull'impianto melodico di base, a volte irriconoscibili, se non fosse per il testo.
Se l'iniziale "Annihilation" dei Crucifix gioca sull'inquietante contrasto fra le dolci note principali e l'atmosfera malinconica di contorno, ma rimanendo incompiuta, è invece "Imagine", storica canzone di John Lennon, a sorprendere per le sue sonorità angoscianti e decadenti, che rivoltano completamente l'attitudine originale facendola diventare ben più pessimista e nichilista. Sono soprattutto la batteria meccanica, quasi marziale, e il pianoforte ossessivo a renderla particolarmente oscura. Il video ufficiale è amaramente esplicito negli intenti.
Suona pregevole anche l'innesto di battito downtempo su archi e arpeggi acustici ripetuti di "Peace Love & Understanding" (Nick Lowe), ma il capolavoro del disco è la "What's Going On" di Marvin Gaye, riproposta in chiave dream-pop con leggeri rintocchi di batteria, panneggi tastieristici soffusi, voce malinconica, suonando molto suggestiva e toccante. Il contrasto con "Gimmie Gimmie Gimmie" (Black Flag) a questo punto è forte: ossessiva, bruciante, con vocalizzi alienanti su basi distorte e post-industriali. "When the Levee Breaks" (Led Zeppelin) è uno dei pezzi migliori del lotto, con pianoforte jazz/lounge, ritmo quasi downtempo e atmosfere noir ad accompagnare la voce acuta e delicata mentre in sottofondo si dipanano giri di note lievi ma immensamente suggestivi. Chiudono il disco le stratificazioni vocali gospel di "Fiddle And The Drum" (Joni Mitchell), in cui però lo spunto di base poteva essere approfondito maggiormente.

Se l'intento politico dell'album fallì, vista la conferma di Bush alla Casa Bianca, il suo esito musicale, pur fra alti e bassi, metterà in luce uno stile molto personale e capace di costruire tutta una serie di atmosfere ed emozioni tetre e palpitanti. 
Successivamente verrà rilasciato anche aMOTION, un Dvd contenente vari video e remix. eMOTIVe resterà a lungo anche l'ultimo disco targato A Perfect Circle, poiché Keenan si dedicherà unicamente ai suoi Tool (e in seguito al progetto Puscifer e alla propria attività di imprenditore vinicolo). Howerdel ne prende atto, e nel 2006 le due anime del gruppo dichiarano che il progetto è sospeso a tempo indeterminato.

Nel 2007 Howerdel pubblica l'album Keep Telling Myself It's Alright sotto il moniker ASHES dIVIDE. Nonostante il mancato contributo di Keenan, la stampa musicale dal principio lo saluta come un nuovo capitolo degli A Perfect Circle, con il marchio di fabbrica della scrittura di Howerdel e la partecipazione di Josh Freese alla batteria. Sono presenti inoltre vari ospiti provenienti proprio dalle registrazioni dei dischi targati A Perfect Circle, di cui si mantiene il sound, dirigendolo verso una dimensione più melodica e atmosferica. Pur costantemente immerse in umori crepuscolari e malinconici, le canzoni non rinunciano a riff graffianti. Se la profondità dei lavori precedenti resta lontana, certamente ci troviamo di fronte a un lavoro godibile per i fan degli A Perfect Circle.

Il moniker Puscifer invece risulta il progetto musicale più personale e "privato" di Maynard James Keenan, un divertissement che gioca tra contaminazioni elettroniche, industrial, trip-hop, pop e ambient, ma senza particolari ambizioni, anzi nascendo in maniera totalmente goliardica e senza prendersi sul serio. Ma attraverso alcuni Ep, anche questo percorso si avvicinerà parzialmente alle atmosfere e agli arrangiamenti degli A Perfect Circle.

Nel 2010 gli A Perfect Circle annunciano di riformarsi ufficialmente per una serie di concerti e pubblicano poi nel 2013 la compilation Three Sixty e un singolo inedito ("By And Down", esoterica e alienante ma anche molto melodica, tra psych-rock e ambient-rock).

Ma è solo un antipasto in previsione del gran ritorno, costantemente posticipato e a lungo atteso, che si compie ufficialmente il 20 aprile 2018, con la pubblicazione di Eat The ElephantCi sono voluti quasi 15 anni dall'ultimo disco, tra rinvii, progetti intermedi e contrattempi vari. La gestazione decennale del disco è stata a dir poco travagliata, fin dal suo avvio nel 2008, con alcuni abbozzi di brani, molte idee scartate e un Keenan inaspettatamente volubile nel giudicare il materiale proposto da Howerdel. Gli impegni personali di entrambi hanno poi contribuito ulteriormente ad allungare la fase di composizione. Alcuni pezzi Howerdel decide di tenerli per sé, per pubblicarli come ASHES dIVIDE, mentre altri li propone a Chester Bennington per dar vita a una collaborazione, che però mai si realizzerà a causa del tragico suicidio di quest'ultimo, un anno fa. L'odissea si conclude solo nel 2017, quando Keenan e Howerdel finalmente si accordano sulla direzione da seguire ed entrano in studio di registrazione, assieme a una line-up d'appoggio interamente rinnovata.
L'obiettivo della band è di non ripetere la stessa formula di tanti anni prima, ritenuta ormai fuori tempo massimo. E fin dai primi singoli rilasciati si avverte un cambiamento che farà molto discutere: musicalmente si tratta di un disco molto atmosferico e orecchiabile, ben più "soft". I pezzi risultano tutti rallentati, composti per sottrazione degli elementi rock, giocando molto sul sentimentalismo e sui contrappunti sonori attorno alla voce di Maynard, espressiva, intimista e spesso filtrata. Le composizioni si incentrano su di lui, e sui soundscape realizzati tramite l'uso della tastiera e del pianoforte, che rintoccano in maniera delicata per accompagnare linee vocali emotive.
Sono poche le chitarre, principalmente a sostegno proprio di Maynard piuttosto che impegnate in riff, e amalgamate con il resto degli strumenti e in particolare con gli effetti sonori. Howerdel si rivela più che mai maestro dell'esercizio di stile, costruendo in maniera impeccabile 12 canzoni pulitissime, certosine, di maniera. Per certi versi ricorda l'attitudine già mostrata con il lavoro marchiato ASHES dIVIDE, ma rimuovendone gli elementi "riff-centrici" per concentrarsi invece sull'effettistica, sull'orecchiabilità e sull'emotività. In certi momenti sembra quasi di ascoltare gli ultimi Lunatic Soul e soprattutto Anathema, con il loro alternative-rock molto atmosferico e dilatato. 
È un album di rock easy-listening fino al midollo, ma vissuto e sensibile, e molto raffinato nella sua malinconia. Per tutti i suoi 57 minuti di durata non osa mai andare oltre il brano ben confezionato, radiofonico e malinconico, nonché iper-prodotto. Sicuramente dividerà il pubblico e ai fan tradizionalisti suonerà ruffiano. Ma per quanto esercizio di stile manierista sia, risulta un lavoro decisamente ben scritto e avvolgente nelle sue atmosfere.


Contributi di Mauro Roma e Antonio Ciarletta

A Perfect Circle

Un mare di suoni

di Matthias Stepancich, Alessandro Mattedi

Sono stati uno degli act più personali nel calderone post-grunge all'inizio degli anni 2000. Nati come progetto personale di Billy Howerdel, gli A Perfect Circle si sono concretizzati dopo l'ingresso di Maynard dei Tool alla voce. La sinergia tra i due ha dato vita a dischi di buon valore e si rilancia ora con un nuovo lavoro, dopo una lunga pausa di 15 anni
A Perfect Circle
Discografia
Mer de Noms (Virgin, 2000)

 

Thirteenth Step (Virgin, 2003) 
 eMOTIVe (Virgin, 2004) 
 aMOTION (raccolta + Dvd, Virgin, 2004)

 

 ASHES dIVIDE - Keep Telling Myself It's Alright (Island, 2008) 
 Deep Cuts (Ep, Virgin, 2009) 
 Three Sixty (antologia, Virgin, 2013) 
 Eat The Elephant (BMG, 2018)

 

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Recensioni

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Eat The Elephant

(2018 - BMG)
L'atteso ritorno di Howerdel e Keenan è il loro disco più soft e dividerà il pubblico ..

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(2004 - Virgin)

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