Tony Williams Lifetime

Dove il jazz incontra il rock

di Roberto Mandolini

Troppo rock per il pubblico jazz e troppo jazz per quello rock. Questo il destino del gruppo creato da Tony Williams a fine anni 60 dopo un lustro passato a suonare nel secondo quintetto di Miles Davis. "Tutti sembravano suonare qualcos'altro in quel gruppo. John era come un altro batterista, molto ritmico e percussivo. Larry stava facendo tutte queste cose alla John Coltrane e suonava le parti di basso fino a quando non è arrvato Jack, in un secondo momento. Io ero effettivamente il pianista... in un gruppo che non aveva un piano" (Tony Williams, 1991)

Nel febbraio del 1969 Miles Davis convoca in studio i suoi musicisti per registrare "In A Silent Way". Tony Williams porta alla corte di Miles un giovane chitarrista inglese che aveva registrato il suo disco d'esordio solo un mese prima, "Extrapolation", notato a un concerto mentre suonava con Dave Holland e Jack DeJohnette. Davis capisce subito che John McLaughlin può essere una pedina fondamentale per le direzioni che sta pendendo la sua musica e lo richiama in estate per le sessioni di "Bitches Brew". Nel frattempo Tony Williams ha già deciso di formare un suo gruppo, i Lifetime, e non ci pensa due volte a portarsi dietro l'amico chitarrista. Dalla band di "Bitches Brew" chiama anche Larry Young, "perché capace di portare l'organo hammond su un altro pianeta", secondo le parole dello stesso Williams. Nasce così il primo power trio della storia del jazz-rock, anticipando di qualche anno tutti gli altri grandi gruppi fusion degli anni 70: Weather Report, Return To Forever, Mahavishnu Orchestra, Headhunters.

Williams, Young e McLaughlin entrano in studio a fine maggio per registrare l'esordio dei Lifetime, Emergency!. Due giorni bastano per confezionare un doppio Lp incendiario. Il drumming compulsivo di Williams sovrasta nel mix finale sia la chitarra di McLaughlin che l'organo di Young. La struttura è jazz ma l'impeto è rock. I suoni sono sporchi anche se il fraseggio della chitarra elettrica fa capire l'eleganza della tecnica del giovane McLaughlin. A stupire più di tutti è Larry Young, che tira fuori dall'hammond linee di basso, soli di organo, meravigliosi riff alla Doors/Santana (come quello sull'omonima "Emergency!") e un universo di rumori incredibile.
Su "Beyond Games" Tony Williams si mette a cantare, o meglio parlare, mentre un groove jazz-funk prende a inseguire rotte space-rock. "Where" e "Spectrum" (trasformata rispetto all'originale presente su "Extrapolation"), firmate da John McLaughlin, gettano le basi del suono della Mahavishnu Orchestra. "Vashkar" è un brano di Carla Bley riletto dai Lifetime con quel gusto che sarebbe rimasto il tratto distintivo della fusion dei seguenti dieci anni.
Il disco vende poco e anche la critica si divide: Richard Cook nell'ulyima Penguin Jazz Guide ricordava il disco come "una brutta accozzaglia di suoni". Per il Rolling Stone del tempo, invece, "i Lifetime dovrebbero diventare famosi come la Jimi Hendrix Experience".

A febbraio i Lifetime sono di nuovo a New York pronti per entrare in studio. A Williams, Young e McLaughlin si unisce Jack Bruce, già con Alexis Korner, Graham Bond e Cream. L'irruenza di Emergency! viene gestita con maggior consapevolezza: la partenza di (Turn It On), una cover di "To Whom It May Concern" di Chick Corea, è da manuale con Williams capace di alternare lenti groove hard-rock a velocissime fughe jazz, mentre McLaughlin sul canale sinistro e Young su quello destro duettano in una danza orgiastica che porta la Band Of Gypsies su Saturno. Psichedelica e visionaria la cover del classico di Jobim "Once A Loved", così come la ballata scritta dallo stesso Williams "This Night This Song". Più in sintonia con il crossover blues-jazz-psichedelico di Graham Bond la rilettura di "Big Nick" di John Coltrane che chiude il lato A.
Il lato B comincia con i due minuti scarsi di "Right On", puro concetrato di adrenalina rock. Capacità sincretica ben in vista anche sui cinque minuti esatti dell'esplosiva "Vuelta Abajo", bignami, e allo stesso tempo cartina al tornasole, valida tanto per il jazz-rock quanto per il progressive che inflazioneranno gli anni 70. Anche se l'unico gruppo in grado di riprendere l'attitudine dei primi Lifetime saranno negli anni 80 i Last Exit di Ronald Shannon Jackson, Sonny Sharrock, Peter Brötzmann e Bill Laswell. Chiusura del disco da manuale con il jazz-soul psichedelico di "Allah Be Praised" a firma Larry Young.

Dopo un tour che porta i Lifetime in giro per America ed Europa, viene pubblicato un sette pollici, "One Word", in cui fa bella mostra la voce di Jack Bruce (la stessa canzone in versione strumentale verrà ripresa da John McLaughlin per l'album "Birds Of Fire" della sua Mahavishnu Orchestra). All'inizio del 1971 il gruppo si scioglie. Colpa del manager di Williams stando alle parole di Bruce che ricorda quegli anni come "la più gratificante esperienza musicale mai avuta".
Non perde tempo Tony Williams, che già a febbraio entra in studio con una nuova formazione. Sono passate solo poche settimane dai concerti dei vecchi Lifetime, ma musicalmente il solco non potrebbe essere più ampio di così. Insieme a Larry Young ci sono il chitarrista Ted Dunbar, il bassista Ron Carter e i percussionisti Don Alias e Warren Smith. Proprio il suono delle percussioni caratterizza le atmosfere dei nuovi Lifetime ("Clap City", "Piskow's Filigree", "Some Hip Drum Shit"). Dalla notte al giorno. Una rivoluzione copernicana. Il rock dei primi due album è scomparso dalla tavola dei colori dei Lifetime. Anche Larry Young è meno presente e lascerà il gruppo prima delle registrazioni dell'album successivo.

The Old Bum's Rush è l'ultimo disco dei Lifetime a essere pubblicato dalla Polydor. Il prodotture, Ben Sidran, dà al gruppo un suono funky ricco di tastiere e uncini melodici lontano anni luce dalle fisicità rock dei primi due album. Con Tony Williams ci sono Herb Bushler al basso, David Horovitz ai sintetizzatori, Webster Lewis all'organo, Tillmon Williams al sassofono e Laura Tequila Logan alla chitarra. Quest'ultima canta nella maggior parte delle tracce in scaletta donando al disco un'inconsueta veste pop ("What'cha Gonna Do Today").

Dopo una pausa di due anni Tony Williams mette insieme i nuovi Lifetime con un ancora poco conosciuito chitarrista inglese, Allan Holdsworth, richiamando Jack Bruce e tenendo Lewis e la Logan dal precedente gruppo. Il quartetto registra un disco, conosciuto come "Wildlife", mai pubblicato.
L'anno dopo l'ennesima formazione dei Lifetime (con Tony Newton, Alan Pasqua e Allen Holdsworth) entra finalmente in studio per registrare due album, Believe It e Million Dollar Legs, considerati pietre milari per la fusion robusta e muscolosa della seconda metà degli anni 70.
Le registrazioni in studio, e soprattutto i numerosi concerti di quegli anni, sono una vetrina per il talentuoso Holdsworth, capace di inventare uno stile ancora oggi considerato lo standard nel suo genere. Anche questa formazione dei Lifetime non dura a lungo e nell'estate del 1978 Tony Williams è in Giappone con Ronnie Montrose, Brian Auger, Mario Cipollina (Huey Lewis And The News) e Billy Cobham. Formazione stellare documentata su una traccia - "Open Music" - del fiacco The Joy Of Flying, alle registrazioni del quale partecipano altri grandi nomi come Herbie Hancock, Cecil Taylor, Tom Scott, Stanley Clarke, Michael Brecker, George Benson e Jan Hammer.

Un'ultima formazione dei Lifetime, con Patrick O' Hearn (ex-Frank Zappa) al basso e Tom Grant alle tastiere, registra nel 1980 Play Or Die, disco che in qualche modo cerca di recuperare una purezza jazz all'interno di atmosfere fusion. E' il canto del cigno dei Lifetime.

Tony Williams Lifetime

Dove il jazz incontra il rock

di Roberto Mandolini

Troppo rock per il pubblico jazz e troppo jazz per quello rock. Questo il destino del gruppo creato da Tony Williams a fine anni 60 dopo un lustro passato a suonare nel secondo quintetto di Miles Davis. "Tutti sembravano suonare qualcos'altro in quel gruppo. John era come un altro batterista, molto ritmico e percussivo. Larry stava facendo tutte queste cose alla John Coltrane e suonava le ..
Tony Williams Lifetime
Discografia
Emergency! (Polydor, 1969) 

 

(Turn It On) (Polydor, 1970)

 


Ego (Polydor, 1971)

 

The OId Bum's Rush (Polydor, 1972)

 

 

Believe It (Columbia, 1975)  

 

 

Million Dollar Legs (Columbia, 1976)

 

 

The Joy Of Flying (Reel, 1978)

 

 

Play Or Die (PS Productions, 1980) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Tony Williams Lifetime su OndaRock
Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.