Dulce Pontes

Dulce Pontes

Rapsodia lusitana

di Claudio Fabretti

Dulce Pontes, cantante portoghese dalle corde vocali cristalline, ha rilanciato il fado, il genere che Amalia Rodrigues portò alla ribalta mondiale. Conquistando anche il maestro Ennio Morricone, che l'ha voluta per reinterpretare i suoi temi. Ecco la sua storia, le sue parole e la sua musica

Sarebbe potuta essere una ballerina, se la scuola di danza non l'avesse ritenuta troppo vecchia, a 14 anni, per cominciare un grande carriera. Sarebbe potuta essere una gradevole voce per spot pubblicitari, se qualcuno non avesse scoperto molto presto che la sua voce avrebbe reso un servizio più importante alla musica piuttosto che alla pubblicità. Ma Dulce Pontes, nata a Montijo, Portogallo nel 1969, avrebbe anche potuto non andare mai al di là di una brillante carriera nel suo piccolo paese, all'estrema punta occidentale d'Europa.

Nel 1991 vince il Portuguese National Song Festival e nello stesso anno, rappresentando il Portogallo all'Eurofestival della canzone, conquista l'8° posto (su 22 concorrenti) e il premio per la migliore cantante, con il brano "Lusitana Paixao". E' in quell'occasione che l'Europa ascolta per la prima volta Dulce Pontes cantare. E da quel momento in poi la sua voce non sarebbe più rimasta confinata nei programmi televisivi della domenica pomeriggio, dove era solita cantare (in inglese) brani degli anni '60 e '70, né nei piccoli teatri in cui era cresciuta come cantante. Da quel momento la sua vita cambia drasticamente. Dulce Pontes abbandona il suo repertorio passato, fatto di ballate rock, e si mette alla ricerca della sua identità culturale. Si immerge alle radici della musica popolare portoghese, compreso il tradizionale "fado" - all'epoca consideratoormai defunto - e tenta di reinventare qualcosa che sembrava essere definitivamente morto. Insieme all'altra grande voce portoghese, la cantante dei Madredeus Teresa Salgueiro, viene presto vista come la migliore erede della mitica Amalia Rodrigues, l'anima del fado portoghese, della quale Dulce confessa di essere una grande ammiratrice. Ma questa definizione si sarebbe rivelata negli anni riduttiva. Come hanno dimostrato i suoi dischi, infatti, Dulce Pontes ha fatto molto di più che reinventare un genere preesistente. La sua voce limpida e brillante non può essere rinchiusa in nessun genere definito e non conosce confini. La sua voce può passare indifferentemente da un pezzo rock al fado fino a una canzone tradizionale dell'Angola senza che il suo stile perda i suoi caratteristici tratti originali.

Nel 1992, Dulce Pontes realizza il suo album d'esordio, Lusitana, e dall'anno successivo - quando pubblica il secondo album, Lagrimas - in poi, Dulce Pontes diventa una cittadina del mondo: Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Italia, Stati Uniti, Giappone, Brasile, Dulce Pontes è ovunque, con il suo canto e il suo linguaggio universali. Si esibisce nel concerto "Yes for Europe", in occasione del World Food Day organizzato dalla Fao a Rome e nel concerto per il 52° anniversario delle Nazioni Unite a Madrid.
L'album Lagrimas diventa nel frattempo uno dei dischi più venduti di tutti i tempi in Portogallo, e una delle sue tracce, "A cancon do mar", originariamente interpretata da Amalia Rodrigues, conquista anche Hollywood, entrando a far parte della colonna sonora del film "Primal Fear", con Richard Gere. E per il brano "A Brisa do Coracao", la cantante portoghese ottiene la prestigiosa collaborazione del maestro Ennio Morricone. Il pezzo sarà poi inserito nella colonna sonora del film “Sostiene Pereira”, con Marcello Mastroianni.

Seguono l'album A Brisa do Coracao (1995), il disco doppio dal vivo Cominhos, nel 1996, e il suo lavoro più recente, O Primeiro Canto. In questo periodo, Dulce Pontes si cimenta anche in diversi duetti con cantanti come l'italiano Andrea Bocelli e i brasiliani Simone e Caetano Veloso.
Negli ultimi sette anni, la sua vita non ha conosciuto soste, di concerto in concerto, di città in città, in giro per il mondo. Ma lei non si lamenta: "I concerti sono i momenti più felici e intensi della mia vita", racconta. "Mi danno la sensazione di ricevere un dono, di avere una ragione di vita". E il suo dono è una voce che si adatta perfettamente tanto ai nuovi brani quanto alle rivisitazioni dei classici tradizionali. Perfezionista come musicista, oltre che come cantante, Dulce Pontes ha imparato ad accompagnare al piano le sue canzoni, a reinventarle ogni volta, e a realizzare anche proprie composizioni. E' sempre alla ricerca di nuove tonalità, di nuovi strumenti, per quanto stravaganti possano apparire e per quanto siano caduti ormai in disuso, anche quando si tratta perfino di pezzi da museo. La sua è una sperimentazione continua: con la sua voce, con nuove lingue, con nuove tradizioni popolari. Un atteggiamento che si riflette anche nella scelta dei musicisti che la accompagnano nei concerti, musicisti che è solita andare a cercare in giro per il mondo. Così, con un registratore in mano, ha viaggiato per tutto il Portogallo, alla ricerca di qualsiasi risorsa possibile da utilizzare nel suo ultimo album, O Primeiro Canto.

Ma la chiave del successo di Dulce Pontes come cantante è contenuta in una sua dichiarazione: "Sono più interessata alle sensazioni che alla tecnica". Solo questa attitudine "istintiva" alla musica può spiegare, ad esempio, perché un'audience di giapponesi, che non capiscono una parola della sua lingua e non hanno alcuna nozione del fado, possa restare irretita dalle sue canzoni e continuare a cantarle insieme a lei. "Alla fin fine, nessuno è un isola impenetrabile", racconta. E la voce di Dulce Pontes suona come una sorta di oceano per tutte le isole del mondo.

O Primeiro Canto, il suo quinto album, segna il suo ritorno agli studi di registrazione dopo un intervallo di tre anni. Un periodo di tempo che Dulce ha utilizzato per proseguire le sue collaborazioni e per approfondire la sua ricerca musicale con nuovi strumenti. L'album, prodotto da Antonio Pinheiro Gives Silva, vede Dulce Pontes in compagnia di molti amici come il percussionista indiano Trilok Gurtu, il sassofonista Wayne Shorter, María Joao e Waldemar Bastos al canto e Kepa Junkera alla trikitixa. La cantante portoghese è anche accompagnata da un quartetto d'archi.

In occasione del primo incontro con Dulce, nel 1995, Ennio Morricone disse: “Un giorno vorrei fare un disco con te”. E così è stato: nell’aprile 2003 Dulce Pontes si reca a Roma per dare voce ad alcune tra le melodie più famose del maestro romano e a cinque nuove composizioni scritte appositamente per lei. Nasce così Focus, il nuovo disco, che porta la duplice firma di Ennio Morricone e Dulce Pontes e che è uscito in Italia con l’etichetta Universal a fine ottobre 2003.
Per citare le parole di Morricone su questo progetto: “Credo che questo disco sia una delle cose più importanti che io abbia mai realizzato con una cantante. Sapevo già che il risultato finale sarebbe stato un successo, ma non immaginavo che l’intera esperienza sarebbe stata così straordinaria…. Le qualità vocali che Dulce esprime in questo disco sono così versatili, così complete ed incredibilmente varie, tanto da toccare ogni aspetto del canto, ogni tipo di canto”.
Ad aprire l'album, lo struggente ritornello di “Nuovo Cinema Paradiso” (“Tema De Amor”), che Pontes trasforma in una ballata al cardiopalmo. “Your Love” è una bella ripresa dalle atmosfere ruggenti di “C’era Una Volta Il West”, mentre la nuova versione de “La Ballata di Sacco e Vanzetti” riesce ad essere degna anche della performance di Joan Baez. Il tema principale di "Mission" (“A Rose Among Thorns”) acquista invece un sapore ancor più selvaggio ed esotico. La tracklist riprende anche temi meno noti della discografia morriconiana, come “Someone you once knew”, dalla colonna sonora di “Per le antiche scale”, e “Nosso Mar” dal film “Metti una sera a cena”.

L'ultimo capitolo dell'affascinante romanzo di Dulce Pontes è un tuffo nel passato e nei ricordi, con O Coração Tem Três Portas (2006), che segna il ritorno alle origini del fado.

Dulce Pontes

Rapsodia lusitana

di Claudio Fabretti

Dulce Pontes, cantante portoghese dalle corde vocali cristalline, ha rilanciato il fado, il genere che Amalia Rodrigues portò alla ribalta mondiale. Conquistando anche il maestro Ennio Morricone, che l'ha voluta per reinterpretare i suoi temi. Ecco la sua storia, le sue parole e la sua musica
Dulce Pontes
Discografia
 Lusitana (Movie Play, 1992) 
 Lagrimas (Alex, 1993) 
A Brisa do Coracao (Movie Play, 1995) 
 Caminhos (live, Movie Play, 1996) 
 O Primeiro Canto (MCA, 2000) 
Focus (con Ennio Morricone, Universal, 2003) 
 O Coração Tem Três Portas (MCA, 2006) 
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