Lauryn Hill - Fugees

Hip-hop tra sacro e profano

di Francesco Serini

Dall'esordio con i Fugees alla carriera solista, Lauryn Hill si è rivelata interprete raffinata e autrice di talento. Rompendo molti cliché tipici dell'universo hip-hop

Una vita caratterizzata da elementi opposti: da sola e con i Fugees, famosa ma infelice, Lauryn Hill ha cercato con cautela e intelligenza di dare una connotazione colta all'hip-hop, rivendicandone una specifica identità femminile e un legame con le più tradizionali espressioni della black music. Tutto nel nome di Bob Marley e Aretha Franklin.

Bella e solare, Lauryn Hill nasconde in realtà una personalità complessa e tormentata. E c'è un motivo. È una vera outsider nel mondo dell'hip-hop. Ai tempi dell'esordio ufficiale nel 1994, con i Fugees, l'hip-hop era un mondo "all black" e maschilista, con poche donne appena carine, da Queen Latifah alle Salt and Pepa, che cercavano di essere sexy atteggiandosi a maschiaccio. Tutti comunque reclamavano origini proletarie e, come fonti d'ispirazione, più Charles Bronson che musicisti. Celebravano un mondo del tipo "va avanti chi è il più forte". E all'hip-hop inteso come espressione musicale, rivendicavano la tecnica della campionatura e, più che l'interpretazione canora del brano, che era cosa da bianchi, il cosiddetto spoken world.

Così quando i Fugees ovvero i cugini Prakazrel "Praz" Michel, Wycleaf Jean e la diciottenne Lauryn Hill, che si conoscevano fin dai tempi della scuola media, pubblicarono l'album Blunted On Reality, questo passò quasi totalmente inosservato. Musicalmente, il sound ricreato nell'album è tradizionale. Molto rap mescolato al tipico hip hop realizzato con campionature colte come Kool & The Gang o gli Earth Wind & Fire, recuperando per ora solo lo spirito più che la semplice musica di sua Maestà Bob Marley. A rendere interessante il lavoro sono anche i rimandi a sonorità afro e a tratti reggae. Musicalmente, tuttavia, rimane un album di hip hop normale, non lontano da altri del genere in quel periodo. Forse anche per questo l'accoglienza è tiepida.

Ma c'è dell'altro. Se, infatti, altri artisti hip-hop cantavano la vita dura nelle strade delle metropoli americane, i Fugees ampliavano il discorso, criticando certa politica americana con riferimenti anche alla situazione dei rifugiati haitiani. Di Haiti è infatti originaria Lauryn Hill. Se gli altri, però, facevano una politica spicciola e locale, i Fugees si spingevano ancora più in là. Mentre artisti come Public Enemy attaccavano, i Fugees avevano un atteggiamento meno predicatorio e plateale.

Volevano solo puntualizzare e ricordare, a tratti anche ironizzando. Quando poi si capì che Praz era un semplice musicista, e che le figure di mentore e vocalist erano divise tra Wycleaf e Lauryn Hill, che firmava quasi tutti i pezzi, e che i tre non avevano origini proletarie, ecco perché il misogino mondo dell'hip-hop reagì con poco interesse a questo lavoro.

La figura e la storia di Lauryn, però, non passarono inosservate. Graziosa come una pin-up, gentile ed educata diversamente dalle "cattive ragazze" dell'hip hop, era nata in una tipica famiglia della working class americana. Suo padre era un programmatore di computer, mentre la madre insegnante d'inglese in una scuola superiore. Lauryn reclamava come maestri spirituali Bob Marley e Aretha Franklin. Tra l'altro, dimostrava padronanza e già stupefacente capacità nell'adattare la sua voce ora al rap ora al raggae. Nel 1996 con The Score le cose per tutti cambiarono. Se i temi in Blunted On Reality potevano a volte essere trattati con semplice furbizia, qui invece i messaggi diventarono più diretti e incisivi. Più che fare politica, i Fugees si guardarono dentro rivendicando con orgoglio la loro origine afroamericana. Musicalmente, poi, raffinarono il sound. Meno rumoroso del primo, ma più elegante, l'album richiamava ancora una volta lo spirito di Marley (anche con la cover di "No Woman No Cry"). Ma ancora una volta a colpire era la voce di Lauryn Hill. Molto più presente rispetto a Blunted On Reality, dimostrava di passare con facilità da diversi registri a diversi stili, avvicinandosi anche alla classicità del soul da lei tanto amato, come nella cover di "Killing Me Softly" di Roberta Flack. E fu proprio questa sua interpretazione a trascinare l'album in classifica (17 milione di copie vendute) e al successo nei Grammy (tre).

Sia per i temi trattati senza enfasi eccessiva ma con estrema sensibilità, sia per la confezione artigianale e di classe degli arrangiamenti, il grande merito dell'album fu quello di dimostrare che l'hip hop si poteva allontanare dai noiosi cliché di musica fai-da-te e di artista stile "giustiziere della notte", si poteva trasportarlo dalle strade in ambienti diversi e anche tra i bianchi. Accusa quest'ultima che spesso i Fugees si sono sentiti rivolgere. Ancora una volta, però, le menti dell'album furono solo Wycleaf e Lauryn.

Qualche anno fa Lauryn dichiarò alla rivista Rolling Stone che nonostante i due fossero stati per un certo periodo amanti e scrivessero insieme le canzoni, parlavano tra loro solo di lavoro. Segno questo che i due avevano una percezione diversa della realtà. Una sensibilità diversa. Diversi, soprattutto, erano nel metabolizzare il successo inaspettato di The Score. Nella stessa intervista, infatti, Lauryn dichiarò: "Per il successo incredibile dell'album ci fu un momento in cui avevo deciso che non dovevo pregare più. E la ragione di questa scelta era che erano entrate nella mia vita cose che ritenevo non fossero assolutamente buone. Ma allo stesso tempo avevo deciso che avevo bisogno di queste cose", riferendosi alla sua relazione con Wycleaf. In breve, se lui dimostrava da solista di trovarsi a suo agio nel vestire il ruolo di star dell'hip hop, per lei, più riservata, il successo diventava corrosivo.

Subito dopo The Score, allora, cominciò quella sorta di dissociazione tra il mondo del music business e la donna fragile qual'era. E quando Lauryn Hill era riuscita in parte a metabolizzare tutto ciò grazie al matrimonio con Rohan Marley (figlio di Bob, da cui ha avuto due figli), la sua vita interiore fu stravolta dalle reazioni di isteria seguite all'uscita del suo primo album da solista, The Miseducation Of Lauryn Hill nel 1998. Ad ascoltarlo anche solo una volta, si ha l'impressione che l'hip hop sia come un fiume in cui si riversano come affluenti tanti, svariati stili. Come per The Score, il disco non inventava nulla ma erano la perfezione e la classe dell'assemblaggio degli stili a renderlo unico e speciale. Liberatasi dei suoi amici, Lauryn rivelò di possedere un'integrità e una sensibilità come cantautrice alla Joni Mitchell. Oltre ai soliti temi dei Fugees, non solo rivendicava l'orgoglio razziale, ma anche una fiera identità femminile, con rimandi alla sensualità sfrenata di Chaka Khan. E ovviamente serpeggiava sempre lo spirito rivoluzionario di Bob Marley.
A proposito degli elementi presenti nell'album, Lauryn Hil dichiarò: "Nel modo non c'è solo una guerra spirituale", riferendosi al razzismo in generale, "ma c'è anche una battaglia per un ritorno alle tradizionali espressioni della black music, la musica, tuttavia, deve fare ancora molto per questo". Il suo è stato almeno un tentativo. L'hip hop diventava il tessuto connettivo in cui si innestavano il reggae, il soul, la disco - nella cover di "Can't Take My Eyes Off Of You" - e il gospel. E se ancora una volta ritornava la sua capacità di adattamento vocale, ciò che più impressionava era il coinvolgimento, fragile e appassionato allo stesso tempo, la capacità delle sue interpretazioni di dare un senso di liricità, quasi di sacralità, come nella stupenda title track.

Esprimersi cantando per Lauryn Hill è quasi un atto di fede. Di conseguenza, la critica americana - stanca di occuparsi dell'hip hop solo per la violenza dopo gli omicidi di Notorius B.I.G. e Tupac Shaker - più che di semplice capolavoro parlò di "miracolo". E anche il pubblico non fu da meno. Il disco vendette mezzo milione di copie nella prima settimana: record assoluto per un'artista femminile hip-hop.

"Sbattuta" ora dai media su tutte le prime pagine, costretta a girare il mondo per ritirare dischi di platino (13 milioni di copie) e riconoscimenti, Lauryn Hill si aggiudicò anche i cinque Grammy maggiori nel 1999, affiancando così la tripletta tinta di rosa trenta anni prima da Carole King con "Tapestry": miglior album, miglior canzone e miglior singolo. Ma Lauryn visse tutto ciò come un uragano doloroso.

Passarono infatti quattro anni prima che decidesse di ripresentarsi. Lo fece con un'esibizione live per Mtv, diventata poi un doppio unplugged, in cui tutto ciò che The Miseducation aveva rappresentato venne quasi azzerato in favore di una dimensione scarna, non solo nella musica (voce e chitarra) ma anche nei temi. Sempre con Bob Marley nel cuore, nei brani nuovi (cui si aggiungono due cover) niente più orgoglio femminile e razziale, ma solo impressioni sulle sue vicende personali degli ultimi anni. E nei dialoghi catturati col pubblico la precisazione che adesso, Lauryn Hil, è una donna nuova. Ma sempre artista di talento, sempre interprete da brivido, e sempre ragazza fragile.

Lauryn Hill - Fugees

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Dall'esordio con i Fugees alla carriera solista, Lauryn Hill si è rivelata interprete raffinata e autrice di talento. Rompendo molti cliché tipici dell'universo hip-hop
Lauryn Hill - Fugees
Discografia
FUGEES

Blunted On Reality (Ruffhouse, 1994)

The Score (Ruffhouse, 1996)


LAURYN HILL

The Miseducation Of L. Hill (Ruffhouse, 1998)

Mtv Unplugged (live, Ruffhouse, 2002)

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