Approfondimenti

OndaLabel #3

Silentes: un Silenzio devastante

di Michele Guerrini

Stefano Gentile è il deus ex machina di un'etichetta, la Silentes, che è riuscita a distinguersi in campo internazionale per la sua capacità di cucire sinteticamente un gusto sperimentale aperto al rumore, al silenzio, alla loro implosione continua, riuscendo a creare un catalogo di opere difficile da trovare altrove per coerenza stilistica e di ricerca, gusto estetico e passione.
Inutile menzionare artisti come Fabio Orsi, Gianluca Becuzzi, Nimh, Pierpaolo Zoppo e Maurizio Bianchi, che insieme a Rod Modell, Michael Mantra, alcuni dei nomi coinvolti nei numerosi e frenetici dell'etichetta.
Un'etichetta nata dalle ceneri di un'altra mitica label, la Amplexus che nei 90 ha collaborato con artisti come Sam Rosenthal (della Projekt records, e dei Black Tape For A Blue Girl), Vidna Obmana, Robert Rich e molti altri, segnando un faro di riferimento in Italia riguardo l'ambient e l'avanguardia elettronica.

Oltrelanebbiailmare e Officina Fonografica Italiana sono altre due facce dell'attività incessante di Gentile, dedite non tanto alla sperimentazione elettronica o noise, quanto al recupero del passato: recuperano, dalla terra bruciata della nostra wave italiana, piccole perle nascoste riportandole finalmente a nuova dignità e luce.
L'intervista che segue è un tentativo fotografico nei confronti di un movimento creativo che non sembra propenso a fermarsi.

Direi innanzitutto di partire dai tuoi primi progetti d’etichetta, quella Amplexus che tra il 1994 e il 2004 ha pubblicato moltissimi titoli strettamente legati alla scena ambient. Quale idea ti spinse a costruirla e con quali obiettivi artistici?
Amplexus è nata perché volevo pubblicare alcune mie foto che avevo scattato ascoltando un certo tipo di musica, appunto ambient. All'epoca c'era tanto da scoprire... C'era molta energia positiva, molti musicisti che avevano voglia di sperimentare cose nuove. Ho avuto la fortuna di esserci al momento giusto potendo far debuttare Amplexus con il mcd di Robert Rich e da lì devo dire che è stato tutto abbastanza facile. Almeno fino a quando mi sono deciso a proporre cose che andavano un po’ oltre l'ambient"classico". In ogni caso i primi anni sono stati davvero belli "pieni"...

Tra i vari artisti pubblicati ci furono nomi di rilievo internazionale come Steve Roach e Black Tape For a Blue Girl, oltre a Robert Rich, Michael Stearns. Come entrasti in contatto con loro? Come sceglievi gli artisti da pubblicare? Cercavi di farli interagire, come in un laboratorio?
E' avvenuto tutto abbastanza semplicemente. Ho iniziato con il mandare un fax a Robert Rich che ha subito accettato la mia proposta. Si trattava di pubblicare 20 minuti di musica in 3" in una confezione particolare, un pieghevole cartonato di dimensioni larghe 21x45; molto bello il formato, peraltro costosissimo. Il progetto Amplexus doveva terminare lì.
Poi sono entrato più o meno allo stesso modo in contatto con Dirk Serries e con Sam Rosenthal della Projekt, che mi hanno proposto di distribuire Amplexus negli Usa. Fatto sta che solo pochi mesi dopo avevo fuori il Mcd di Vidna Obmana, e via via di seguito gli altri... L'idea era quella di scattare delle foto traendo ispirazione direttamente dalla musica che poi le avrebbe accompagnate, oppure viceversa; quindi c'era una bella collaborazione con i vari artisti, con molti di loro sono ancora in contatto pur essendo passati ormai quasi 20 anni.

Nel 2004 il cambio. Cosa ti ha portato al congedo di Amplexus e l’apertura di Silentes? Quale visione volevi seguire? In che maniera era cambiata la scena ambient? Le nuove mutazioni elettro-acustiche, l’apporto di influenze noise e post-industriali….
Eh beh... Amplexus si è ingrandita troppo, è diventata ingestibile per me che la curavo a tempo perso e oltretutto cominciavo a diventare insofferente verso tanta gente che evidentemente non capiva che io non avrei pubblicato ambient per tutta la vita. Credo di aver pubblicato dei lavori importanti e belli, ma volevo provare strade diverse.
Quando Amplexus stava per scoppiare per troppo lavoro, ho deciso di darci un taglio netto. Mi sono preso poco meno di un anno di pausa per riflettere ed ero quasi tentato a mollare comuque tutto. Devi anche tenere conto che Amplexus era diventata anche un notevole mailorder con migliaia di titoli in catalogo, e quindi mi trovavo in carico un magazzino non indifferente anche dal punto di vista economico.
Poi un giorno mi ha scritto Rod Modell, di cui avevo già pubblicato un paio di lavori e mi propose la pubblicazione di 3 Cd con chiare influenze techno, molto Basic Channel. Per me fu il tipico fulmine a ciel sereno... Quando ascoltai Vibrasound rimasi talmente colpito che improvvisamente mi pareva di essere ritornato indietro di 10 anni quando stavo sognando Amplexus.
Così nel giro di un paio di mesi ho messo in piedi questo nuovo progetto chiamato Silentes. Lasciai perdere le edizioni limitate e le confezioni particolari, volevo qualcosa di essenziale e riconoscibile così chiesi aiuto a Aube per l'artwork (i primi artwork di Silentes sono opera sua). Nel frattempo ero costantemente in contatto con Amir Baghiri; anche di lui avevo pubblicato alcune cose con Amplexus. Gli proposi una collaborazione un po’ strana: praticamente io gli "spiegavo" il sound che volevo ottenere da certe immagini e lui cercava di suonarlo. Il risultato è stato il progetto Seele.
A novembre 2004 uscirono i primi quattro cd Silentes, a mio parere 4 capolavori: i due di Rod Modell/Deepchord, il remix sempre Deepchord del grandissimo Sonic Alter di Michael Mantra e Berlin di Seele. Ok, magari quest'ultimo non è un capolavoro, ma un progetto che mi è piaciuto tantissimo realizzare.
I cd andarono tutti molto bene, non parliamo poi dei due Deepchord, che oggi sono autentici oggetti da collezione. Nel frattempo Rod Modell è diventato particolarmente noto in ambito techno e così con rinnovato entusiasmo ho proseguito il progetto Silentes affiancando poco dopo anche la collana Silentes Minimal Editions per suoni decisamente più di derivazione industriale e noise.

Gianluca Becuzzi, Fabio Orsi, Nimh sono solo alcuni nomi importanti pubblicati da Silentes, come è nata la collaborazione con loro e con quale visione estetica, stilistica?
Ogni progetto ha una storia a sé. Con Nimh ovvero Giuseppe Verticchio siamo amici sin dai tempi di Amplexus, ho pubblicato quasi l'intera discografia di Nimh. Ritengo che sia uno degli artisti più sottovalutati oggi, e comunque considero Giuseppe parte importante dell’etichetta/progetto. Grazie anche al suo lavoro con le masterizzazioni di tantissimi cd targati Silentes.
Con Gianluca c'è stata una comunione d'intenti. A me piacciono i suoi suoni e lui apprezza Silentes. E' stata una collaborazione quasi naturale. Con Fabio la collaborazione è nata molto recentemente, se non sbaglio proprio tramite Gianluca, non ricordo... Comunque con Fabio abbiamo pubblicato il bellissimo triplo Cd all'inizio di quest'anno e anche un Dvd con le immagini di Valentina Besegher. Per il 2013 sarà ancora lui protagonista di un mio nuovo progetto.

Di pari passo, Maurizio Bianchi e Pierpaolo Zoppo, due grandi maestri dell’industrial italiano e della musica sperimentale… Che rapporto artistico e di scambio sei riuscito a sviluppare con loro? Quanto pensi sia ancora attuale la grandissima quantità di materiale registrata da Bianchi, e quanto pensi abbiamo perso con la morte di Zoppo?
Due grandi amici innanzitutto... Maurizio mi contattò proprio mentre stavo chiudendo Amplexus per una collaborazione. Sembrava non dovesse andare in porto proprio perché stavo chiudendo, ma poi l'ho ricontattato quando ho intrapreso il progetto Silentes e da quel momento è iniziata una bella collaborazione. Credo che Silentes sia la label che ha pubblicato più lavori di Maurizio e di questo sono orgoglioso. Adoro il suo lavoro.
Il povero Pierpaolo invece lo avvicinai io... Ora, ripensandoci, non ricordo bene come andarono le cose. Ricordo bene che gli chiesi di pubblicare un cofanetto in cd con tutte le sue dodici, famose, tape (il cofanetto esisteva in formato cassetta pubblicato dal compianto Marco Corbelli - Atrax Morgue), ma lui non fu per niente entusiasta dell'idea. Preferiva pubblicare materiale nuovo. Allora gli proposi comunque di pubblicare una collezione dei suoi lavori più significativi e mi spedì 5 tape dalle quali estrassi i brani che sono andati a formare "Sonic Deprivation".
Però non potevo non considerare anche il materiale nuovo, davvero tanto, negli ultimi tempi Pierpaolo era diventato decisamente iper-produttivo.
Nacque dapprima l'idea di "Digression", grandissimo lavoro a mio parere grazie anche al lavoro di "compilazione" dei vari brani operata da Gianluca Favaron. Quasi naturalmente mi venne l'idea di una collaborazione tra Gianluca e Pierpaolo e nacque il progetto Lasik Surgery. E via così...
Ma, non contento, chiesi poi sia a Maurizio che a Pierpaolo di collaborare anche in Maribor, e il risultato lo si può ascoltare nei due album "Atrocity Exhibition" e "De Immenso".

MB e Zoppo sono due artisti provenienti da un passato che cerchi di riportare alla luce soprattutto grazie a un altro progetto: Oltrelanebbiailmare, con cui hai ristampato materiale di band come Aidons La Norvege, Wax Heroes, A.t.r.o.x (quest’ultimi insieme a Splittle) e hai appena ripubblicato i Militia ed Endless Nostalgia… E' una missione di archeologia musicale nei confronti di un passato tralasciato?
Oltrelanebbiailmare è stato un po’ come realizzare un altro sogno. L’etichetta è stata creata appositamente per la ristampa di uno dei dischi che io considero tra i migliori della new wave italiana degli anni 80. Anzi direi il disco migliore, ovvero Colloquio dei Le Masque. Da lì poi mi è venuta voglia di andare a ripescare perle quasi dimenticate, un po’ sulla falsariga di quello che stava facendo la Spittle. Inevitabile è stato quindi alla fine collaborare insieme per la ristampa di alcuni capolavori, tra qui la prima cassetta e 12" sempre dei Le Masque e poi quell'album che io considero fondamentale che è "Water Tales" degli A.T.R.O.X. in un'edizione favolosa contenente anche il primo album e tantissimi inediti.
Più recentemente sono uscitele ristampe di Endless Nostalgia, Bi Nostalgia, Engel Der Vernichtung, Viridanse, Militia...

A fianco di queste ristampe hai licenziato anche materiale nuovo di band storiche (Le Masque) e contemporanee (Lullabier), trovi un legame lineare, evolutivo e stilistico?
Non so se c'è un legame... Nelle release contemporanee ci trovo però entusiasmo, lo stesso che provavo 30 anni fa quando telefonavo a Contempo per ordinare le novità appena uscite; quando prendevo il disco in mano e mi gustavo la copertina, la busta interna e mettevo su il vinile e tutto sembrava un rito. Queste cose inevitabilmente non torneranno più, però ti giuro che l'ascolto, per fare un esempio, del nuovo cd dei Le Masque appena uscito e intitolato "Le Rose e i Gerani" mi ha riportato dentro le stesse emozioni, e fino che proverò qualcosa andrò avanti. O indietro, che a volte è anche meglio...

Tornando un attimo a Silentes, cosa ti ha spinto alla realizzazione della serie Silentes Tapestry, ovvero una serie di cassette con materiale di artisti ambient-industrial-exp con semplice titolazione alfabetica. Che progetto voleva rappresentare?
Questo è un altro progetto pensato con Gianluca Favaron - che, non l'ho ancora detto, è la metà (e anche qualcosa in più) di Under The Snow, un progetto musicale appunto tra me e Gianluca.
Silentes Tapestry è nato dall'idea di alfabetizzare un po’ di nostri amici. 26 progetti italiani uno per ogni lettera dell'alfabeto. Abbiamo scelto il formato cassetta perché siamo vecchi e ci piace avere in mano ancora le cassette. Poi sai 26 uscite erano difficili da poter realizzare in cd o vinile considerati i costi, e vista la tiratura limitata a 100 copie per titolo... In ogni caso abbiamo colto al volo l'occasione per spolverare le nostre piastre e riabituarci ad ascoltare le cassette. Noi siamo nati con le cassette. Chiaro, no? Insomma, Silentes Tapestry è una sorta di catalogo musicale, una mappa della musica italiana che più ci piace, del rumore che più amiamo, del silenzio che più amiamo... La soundtrack del nostro quotidiano.

Arrivando invece ai giorni nostri, è da relativamente poco sorta una nuova sub-label, la OFI, dedicata alla ricerca di materiale più prettamente industriale italiano: Tomografia Assiale Computerizzata, Maurizio Bianchi, Mauthausen Orchestra... in collaborazione con Spittle rec. Quanto è difficile ricercare, riportare alla luce materiale già uscito in edizione limitata? Quali sono gli obiettivi, gli artisti che vi siete prefissati di riscoprire?
Oh sì, altro bel progetto... Officina Fonografica Italiana: mi piace il nome, nata da un'idea mia e di Simone Fringuelli di Spittle records. Il fine è quello di ripescare lavori italiani degli anni 80- 90 in ambito industrial/noise. In quegli anni in Italia uscivano dei capolavori riconosciuti in tutto il mondo, basti pensare ai primi dischi di Maurizio Bianchi o appunto alle mitiche cassette di Mauthausen Orchestra, ma anche altre cose rimaste più nascoste.
Oltre a MB e MO, stiamo lavorando alla prima discografia dei mitici T.A.C. e presto usciranno i Die Form e altro materiale dei Tasaday, che io considero fondamentali.

Parlando invece di Stefano Gentile come artista e musicofilo, da quali radici si è formata la sua passione per la musica sperimentale, elettronica…
Beh, io sono partito dal punk, avevo la mia band che si chimava Hyxteria ma in quegli anni - stiamo parlando del 1981-'82 - ascoltavo davvero di tutto, dai Crass ai Current 93, dai Discharge ai Cocteau Twins. Verso la fine degli 80's ho cominciato ad ascoltare cose più ambient. Ho scoperto gli album di Steve Roach, Origins su tutti e da lì poi è iniziata la mia storia di "discografico".

Maribor prima, Under The Snow più recentemente, i progetti musicali che l’hanno vista partecipe riescono a riassumere bene un lato oscuro e inquieto cruciale per definire la Silentes e la sua attitudine. Che tipo di obiettivo artistico rappresentano e hanno rappresentato per lei? Ha altri progetti o studi/laboratori in preparazione?
Si è vero i progetti in cui sono coinvolto come pseudo musicista tendono alla zona oscura... Ma non sono poi così scuri. Under The Snow propone suoni magari da ascoltare "in solitudine", Maribor sa essere pesantemente rumoroso a volte, ma allo stesso tempo anche "sospeso" in una quasi "dolcezza musicale" ben rappresentata dal brano “1600” in "De Immenso". Mi piace sperimentare. Su questo direi che non ci sono dubbi.
Progetti futuri sempre, e sempre... Un nuovo Maribor, e spero un nuovo anche di Under The Snow... questi sono i progetti che più spero di portare a casa nel 2013.
Un progetto importante che spero di pubblicare presto è "Implodendo In Un Silenzio Devastante". Si tratta di un Dvd con gli estratti video realizzati da Francesca Coniglio che hanno accompagnato le performance live di Under The Snow, di Ennio Mazzon e di Enrico Coniglio, nel corso di alcuni concerti che abbiamo fatto insieme nel 2012. E' stata una gran bella esperienza condivisa con grandi amici, e spero di finalizzarla presto con la pubblicazione di questo Dvd.

Hai mai realizzato o progettato di organizzare eventi artistici, festival… dal gusto prettamente sperimentale: installazioni, performance?
A dir la verità no, mi sono sempre un po’ tenuto alla larga dagli aspetti organizzativi di questi eventi. Più che altro perché non credo di essere in grado di gestirli, preferisco che lo faccia qualcuno magari più di mestiere. Però sono sempre disponibile ad eventuali collaborazioni o progetti live.

Ultimissima domanda, per tornare all’etichetta. Quali progetti in programma ha per Silentes nel futuro?
Oltre al Dvd "Implosione" di cui ho detto prima, ho un nuovo progetto/sogno a cui sto lavorando: è una sorta di rivista fotografica con allegato sonoro in formato Lp. Si chiamerà "13" e ne usciranno quattro numeri all'anno. Il primo sarà dedicato a Fabio Orsi, che presenterà il lavoro musicale "Memory Of Safe Place" con il lavoro fotografico "La Foresta Non Fa Paura". Entusiasmo alle stelle per questo nuovo progetto, molto impegnativo, quindi molto stimolante. Sempre in movimento, mai stare ad aspettare... Ci sono sempre cose da sognare.

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