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Musica di ricerca

Solchi sperimentali - Una guida alle musiche altre

di Antonio Ciarletta

Autore: Antonello Cresti
Titolo: Solchi sperimentali - Una guida alle musiche altre
Editore: Crac
Pagine:260
Prezzo: 20 euro

Solchi sperimentali“Abbiamo deciso di dedicare questo libro essenzialmente divulgativo e di ‘servizio’ ai capolavori della musica sperimentale e di ricerca”. In questo passaggio dell’introduzione vengono esplicitati i motivi e il tema di questo bel libro che, come titolo per’altro già suggeriva, sono da relazionarsi alla diffusione di musiche cosiddette sperimentali.
Il libro è fatto bene, i dischi che vengono trattati sono effettivamente tra i più misconosciuti in circolazione, e non potrebbe essere altrimenti considerato che, per stessa ammissione dell’autore, d’ispirazione sono stati “testi” sacri sulla musica sperimentale come la Nurse With Wound List e “Trance & Drones” di Gino Dal Soler e Alberto Marchisio, nonché, probabilmente, quella bibbia dei tesori nascosti che è (o sarebbe meglio dire era) Mutant Sounds, benché il sito non venga espressamente citato tra i riferimenti. Per cui, tra le pagine di “Solchi Sperimentali, potrete divertirvi a scovare perle nascoste come l’omonimo degli Handgjort, il bellissimo “The Enlightening Beam Of Axonda” di Bobby Brown o i Moving Gelatine Plates, fermo restando che ci troverete anche gruppi più noti come i Clock DVA, gli Psychic Tv o la Penguin Cafè Orchestra.

Le schede sono divise per macrosezioni (Etno Jazz, Poetiche Nordiche, Mistici Crauti, Horror Prog, Spiritualismo tricolore ecc.), le recensioni sono approfondite e scorrevoli da leggere. Ora, detto che il sottoscritto ha in uggia il termine “sperimentale”, perché spesso usato a sproposito, è da aggiungere che la sua valenza è molto più relativa rispetto a qualche anno fa. Innanzitutto perché certe ristampe hanno ridimensionato la statura di alcuni dischi un tempo considerati “sperimentali”, ma soprattutto perché si è capito come la sperimentazione sia strettamente legata all’evoluzione tecnologica.

Unico difetto del libro è la ricerca un po’ forzata di gruppi poco (o per niente) noti, che tuttavia sperimentali non sono, a scapito di altri, magari più conosciuti, che invece sono da considerarsi sperimentali a 360 gradi. In ambito crauto, ad esempio, si è preferito includere gruppi carucci ma telefonati come Siloah e Yatha Sidhra, mentre sono rimasti fuori campioni della sperimentazione tout court come Faust e Can. E magari lo sguardo poteva essere allargato alle elettroniche (techno, glitch, riduzionismo) degli anni Novanta.
Questione di visione ma, ciò detto, il libro è discreto.

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