Approfondimenti

Dieci anni di OndaRock

di Claudio Fabretti

Dieci anni sull'onda del rock. Ma sembra un secolo, a pensarci bene. Non solo perché nel frattempo è cambiato il mondo, incluso quello musicale. Ma anche perché lo stesso sito ha attraversato alcune ere geologiche d'evoluzione internettiana (le ritrovate quasi tutte qui).
L'OndaRock che nasce come dominio autonomo nel febbraio 2001, pur con tutto il suo corredo di ingenuità grafiche, è già un frutto (più o meno) maturo. Il seme era stato piantato qualche mese prima, nel più ostico e infido dei terreni. Probabilmente nessuno di voi ha mai avuto la malaugurata idea di costruire pagine web lavorando online con Geobuilder, il preistorico software disponibile all'epoca sull'ormai defunto Geocities.com. Ma a chi, come il sottoscritto, si avvicinava al web come al mistero dell'Entanglement quantistico, poteva già bastare. Irrefrenabile l'ebbrezza di quelle sessioni interminabili, dove per creare e salvare un box poteva servire una mattina intera, in attesa che la famigerata clessidra scomparisse. Era l'idea di potersi esprimere in totale libertà. Senza costi, filtri o condizionamenti editoriali. In fondo, l'abc di internet. Oggi, un dato a cui siamo tutti assuefatti, al limite della nausea da overdose d'informazioni, nell'era dei social network e della blogosfera. Ma all'epoca era magia.
Era magia anche solo poter mettere online una biografia degli Stereolab su sfondo albicocca, con smisurato carattere nero Arial 14 pt e foto appiccicata alla bell'e meglio. Uno scarabocchio, a rivederla adesso. Ma OndaRock è nato così e forse anche per questo ha conservato negli anni uno spirito più umano, per certi versi quasi "artigianale".

 

La prima homepage del sito (23 febbraio 2001)


Il primo embrione del sito, dunque, era solo il prodotto rudimentale e un po' narcisista (perché tutti quelli che scrivono lo sono, che lo ammettano o meno) di un giornalista che aveva scoperto da qualche anno la passione di raccontare storie di musica, tra una inchiesta sull'Afghanistan, un'intervista a un leader kurdo e un reportage sulla guerra in Jugoslavia. Perché di questo, soprattutto, si occupava Avvenimenti, il defunto "settimanale dell'Altritalia" che ebbe l'ardire di assumermi, proprio mentre - ahimè - si avvicinava al precipizio. In fondo, una parte nella storia di OndaRock l'ha avuta anche il giornale di Claudio Fracassi e gliene sarò sempre grato.
Mentre la nave di Avvenimenti affondava, con tutto il suo carico di utopie e ideologie passatiste, la mia scialuppa di salvataggio provvisoria restava quel pugno di articoli musicali, travasati sulle web-pagine di un imprecisato sito personale. Poi, la scelta irreversibile: diventare una testata online. Con un nome che potesse evocare in un colpo solo la suggestione di navigare sul web e un'attitudine musicale ben precisa. La passione per la new wave forniva già la soluzione perfetta. Rock Wave, allora. Anzi no, meglio in italiano: OndaRock. Facile a dirsi, un po' meno a farsi, in completa solitudine. E fu allora che accadde l'imponderabile. Quella sparuta pattuglia di articoli, che spaziava da Bowie a nuove e misconosciute realtà indie-rock, attirò un piccolo manipolo di cultori, entusiasti e pieni di idee. Alcuni nomi? Paolo Sforza, Mauro Roma, Marco Delsoldato, Mattia Paneroni, Francesco Nunziata, Michele Chiusi...

 

Forum (2001)


Nacque anche un forum, prima nero/arancione, poi celestino: in entrambi i casi, col terribile inconveniente di restringersi man mano che i "quote" e i messaggi aumentavano. Però era uno spasso. Discussioni interminabili sui massimi sistemi musicali e persino filosofici, o anche solo sui Beatles o su Scaruffi (che sarebbero rimasti sempre degli evergreen). Un giorno d'estate fece irruzione un'orda di jacksoniani inferociti per non so quale parola pronunciata o non pronunciata sul loro idolo. La loro "leader" si firmava Vale75. Ma era del 1985: si era data dieci anni in più per apparire più credibile.
Se il forum decollò, fu merito soprattutto di una persona: Paolo "Pablito" Sforza, che iniziò ad animarlo quando era frequentato da non più di una decina di avventori e lo tirò su con passione, tra onori di casa ai neofiti (l'ormai celebre "spero che ti troverai bene") e battute esilaranti. Nascevano anche le prime "correnti": gli avant-noise-drone, i paladini del pop, gli irriducibili e "orgogliosamente muffosi" progster, i futuristi e i nostalgici del rock che è morto, i darkettoni e i waver, i neoromantici e i nichilisti punk, gli indi (senza e finale) e gli utenti mainstream. Tutti uniti da un solo obiettivo comune: far crescere OndaRock.
Altro che "virtuale": internet, con OndaRock, ha svelato tutte le sue potenzialità aggregatrici quando di Facebook non v'era traccia neanche nei neuroni dell'adolescente Zuckerberg. Sono nate amicizie, molte delle quali vive tuttora, cene, serate insieme ai concerti. Si sono formate coppie, c'è persino chi si sposerà. Per alcuni di loro è stata sufficiente una rudimentale chat rossa. Era la dark room del cuore dei primi ondarocker.

 

Chat (2002)

Tutto questo mentre il sito si irrobustiva e prendeva forma. Con un volto bifronte: metà rivista musicale, metà archivio storico. Nasceva stabilmente uno spazio dedicato alle uscite discografiche del momento, affiancato alle schede monografiche degli artisti suddivise nelle varie sezioni, dal calderone Rock e dintorni allo storico Angolo Dark, dedicato alle sonorità più oscure: all'inizio era solo una pagina nera, con sullo sfondo la cancellata di un vecchio maniero diroccato (!). C'era anche uno spazio "femminista", dedicato alle Cantautrici. Poi trasformato in Songwriter in nome dell'uguaglianza dei sessi.
Sbocciava anche l'agognata rubrica sulle "pietre miliari", destinata a suscitare estenuanti dibattiti degni di miglior causa, ma anche formidabili successi tra i lettori. L'idea era semplicissima: creare uno spazio per i classici e i capolavori, celebri e sotterranei, di ogni genere. Il nome fu scelto proprio sul forum, ma nessuno poteva immaginare quanto quella mera questione terminologica avrebbe fatto discutere ("Cos'è miliare?", "Quanti dischi nel rock sono realmente miliari?", "Ma siamo sicuri sia abbastanza seminale?", "Troppi album sono scaruffiani e non miliari" e via delirando).
Poi, via via, i live report, le interviste ai critici musicali, i capitoli della storia del rock, gli speciali tematici, le recensioni dei libri, la rubrica sulle canzoni. E, parallelamente, cresceva la sezione cinematografica, che dal 2008 si sarebbe emancipata nell'agognato sito "gemello" OndaCinema. Già, OndaCinema: impossibile parlarne senza un velo di tristezza, perché nello spazio di un mese maledetto due incidenti stradali hanno portato via colei che più di ogni altro aveva contribuito al suo sviluppo (Elisa Goolvart) e una delle sue migliori firme (Rocco Castagnoli). Questo speciale è dedicato a loro, con la promessa che non li dimenticheremo mai.

 

OndaCinema, la prima home (4 giugno 2008)

 

La campagna-acquisti, in quegli anni, avveniva spontaneamente, in gran parte sul forum, ma anche altrove. Colpi sensazionali e, per nostra fortuna, "a parametro zero" (ma anche a ingaggio zero, mugugnerebbero loro...). Antonio Ciarletta, Gabriele Benzing, Matteo Lavagna, Marco Bercella, Michele Saran, tra i primi. E poi tantissimi altri che sarebbe impossibile citare in poche righe. Li ringrazio tutti: attivi, non più attivi, assidui e meno assidui. Con la speranza magari di recuperare qualche firma storica che abbiamo perso per strada.
Era stupefacente scoprire tante, insospettabili penne d'autore, disseminate nel firmamento internettiano, fugando sul campo tutti i sospetti e i pregiudizi che il mondo dell'informazione nutriva nei confronti di una forma di comunicazione così aperta e incontrollabile. Perché se oggi sono rimasti in pochi a giurare che il vero giornalismo sia quello della carta stampata, all'epoca erano la stragrande maggioranza. I byte di OndaRock rappresentavano una sfida quotidiana a quei pregiudizi. Sia per la qualità degli articoli, sia per la loro forma accurata. Approfondimenti anche lunghi, dettagliati, intere saghe musicali - penso alla memorabile Storia del progressive o alla scheda-monstre di Prince, praticamente un libro!

 

La prima home di Gaia Zuccaro (2002)


Certo, con quello sfondo nero costellato di sgargianti noterelle musicali non si poteva andare molto lontano. Venne così in nostro soccorso la mano creativa di Gaia Zuccaro, autrice della prima riforma grafica e del primo, indimenticabile "logo". E fu già una svolta. Ma la vera rivoluzione si concretizzò con il progetto di un insospettabile forumista che un giorno uscì allo scoperto: Edoardo Cappuccio alias Oyster, colui che dal 2004 ha preso in mano (letteralmente) le redini del sito come art director, donandogli finalmente quella veste professionale che mancava. Nacque così la splendida home "ghiacciata", color grigio-azzurro metallico. Poi, il definitivo salto di qualità, con il progetto di automazione delle pagine e con le conseguenti innovazioni grafiche e dinamiche.
Dopo varie peripezie in giro per il web (Network54, Forumcommunity), anche il forum si accasò definitivamente sotto il dominio ondarock.it. Portandosi dietro una web-community passata da alcune centinaia ad alcune migliaia di utenti, fino agli attuali settemila e passa. Non solo un luogo di ritrovo, per scambiare quattro chiacchiere sul disco del momento o per divertirsi con gli immancabili tormentoni (cui è stato dedicato anche un esilarante video): in tutti questi anni dal forum sono arrivate migliaia di informazioni utili su dischi, generi, artisti di ogni sorta. E la sua crescita dà la misura dell'espansione di un progetto editoriale che, nel giro di pochi anni, era diventato un piccolo fenomeno, degno di attenzione anche da parte dei motori di ricerca: in principio l'ormai vetusto Altavista, poi Yahoo, infine l'esplosione con Google.

 

La prima home di Edoardo Cappuccio (2005)

 

Scoprimmo improvvisamente di essere diventati una delle principali fonti d'informazione musicale della Rete. Sicuramente una delle più seguite, in ogni caso, visto che da quella decina di lettori intrattenuti da Pablito si era passati a diverse decine di migliaia di visitatori unici quotidiani. Non poteva più essere solo lo spirito romantico (o freak?) a spingerci, perché c'era la responsabilità di un servizio da offrire ai lettori, da portare avanti e potenziare costantemente. Ma tutto accadde sempre e solo sul web. Un giornale online puro, dove tutto, dalla scelta dei nuovi collaboratori alle riunioni fra redattori, avveniva virtualmente: insomma, il passaggio definitivo dal magazine alla webzine. Con un inappuntabile coordinatore redazionale come Raffaello Russo sopraggiunto a tenere le fila.
Non starò ad annoiarvi con troppi dati. Ne bastano un paio: quello delle recensioni di nuove uscite, passate dalle 76 pubblicate nel 2002 alle 971 del 2010, e quello delle monografie, cresciute dalle poche decine del 2002 alle attuali mille. Ma ancor più dei numeri contano gli attestati di stima ricevuti in questi anni dai lettori, dai musicisti e dagli addetti ai lavori. Una consacrazione che - da umile adepto del culto di Mister Fantasy, che folgorò tutti noi wave-maniaci e reduci degli anni 80 - vedo oggi simbolicamente incarnata dalla presenza di Carlo Massarini tra le nostre firme.
Ma se ci montassimo la testa, non saremmo solo sciocchi: verremmo proprio meno alla "ragione sociale" di OndaRock. Un sito nato con svariate anime al suo interno, ma con un solo, vero comun denominatore: l'idea di vivere la musica in modo sano, con passione (ma si può dire anche amore), senza pregiudizi e guerre di religione, senza verdetti da emettere o titoli da rivendicare. In modo serio, ma senza prenderci troppo sul serio. Lasciando ad altri la presunzione delle verità assolute e inconfutabili. Un atteggiamento "aperto", insomma, anche nei confronti dei lettori, che ci hanno inondato in questi anni di pareri, incoraggiamenti, proposte e anche critiche, spesso preziose.


La prima home del sito automatizzato (2007)

C'è la consapevolezza di vivere una stagione di incessanti mutazioni, specie sul terreno che abbiamo scelto, quello del web, perennemente instabile per definizione. Le certezze di ieri potrebbero domani diventare preistoriche proprio come quel vecchio programma di Geocities. E molto resta da fare sul versante dell'aggiornamento tecnologico, per tenere il passo delle novità degli ultimi anni: l'interattività, i social network, i blog musicali, YouTube, lo streaming, i podcast, le net label e tutto il resto.
Un piccolo ma significativo passo in questa direzione è stato compiuto con la fortunata iniziativa di OndaDrops, giunta già al suo terzo capitolo: compilation in download gratuito, con brani inediti che artisti di valore internazionale ci hanno regalato, puntando forte su di noi. Un progetto ormai solido, grazie all'ostinata determinazione di Alessandra Reale, Raffaello Russo, Francesco Amoroso e Gabriele Benzing. Abbiamo anche iniziato a ritagliarci uno spazio in radio: sul web, con l'ormai collaudata trasmissione Blah Blah Blah OndaRock On Air, a cura di Marco Bercella e Davide Sechi, sulle frequenze online di OkMusik (ogni lunedì dalle 21, replica il martedì alle 16), e da quest'anno anche nell'etere romano, con L'Attimo Fuggente, il programma condotto da Raffaello Russo e Francesco Amoroso, tutti i lunedì (dalle 21 alle 23), su Radio Città Aperta (88.900 Mhz in Fm a Roma e nel Lazio e in streaming per tutti).
L'ambizione è quella di diventare "webzine" a tutti gli effetti, sfruttando appieno le potenzialità incomparabili del media-internet, ma anche di svilupparci maggiormente come web-community interattiva. Non sarà semplice, perché OndaRock vive solo del suo patrimonio di contenuti e di firme. Senza interessi economici o orticelli da coltivare. È solo la passione per la musica il motore che ci ha spinti così lontano e dovremo continuare a farlo girare al massimo per poter tagliare nuovi traguardi. Preservando gelosamente quella libertà che è, insieme, il nostro orgoglio e il nostro elisir di lunga vita. Se la perderemo, saremo fottuti. Così come se smarriremo la voglia di andare a scovare misconosciuti talenti sparsi in ogni angolo del mondo, uno dei fattori che ci ha permesso negli anni di crearci un nostro, fidatissimo pubblico. La pigrizia, l'omologazione e la perdita di identità: sono questi i pericoli da schivare a ogni costo.

L'ultimo volume di OndaDrops, serie di compilation in download gratuito (2011)

Ma anche l'oggetto editoriale è diventato ormai materia sfuggente, quasi inafferrabile nelle sue incessanti metamorfosi. Quando, nel 2001, mettevamo il naso sul web, esisteva ancora un'industria discografica in senso tradizionale, i cd erano ancora il supporto principale, i negozi di dischi erano sì in crisi, ma non avevano ancora chiuso i battenti. A casa si ascoltava musica nello stereo, nel parco si faceva jogging con il lettore cd portatile. Alcuni - come il sottoscritto - non disdegnavano neppure il mitico Sony a cassette! L'ebbrezza clandestina del peer-to-peer sembrava destinata a esaurirsi nel miraggio di Napster, spezzato precocemente da un giudice in nome del copyright. È vero, stavano già spuntando i successori, Audiogalaxy, Morpheus, Kazaa... Ma sembravano tutti destinati alla stessa, breve parabola d'illegalità. L'mp3 - iTunes a parte - era visto con sospetto dalle aziende musicali. Oggi, le stesse multinazionali che possiedono le case discografiche sfornano lettori mp3, i-pod e smart phone. Ed è difficile immaginare che facciano affidamento solo sulla disponibilità del pubblico ad acquistare mp3 a pagamento. Il concetto di playlist e "compilation fai da te" ha soppiantato il già vacillante formato-album. E il cd, per le nuove generazioni, è un fossile, ancor più di come lo è per le precedenti il vinile. Per non parlare dei lettori di compact disc, ormai in via di estinzione anche nei negozi.
Si fa presto a imprecare contro il download ossessivo, la bulimia da mp3 che ha trasformato gli ascoltatori in giganteschi hard disk inzeppati di file da divorare e cestinare in fretta. Si fa presto a rimpiangere i bei tempi andati, quando acquistare un disco, a costo di inenarrabili rinunce, ci sembrava come staccare un biglietto per la Luna. Perché nel frattempo lo stesso mp3 rischia di divenire un formato obsoleto se - come preconizzano alcuni - sarà presto sostituito dallo streaming istantaneo offerto da software quali lo svedese Spotify o il francese Deezer. Non si farà neanche più la fatica di scaricare un disco e riempire una cartella del pc: basterà compilare una playlist e ascoltarla sul proprio smartphone. E attraverso il paradigma del grid-computing, gli utenti potranno accedere a grandi quantità di file da ascoltare in streaming dai loro pc, connessi in banda larga, senza neanche più bisogno di particolari capacità di memoria.

Speciale Anni Zero

Parallelamente, com'è noto, la produzione musicale è diventata un fiume in piena. L'abbattimento dei costi di produzione e la mancanza dei filtri tradizionali hanno rotto gli argini. Con gli inevitabili vantaggi (la possibilità di emergere al di fuori del solito circuito commerciale) e svantaggi (la valanga di pattume) del caso. E con il paradosso che proprio oggi che è in crisi (come settore), la musica è più accessibile, diffusa e ascoltata che mai. La musica dilaga freneticamente, attraverso ogni tipo di supporto, travolgendo vecchi steccati e classificazioni. Se nel 2001 si poteva ancora abbozzare una mappa dei generi in cui si era frammentato il rock, oggi è semplicemente impensabile. La stessa distinzione tra indie e mainstream sta ormai progressivamente evaporando. Con buona pace di chi su questa contrapposizione aveva costruito un mondo.
Ma, certo, se non è chiaro cosa sia oggi la musica, diventa complicato anche scriverne. Noi continueremo a farlo, senza pretese di obiettività o esaustività, offrendo la nostra visuale, la nostra personalissima traccia. Ma cercando di drizzare le antenne per non perdere contatto con la realtà e non restare ancorati al passato, anche quando questo ci può apparire più semplice, romantico e seducente.
Non è dato sapere se tra qualche anno davvero l'informazione si riverserà tutta sul web, se ciò che resta dell'industria musicale finalmente scoprirà che le webzine sono più lette ed efficaci delle riviste cartacee (con tutto il rispetto per la gloriosa storia di queste ultime), o se siamo già davvero nell'era post-web, in cui il baricentro della navigazione si è ormai spostato dalle Rete alle singole applicazioni. L'importante è continuare a coltivare il sogno di una testata libera, che racconti la musica con lo stesso entusiasmo con cui, nel 2001, si affacciava timidamente all'orizzonte telematico. Nella speranza di tanti nuovi decenni da vivere (e ascoltare) insieme. Con un grazie di cuore e un augurio "younghiano" a tutti i lettori: keep on (onda)rocking in the free world.

Home (2011)

 

Tre articoli a testa

Abbiamo pensato di "celebrare" il decennio così: lasciando a ogni redattore la possibilità di indicare i suoi tre articoli migliori, più sentiti, più brillanti, oppure semplicemente quelli a cui è più legato per ragioni affettive. Non è solo una vetrina personale: attraverso questi ripescaggi, contiamo di poter offrire un particolarissimo "best of" di questi nostri primi dieci anni.


Claudio Fabretti

David Bowie - Il dandy che cadde sulla Terra (monografia)
La monografia-fiume, la più amata e sudata, non poteva non essere dedicata a lui: il più grande genio trasformista del rock. Ritrarre personaggi così complessi e affascinanti mi ispira sempre in modo particolare. Ma in questo caso la marcia in più è venuta dall'emozione di riascoltare alcuni dei dischi che mi hanno cambiato la mia vita (almeno musicale).

Donald Fagen - "The Nightfly" (pietra miliare)

Un classico senza tempo, uno dei miei dischi del cuore e, forse, la pietra miliare che mi è venuta meglio. Merito della lunga notte di New York e delle sempiterne frequenze di Donald Fagen, nei panni dell'ineffabile dj Lester The Nightfly.

Live Report: Roxy Music a Roma (Auditorium, 19/07/2006)

La recensione che mi ha divertito di più scrivere: di getto, in una calda notte di luglio, con addosso ancora l'ebbrezza del concerto di quella storica reunion. Forse è anche una delle più gradevoli da leggere, perché ho cercato di raccontare autoironicamente quel clima di nostalgica euforia di noi inguaribili romantici.

Sezione Rock & pop - Stereolab (monografia, 2001)


Raffaello Russo


Intervista a Glen Johnson - Piano Magic

La mia prima intervista, completata dopo tante vicissitudini via mail, eppure intensa come se fosse stata di persona, grazie alla straordinaria disponibilità di Glen. Indimenticabile il brivido alla lettura della sua risposta “Prima di tutto le emozioni […] i testi devono prima essere scritti da me, a casa, accanto a una bottiglia di vino e di fronte alla foto della mia ragazza morta”.

Sigur Ros - Se l'emozione avesse un suono (monografia)

Con loro è stata tutta una questione di cuore, la difficile traduzione in parole di quelle emozioni delle quali la loro musica trabocca: il fascino dell’incontro tra ghiaccio e fuoco, il mistero delle vie imperscrutabili dei sogni e dei desideri, nella terra della speranza che non muore mai.

Godspeed You Black Emperor! - "Lift Your Skinny Fists Like Antennas To Heaven" (pietra miliare)

Il mio pezzo più ambizioso, una fatica centellinata, diluita in un lungo periodo, come una pietra votiva innalzata a omaggiare un’estasi totalizzante, che riscoprire intatta dopo tanti anni è stata al tempo stesso una conferma e una travolgente sorpresa.

Roxy Music - For Your Pleasure (pietra miliare, 2004)

Marco Bercella


Roxy Music - "For Your Pleasure" (pietra miliare)
Iniziai a scrivere per OndaRock con lo scopo di trovare la terapia per guarire da un periodo della mia vita sin troppo travagliato, e devo dire che ha funzionato. Questo è uno dei primissimi pezzi scritti per la nostra rivista: più una seduta di autoanalisi che un articolo musicale.

Intervista a John Foxx

L'intervista da sempre anelata, una chiacchierata densa di sorprese con un personaggio e un artista in linea con quelle aspettative che troppo spesso escono ridimensionate dall'incontro vis a vis. Non fu questo il caso, anzi fu vero il contrario.

Enrico Ruggeri - Il falco e il gabbiano (monografia)

Tanti aneddoti vissuti in prima persona o di riflesso, la monografia che mi ha permesso di ritornare fisicamente nei luoghi della mia adolescenza. Che poi sono gli stessi in cui vivo oggi, sia pur con ritmi e prospettive assai diversi.

Sezione L'angolo dark (2001)

Mauro Roma


Sigur Ròs - "()"
Se non sbaglio il primo disco del mese con la mia firma, e che disco. all'epoca in cui i dischi del mese ancora uscivano quando ci pareva a noi e non sapevo evitare di dilungarmi.

Tenhi - Gli arcani incantatori (monografia e intervista)

L'idea di aver fatto conoscere a qualcuno in più questa band straordinaria, il rapporto con i Tenhi stessi, e con la loro casa discografica, che si è protratto anche in seguito portando con sé molte bellissime amicizie.

Richard Skelton - "Landings"

Musica tanto eterna che chiedeva poche e parche parole, l'unico mio scritto di cui non cambierei nemmeno una virgola, una simbiosi perfetta tra quello che ho ascoltato e quello che ho sentito.

Disco del mese (2001)

Francesco Nunziata

Today Is The Day - Il tempio del terror-noise-metal (monografia)
Mesi e mesi di lavoro, tra interviste, ascolti e riscritture. Perché questa non doveva essere una monografia, ma una dichiarazione d’amore/flusso di coscienza per una delle band più importanti della mia vita. OndaRock come testimone di questo amore.

Mitochondrion - "Archaeaeon"

Scrivere di musica è meraviglioso. Ma lo è ancora di più quando tiri fuori dal buio band o artisti in cui credi e che continuerai a sostenere. Infidel?/Castro!, Won James Won, Li Jianhong, Runhild Gammelsæter, Tobias Lilja e, ovviamente, loro, direttamente dal nulla. Poi, l'amicizia con i membri della band, l'intervista, il sogno di andare a vivere in Canada e suonare il basso per loro.

Husker Du - "Zen Arcade" (pietra miliare)

Dire della giovinezza attraverso un disco. Scritta di getto, d'estate, al tramonto, in macchina... su un block-notes, mentre il disco risuonava nello stereo a tutto volume. Indimenticabile.

Sezione Recensioni (2001)

Gabriele Benzing


Speciale: These bloody hands - L'eredità della murder ballad
Ci sono domande che mi hanno sempre affascinato: la tradizione ha qualcosa da dire al nostro presente? Di che cosa ci parlano le vecchie murder ballad? O, ancora più alla radice, da dove viene il male?

Eels - Amichevoli spettri e altre rivelazioni (monografia)

Quando addentrarsi tra le pieghe della storia di un artista diventa l’occasione per scoprire qualcosa di più di sé stessi. E delle cose vere della vita.

Bob Dylan - Il profeta e la sua maschera (monografia)

Possibile aggiungere ancora qualcosa, dopo cinquant’anni di esegesi dylaniana? Solo il paragone con il proprio cuore, forse: ho sempre pensato che uno come Dylan non si accontenterebbe di niente di meno...

Le prime pietre miliari (2001)

Michele Saran

Charalambides - "Joy Shapes"
La seconda recensione (mettere la prima è di una banalità imbarazzante).

Unites States Of America - "Usa" (pietra miliare)

Pietra che ho redatto "a memoria", senza riascoltare il disco in questione, in una sorta di scrittura automatica surrealista.

Paolo Conte - L'avvocato col vizio del jazz (monografia)

Monografia che più ho atteso di veder pubblicata (e che ha fruttato molte e variegate mail in risposta, persino una cellista texana desiderosa di suonare con Conte).

Giuliano Delli Paoli

Burial - "Burial"
Scritta nel cuore (e con il cuore) di una notte d'estate, con il vento caldo ad accarezzare la tastiera. Impossibile dimenticare certi dischi e certi momenti. Fu subito amore.

Killing Joke - "Killing Joke" (pietra miliare)

La mia prima pietra miliare, per uno dei dischi a cui sono più legato. Una scheggia impazzita.

Sebastien Tellier - "Sexuality"
Di gran lunga la recensione più sentita.

Low - Trust (recensione, 2002)

Paolo Sforza

Low - "Trust"
"Trust" dei Low, disco di non ricordo che mese. Ricordo benissimo però una trasferta lampo a Bologna per vederli dal vivo. Solitudine, speranza e tutti i tentativi che ho fatto per ritrovare la fiducia di cui parlano i Low in questo disco.

Black Dice - "Beaches And Canyons"

Il mio periodo "avanguardista" come lo definisco autoironicamente. Mi sono avvicinato a questo tipo di musica in maniera naif, senza un background tradizionale. Alla fine non ho rimpianti. E ho conosciuto tanta gente, alcuni davvero importanti anche se nemmeno lo sanno, anche se non so nemmeno se li rivedrò mai più...

Tottemo Godzilla Riders - "Tottemo Godzilla Riders"
Mi ricordo una fila interminabile sul Gra ad ascoltarlo. Mi ricorda che questo disco è bello davvero, che è bella la gente di OndaRock. Conflitto di interessi, dove l'interesse è il mio di avere qualcuno a cui tenere, qualcuno da stimare davvero, e il bilancio è in clamoroso attivo.

Storia del rock: il progressive

Michele Chiusi

Storia del rock: il progressive
L'intento era di fare una piccola guida per neofiti, ma senza che ciò si risolvesse in una lista per gli acquisti ma al contrario che avesse un minimo  pur se schematico  taglio critico. Mi è molto piaciuto farla e devo ammettere ho ricevuto spesso complimenti. rileggendola dopo anni mi sembra ancora che mi sia riuscita bene.

Gatto Ciliegia contro il grande freddo - "L'irréparable"

Era il periodo del post-rock e la recensione è anche il frutto di alcune considerazioni generali su tale genere che mi giravano in testa nel periodo.

Fantomas - "Delirium Cordia"
Sì, lo so, è una recensione verbosa e anche un po' velleitaria, ma è anche un tentativo di scrivere del mio/nostro rapporto con la musica.

Non scrivo più recensioni da anni, ma ricordo con piacere il periodo in cui lo facevo e discutevo con altri utenti dell'epoca di musica, che ritengo sempre un ottimo e nobile argomento di conversazione, nonché di conoscenza. Ringrazio OndaRock e Claudio dello spazio e della simpatia concessami, e saluto chi mi ricorda e all'epoca ha interagito con me nel forum
.

Sezione Recensioni (2003)

Francesco Giordani

Samuele Bersani - Il pescatore di asterischi (monografia)

Lo ammetto. Speravo ardentemente che attraverso la pubblicazione di questa monografia Bersani diventasse un mio amico di penna. Ovviamente, come tutti i veri eroi, non ha mai risposto alla mia segnalazione.

Kooks - "Konk"
Anche le stroncature hanno una loro dignità, oltre che un lunga storia, da che esiste quella cosa chiamata rock. Forse non mi sono mai divertito tanto a provare a scriverne una come in questo caso.

Jarvis Cocker - "Further Complications"
La recensione che mi ha fatto capire che solo quando mi occupo di un certo tipo di pop arguto, vagamente britannico, riesco ad arrivare all'ultima battuta pienamente soddisfatto di quanto ho scritto (o quasi).

Alessandro Biancalana

 

Dot Allison - Le luci dell'angelo scozzese (monografia)
La monografia a cui tengo di più e per cui ho speso più energie. Per un'artista poco considerata ma dalla grande forza emotiva.

Last Days - "Sea"
Scritta in un periodo decisamente particolare della mia vita, la recensione che esprime forse in maniera più veriteria la mia indole recensoria.

Anoice - "Remmings"
Disco simbolo del mio amore e snodo fondamentale per la mia modesta carriera da "giornalista", il disco degli Anoice mi ha commosso fin dal primo ascolto.

 

Sezione Guida al rock italiano (2002)

Salvatore Setola

Butthole Surfers - Il rock della degenerazione (monografia)

La mia prima monografia per OndaRock: la scelgo non perché sia stata la prima, ma perché c'ho buttato dentro l'anima.

Korn - "Korn" (pietra miliare)

Perché i Korn sono un gruppo spesso detestato a dispetto del loro grandissimo esordio. E perché credo che questo sia il mio miglior articolo.

Primal Scream - "Screamadelica" (pietra miliare)
Perché "Screamadelica" è un disco che sfugge a ogni definizione: un mix bastardo di blues-rock, pop psichedelico, elettronica e house.

Sezione Classici - Velvet Underground (monografia, 2001)

Marco Sgrignoli

Vampire Weekend - "Contra"

La recensione che trovo mi sia uscita meglio.

The Streets - "Let's Push Things Forward"
L'articolo per la sezione juke-box, dedicata alle canzoni.

Speciale: Nuova coralità
L'articolo di approfondimento di cui vado più fiero.

Nicola Minucci

Sebastien Tellier - "Politics"

Dopo un anno di forum, questo fu l'emozionatissimo esordio alle recensioni. A rileggerla oggi mi sento quasi in imbarazzo, un po' come quando tua madre fa vedere alla fidanzata le foto di te a tre anni nudo in spiaggia.

Live Report: Pan Sonic + Dj Spooky a Roma (Auditorium, 20/10/2004)
Secondo me, insieme a quella del live dei Suicide, la migliore recensione che abbia mai fatto per OndaRock - soprattutto perché l'esperienza di quel concerto fu illuminante. Curiosamente, però, per questo report non ho mai ricevuto complimenti: quelli arrivano solo per le stroncature!

Intervista ai Uochi Toki
La cosa più divertente che abbia mai fatto per questo sito. Due ore di intervista-colazione con gli Uochi Toki che, oltre a essere dei grandi musicisti, sono delle gran persone. Simpatici, intelligenti, pieni di cose interessanti da dire. In un mondo di musicisti che ti accordano al massimo mezz'ora, sono stati loro a chiedermi di avere tanto tempo a disposizione!

Forum (2003)

Alberto Asquini

Emeralds - "Does It Look Like I'm Here?"
Un disco che mi ha stregato, una musica che mi ha condotto la penna.

Gas - Lampi nel vuoto (monografia)
La monografia di cui vado forse più orgoglioso. Scritta in una domenica mattina di fine estate.

Live report: Dirty Three a Venezia (Teatro Fondamenta Nuove, 26/05/2007)
A Venezia. A un gruppo che ha intitolato un album al mare, non si poteva chiedere altro.

Roberto Mandolini

Red Temple Spirits - Il culto del tempio psych-gothic (monografia)

Grazie a Maurizio (Transmission) ho una discreta scorta di vinili dei RTS e posso dormire sonni tranquilli.

William Basinski - Tempo fuor di sesto (monografia)

Grazie a Carlo (Camilloni) ho comprato i primi cd-r di Basinski. Ho preso anche le versioni in cd e poi le ultime ristampe. Due, tre copie di ogni titolo perché il compact disc, si sa, è meno affidabile del vinile.

Orb - Suoni dall'ultramondo (monografia)
Chi si ricorda Crash (la rivista) alzi la mano. Anche via email.

Sezione Le cantautrici (2003)

Mimma Schirosi

The Fall - La weltanschauung della middle class (monografia)
L'ultimo lavoro, in ordine cronologico, ed il più tortuoso, in maniera esattamente proporzionale alla persona di Mark E. Smith. un punto d'arrivo ed un nuovo inizio.

Serge Gainsbourg - Histoire De Melodie Nelson (pietra miliare)
Fascinazione, decadenza, catarsi. lacrime e bellezza. una recensione scritta con la prepotenza di un cuore tiranno.

Intervista a Fausto Rossi
La necessità di un incontro che confermasse una sensazione. quando l'interazione umana ti mette felicemente e desolatamente di fronte a uno specchio.

Francesco Paolo Ferrotti

The Beach Boys - "Pet Sounds" (pietra miliare)
Con la lunga pietra miliare di "Pet Sounds", nel 2006, ho voluto celebrare il 40° anniversario dell'album. L'opera di Brian Wilson merita di trovar posto tra le grandi testimonianze immortali dello spirito umano, e ho tentato di spiegare il perché.

Sex Pistols - God save rock'n'roll (monografia)
Nella monografia dei Sex Pistols, pubblicata nel 2007, ho ricercato un approccio all'estetica del punk-rock dal punto di vista della teoria dell'arte. Alla monografia è stata associata anche una mia intervista a Glen Matlock, bassista della formazione originale.

Intervista a Michael Nyman
In due occasioni (2006 e 2008) ho avuto il privilegio di intervistare dal vivo Michael Nyman, il compositore inglese che ha segnato il distacco dall'avanguardia, verso il minimalismo e "oltre". Qualche mese dopo la seconda intervista, la sezione "Avanguardia" di OndaRock è stata ribattezzata "Altrisuoni".

Sezione Classifiche (2003)

Pier Eugenio Torri

Red Hot Chili Peppers - "Stadium Arcadium"
Una passione adolescenziale che si fa recensione per OndaRock.

Oasis - Il britpop da vetrina (monografia)
Una passione adolescenziale che si fa monografia per OndaRock.

Elliott Smith - Elegia della solitudine (monografia)
La monografia a cui sono più legato.

Tommaso Franci

Black Sabbath - Le messe nere dell'hard-rock (monografia)
L'evoluzione "nera" del metal.

Litfiba - Ascesa e caduta dei waver italiani (monografia)
Ovvero, come una grande band finì col rovinarsi.

Byrds - A un sol passo dal rock (monografia)
La storia di un gruppo e di un sound che hanno fatto epoca e sono tuttora influenti.

Sezione Rock e pop (2003)

Claudio Lancia

Trail Of Dead - "Worlds Apart"
Iniziai a collaborare con OndaRock alla fine del 2004. Dopo aver dedicato molti anni all'attività di dj e speaker radiofonico, decisi intorno ai trent'anni di tener viva la mia passione per la musica scrivendo (oltre che suonando). Dopo qualche articolo scritto per Il Mucchio (nel periodo in cui era settimanale) e dopo aver avuto la co-responsabilità artistica della Music Zone di Castle Rock (oggi chiusa), Claudio Fabretti mi ospitò nella sua meravigliosa creatura. Non ricordo quale fu il primo articolo che scrissi; la recensione di "Worlds Apart" dei Trail Of Dead è la più vecchia che conservo nel mio hard disk. Una recensione acerba, molto imperfetta, ma il mio contributo a OndaRock iniziò più o meno da lì...

Intervista ai Baustelle

Credo sia la cosa più importante che ho scritto per Onda Rock, ed immagino anche quella che abbia totalizzato il maggior numero di contatti. L'intervista esclusiva a Francesco Bianconi dei Baustelle, un artista che ho sempre stimato e seguito, in occasione della ristampa del "Sussidiario", pochi mesi fa. Avrei voluto fargli un miliardo di domande, ma il tempo a disposizione era rigorosamente contingentato. Sono le piccole soddisfazioni che rendono quest'attività unica e gratificante.

Speciale: Jeff Buckley: una goccia pura in un oceano di rumore
Avrei voluto indicare il mio Live Report dell'esibizione dei Wilco a Firenze nel 2009: uno degli eventi più emozionanti ai quali abbia mai partecipato. Ma mi sento in dovere di omaggiare un artista immenso: Jeff Buckley. Qualche mese fa è stata pubblicata una bella biografia, edita da Arcana, che ho letto e recensito. E' stato il mio personale tributo a un cantante straordinario, che ho amato intensamente anche quando era in vita.

La seconda home di Gaia Zuccaro (2004)

Gianfranco Marmoro

David Sylvian - "Manafon"
Anche se ricordo benissimo la prima recensione che scrissi per OndaRock (Louis Philippe) ho la certezza che "Manafon" sia il mio punto di partenza, una sfida legata ai tempi brevissimi d'ascolto e alla difficoltà di dover sviscerare un album complesso, che altrove veniva evocato solo con emozioni e giudizi sintetici, mi garantì uno dei complimenti più divertenti ("finalmente uno che non ascolta Sylvian mentre la moglie lo cazzia per non aver passato bene il mocio").

Beatles - "Stereo e Mono Box"
Non credo di avere il dono della sintesi, ma con due box e quasi 30 cd da ascoaltare e confrontare sono riuscito a pensare al povero lettore che rischiava di spendere soldi a vuoto.

The Duckworth Lewis Method - "The Duckworth Lewis Method"
Il mio primo disco del mese, ma soprattutto un disco sfuggito alle maglie della critica internazionale che raccoglie un inaspettato successo nel forum.

Forum (2004)

Francesco Amoroso

Clientele - Ombre, nebbia e riflessi pop suburbani (monografia)
La mia unica monografia: contrario a "storicizzare" la musica cosiddetta leggera, ho fatto uno strappo per un gruppo che amo e che non mi ha mai deluso.

Intervista a Kesang Marstrand
Le interviste (fatte a tu per tu) sono ciò che più mi piace scrivere: capita a volte, come in questo caso, di conoscere persone speciali a dare l'avvio a belle amicizie.

John Grant - "Queen Of Denmark"
Il mio unico "disco del mese" e un album sul quale mi sono sentito di scommettere fin dal primo ascolto. Ho l'impressione che questo lavoro rimarrà.

Lorenzo Salzano

The Cure - L'innocenza perduta (monografia)
La monografia sui Cure è il pezzo con cui ho esordito su OndaRock, in corrispondenza col passaggio del gruppo in Italia per il tour 2008. Paradossalmente ho poi scoperto che molte delle caratteristiche che attribuivo ai Cure in questo articolo corrispondono alle coordinate sulla musica indie tracciate da Simon Reynolds nel suo articolo "Younger than yesterday" , antologizzato nel saggio "Bring the noise" (che allora non avevo ancora letto). I Cure come archetipo proto-indie?

Csi - "Linea gotica" (pietra miliare)
Tanto per non cedere del tutto all'esterofilia, una "pietra miliare"dedicata a un disco che ha lasciato un segno in tanti appassionati del rock italiano anni Novanta. Come in altri pezzi, qui ho cercato di evidenziare la fitta rete di rimandi a fatti e linguaggi anche extramusicali, nel tentativo di chiarire "l'enigma Ferretti".

Speciale: David Bowie, Sound and vision
Uno speciale dedicato a un personaggio che mi ha sempre appassionato, straordinario per la capacità di spaziare tra musica, arte, cinema, teatro. Per rendere il tutto più digeribile, una struttura giocosa e un registro tra il serio e il faceto, oltre alla consueta, sfarzosa veste grafica di OndaRock.

Sezione Classici - King Crimson (monografia, 2005)

Alessandra Reale

Intervista a Hezekiah Jones - Chris Bathgate
È stata la mia prima intervista, e la ricordo sempre con grande affetto. Peraltro con Raphael Cutrufello (Hezekiah Jones) si è creata un'amicizia che continua tuttora. Una persona davvero piacevole, che spero di poter incontrare dal vivo, prima o poi.

Olivia Tremor Control - Circulatory System - Fluttuazioni pop tra nuvole cubiste
Riuscire a raggiungere Will Cullen Hart per un'intervista è stato parecchio difficile. Dopo svariati mesi di inseguimenti mi ero alfine rassegnata e avevo lasciato perdere tutto. Emozionante dunque ricevere una email da John Fernandes (bassista degli Olivia) con la richiesta di rispedire a lui le mie domande e la promessa di farmi pervenire le risposte di Will. Grandissima band.

OndaDrops vol. 1
OndaDrops è un progetto che "vivo" moltissimo. L'ho visto nascere, lo vedo crescere ad ogni nuovo capitolo e me ne sento un po' la "madrina". Il primo volume è sicuramente quello al quale sono più legata, perché è stato il capitolo pilota, quello in cui tutto doveva essere ancora deciso e definito, titolo incluso.

OndaDrops (2010)

Stefano Bartolotta

Live report: Art Brut a Trescore Balneario, Bergamo (Festa della birra, 25/08/2009)
Ogni primo passo di una nuova avventura finisce sempre per essere tra quelli a cui ci si affezione di più. Questo è il primo articolo che ho scritto per OndaRock ed è naturale che lo ricordi con particolare affetto.

Bambi Molesters - "As The Dark Wave Swells"
Scrivere per OndaRock significa anche avere il privilegio di ricevere proposte musicali che altrimenti sarebbero molto più difficili da scovare. Tra i dischi di cui ho scoperto l'esistenza grazie a questa mia posizione, questo è indubbiamente il migliore.

Mansun - La lanterna grigia all'attacco del britpop (monografia)
Il lavoro di cui sono più orgoglioso in assoluto da quando scrivo di musica. Chi si loda s'imbroda, ma ogni tanto un'iniezione di autostima è necessaria e qui sento di aver esposto al meglio la carriera di uno dei miei gruppi del cuore.

Gaetano La Montagna

Captain Beefheart - "Trout Mask Replica" (pietra miliare)
La mia prima recensione per OndaRock, la pietra miliare dedicata a uno dei dischi più controversi di sempre.

Robert Wyatt - "Rock Bottom" (pietra miliare)
La mia dichiarazione d'amore per un disco e un artista fondamentali per la mia formazione musicale.

Keith Jarrett - "The Kohln Concert"
Il disco che una ventina d'anni fa mi ha introdotto al jazz.

Lou Barlow - Emoh (recensione, 2005)

Magda Di Genova

Intervista a Kristin Hersh
Kristin Hersh dimostra un amore, una dedizione e una professionalità non scontate che solo alcuni artisti mettono nella propria arte nonostante la consapevolezza di non essere ripagati con montagne d'oro. E' anche per questo amore che adoro trasformarmi in "intervistatrice d'assalto".

Intervista ai Mogwai
Prima, durante e dopo le interviste succede di tutto (compreso essere invitata a cenette romantiche, ricevere proposte di matrimonio, incassare un ceffone e piazzarne due. Tutto realmente successo). Ma mai come in questa intervista traspare il piacere e il divertimento che ho provato durante la chiacchierata.

Runaways - Le regine del rock'n'roll (monografia)
Una scheda a cui tenevo e che aspettava solo una scusa per essere scritta. Una scheda scritta per la mia cuginetta allora ventenne, che fa colazione leggendo riviste di economia internazionale e non è riuscita a imparare nulla di musica nemmeno dalla pubblicità del gelato. Perché era convinta che Britney Spears fosse la prima adolescente trascinata nella musica. No, ma poi lei si è persa tra i festini. No, perché lei se n'è andata a male con droghe e alcool. No, però lei si è lasciata fregare tutti i soldi. No però poi lei... Va be', come hai detto che si chiamavano? Gioventù dissipata. (E sì, pensava che "I Love Rock'n'Roll" fosse stata scritta per Britney).

Sezione Cinemania (2005)

Lorenzo Righetto

Sharron Kraus - "The Woody Nightshade"
 
Donner Party - Quasi - Sleater Kinney - La coppia libera del rock (monografia)

Intervista a Shannon Stephens

Del lavoro su OndaRock ho apprezzato soprattutto le collaborazioni. Mi hanno aiutato a mettere ordine nell'organizzazione di quello che, a volte, pare un flusso di coscienza, per quanto appassionato. Ed è stato il modo migliore per donare un'aura di umanità a una "realtà alternativa".

Filippo Neri

Pink Floyd - Esplorando il lato oscuro della Luna (monografia)
Il primo innamoramento musicale, la prima fatica su questi lidi. Una scrittura ancora un po' grezza e ingenua, ma parecchio appassionata.

Intervista a Jean-Hervé Peròn
Intervista a un personaggio straordinario, grazie anche alla collaborazione con una persona straordinaria.

Syd Barrett - "Barrett" (pietra miliare)
Il canto del cigno di uno dei più grandi.

Sezione L'angolo dark (2005)

Alessandro Liccardo

Prefab Sprout - "Let's Change The World With Music"
Si tratta della mia prima recensione scritta per OndaRock. Tutto ha inizio dopo una chiacchierata con un redattore storico, con cui ero in contatto e che ho conosciuto poco più tardi. Non male iniziare con una band tra le mie preferite, e cui dedicherò molto presto un'intera scheda monografica. Col senno di poi credo sia uno dei migliori pezzi che ho scritto..

Intervista ad Alberto Fortis
L'intervista al cantautore di Domodossola celebra i suoi trent'anni nel music business e l'uscita del libro autobiografico "AL Che fine ha fatto Yude?". Per ora si tratta dell'unico artista italiano (a mio parere uno tra i più sottovalutati) di cui mi sono occupato, che poi ho incontrato di nuovo pochi mesi più tardi nella mia città.

A-ha - "25"

Una recensione che è un po' un bignami monografico (scelta perché non mi sono ancora occupato di pietre miliari o di schede approfondite) e che ha avuto un successo del tutto inaspettato - il fan club italiano se n'è accorto il giorno stesso in cui è stata pubblicata e mi sono giunti numerosi messaggi via e-mail. E io che non volevo nemmeno più occuparmene...

Sezione OndaJazz (2006)

Veronica Rosi

Magnetic Fields - Il variety pop dei campi magnetici (monografia)
L'ultima cosa che ho scritto per OndaRock, sugli argomenti su cui sono in assoluto più preparata: pop, amore e weirdness. Volevo fare una monografia che rispecchiasse la band per tono e stile. Progetto ambizioso, ma sai che c'è? Credo di esserci riuscita.

Knife - "Silent Shout"
La recensione che ha ricevuto più complimenti in assoluto, quindi deduco che sia la migliore. C'era di certo molto materiale a cui ispirarsi, e credo di averla scritta in un'ora appena.

Air - "Moon Safari" (pietra miliare)
Ancora ricevo e-mail di gente indignata dal contenuto di questa recensione. Finalmente ho l'occasione pubblica per chiarire: era solo crudele sarcasmo. Molto crudele, ma ai tempi ero così. Oggi, più vecchia e saggia, probabilmente scriverei qualcosa di diverso, ma rileggendola la trovo ancora incomparabilmente divertente e acuta.

Forum (2007)

Gianni Candellari

Mark Lanegan - Negli abissi oscuri del folk (monografia)
La sua scheda è la mia prima per OndaRock. non poteva essere altrimenti.

Luigi Tenco - "Tenco" (pietra miliare)

Perché io sono stato un po' sofferente e malinconico come Tenco. Un artista che gli italiani (e non solo) dovrebbero scoprire, amare, riscoprire e amare ancora.

Johnny Cash - "At Folsom Prison" (pietra miliare)
"Hello, I'm Johnny Cash...". Applausi. Lo sento 100 volte e 100 volte ho i brividi.

Federico Savini

Microphones/Mount Eerie - La scalata del monte spaventoso (monografia)
Anche se non è interamente mia, risale a diversi anni fa, riguarda un personaggio che non ha mai finito di stupire e la rileggo con sorprendente continuità.

Charlie Tweddle - "Fantastic Greatest Hits"
Qualche lungaggine e alcuni eccessi, ma resta una delle cose che ho scritto con più piacere in assoluto.

AA. VV. - "Pisspounder"
A suo modo un riassunto del suono più feroce del decennio, e un'altra cosa scritta con estremo gaudio.

La nuova rubrica Juke-box, dedicata alle canzoni (2010)

Giuseppe Pias

Live report: Zu a Cagliari (15/04/2004)
Il mio primo scritto sulla rete, un anno dopo aver scoperto OndaRock. Ora lo sento ingenuo e didascalico, ma da allora ho voluto comunque restare legato a questo genere di descrizione, pensando a chi non conosce un artista e si chiede come è.

Death In June - Le ballate nere di un onorevole sconfitto (monografia)
Forse la cosa a cui sono più affezionato, è stato un lavoro lunghissimo in termini di tempo, volevo rendere giustizia a questo gruppo parlando chiaramente anche delle sue enormi ambiguità, e cercando nel contempo di spiegare quanto poteva essere grande la sua musica. Piccola soddisfazione, è stata la prima monografia ragionata in italiano uscita sulla rete, ancora prima di quella di Wilipedia.

Brian Eno, David Byrne - "My Life In The Bush Of Ghosts" (pietra miliare)
Questo disco è stato una folgorazione, così freddo e labirintico, così ricco di stimoli e suoni. Nella recensione ho cercato di abbinare a un certo schematismo calore e passione per quest'opera, in un tentativo impossibile di mediare le due posizioni.

Un ringraziamento ad Alessandra Reale per la ricerca d'archivio delle immagini.
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