Approfondimenti

I sinistri dieci

Dieci cover dark di brani non dark

di Lorenzo Pagani
Dieci riletture in chiave oscura di brani pop, glam, punk... le band del filone goth si sono cimentate spesso e volentieri con le cover, concentrando i loro sforzi sulla musica dei 60's e dei 70's che più li ha influenzati.
La parte del leone la fa senza dubbio David Bowie, istrionico antesignano del "movimento", con il suo immaginario surreale e decadente: di dark-version di brani bowiani se ne trovano a bizzeffe, alcune delle quali raccolte in due compilation, appropriatamente titolate "Goth Oddity" dalla Cleopatra Records. Da questa lista viene esclusa la straordinaria "Ziggy Stardust" dei Bauhaus, fin troppo aderente al sound dell'originale per poter essere considerata una versione veramente "alternativa".
C'è spazio anche per riuscite "variazioni sul tema", come nel caso delle Malaria! alle prese con Bob Dylan o della "Sand" rimaneggiata dagli Einstürzende Neubauten.
Un elenco che non ha pretese di esaustività: sono invece graditi, anzi auspicati, i vostri commenti e suggerimenti; eccole in ordine rigorosamente sparso e ovviamente - se non l'avete già fatto - vi invito ad ascoltare anche gli originali.

Sisters Of MercySisters Of Mercy - 1969 (Stooges) 
I Sisters Of Mercy degli esordi sono piuttosto diversi dalla band di "First And Last And Always", "Floodland" e - soprattutto -  "Vision Thing": il loro sound è già, senza dubbio, gotico, ma anche visceralmente rock, minimale: ne sono un riscontro le influenze del gruppo, facilmente intuibili dalle cover che sono soliti eseguire all'epoca: Suicide, Stones e appunto questa "1969" di Iggy Pop & C.
Un brano magnetico, che resta tale anche dopo la rimaneggiatura dei capostipiti del gothic-rock britannico, grazie alla voce tenebrosa di Andew Eldritch e ai freddi battiti della drum machine Doktor Avalanche.

This Mortal CoilThis Mortal Coil - Song To The Siren (Tim Buckley)
Il "supergruppo" della 4AD pubblica nel 1984 l'esordio "It'll End In Tears", contenente anche questa versione di "Song To The Siren" di Tim Buckley, uscita come singolo l'anno prima. Brano di grande successo (101 settimane nella UK Indie Chart), dove la band di Ivo-Watts Russel, il boss della label, reinterpreta, caricandola di suggestioni notturne, la splendida ballad "gaelica" del cantautore statunitense. 
E che dire della voce celestiale di Elizabeth Fraser (Cocteau Twins)?

Siouxsie And The BansheesSiouxsie And The Banshees - 20th Century Boy (T-Rex)
Questa versione di "20th Century Boy" è del 1979, pubblicata come b-side del singolo "The Staircase (Mistery)": come giustamente fa notare uno dei commentatori su YouTube, si tratta probabilmente del rifacimento più personale del classico di Marc Bolan, reinterpretato in chiave punk dalla voce goth femminile più celebre e più emulata. E' invece del 1987 "Through The Looking Glass", album interamente composto da cover.

Joy Division Live Joy Division - Sister Ray (Velvet Underground)
Potevano mancare i quattro di Manchester nella lista? A differenza dei prolifici Banshees, i Joy Division registrarono un'unica cover, questa versione live di "Sister Ray", pubblicata sulla raccolta postuma "Still".
La band di Ian Curtis sembra decisamente a proprio agio con il brano dei Velvet Underground, d'altra parte l'avanguardia di lavori come "Velvet Underground & Nico" o "White Light/White Heat" (che contiene il brano in questione) è un pilastro fondante del post-punk.

Cinema StrangeCinema Strange - Time (David Bowie)
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Dal primo capitolo della citata "Goth Oddity" è tratta questa "Time" ad opera dei deathrocker Cinema Strange, attivi fra gli anni Novanta e i Duemila.
Il brano ci presenta la band californiana nel pieno della sua potenza espressiva, intento a rendere ancora più straniante l'atmosfera da cabaret dell'originale.
Il gruppo si è purtroppo sciolto da tempo, ma il frontman Lucas Lanthier è ancora attivo, sia in veste solista che con i suoi Deadfly Ensemble.

MalariaMalaria! - Lay Lady Lay (Bob Dylan)
Il country-folk di Bob Dylan è riletto con estro e maestria da questa band, vera e propria protagonista nella scena underground berlinese dei primi anni Ottanta: una versione cupa e ossessiva, in bilico tra Nico e i Suicide. Il classico esempio di cover che, pur stravolgendo la forma (e pertanto lontano da facili ricalcature), riesce ad omaggiare l'originale mantenendone intatta la potenza espressiva. E' contenuta nel loro ultimo lavoro in studio, "Cheerio", del 1993.
Le fondatrici Bettina Köster e Gudrun Gut negli anni successivi proseguiranno le loro carriere come soliste, la prima anche nel progetto electro-wave "Autonervous" (2006), che la vede al fianco di Jessie Evans (Subtonix, The Vanishing).

Nick Cave And The Bad SeedsNick Cave And The Bad Seeds - Muddy Water (Seldom Scene)
Dal bluegrass alle atmosfere noir da crooner-nel-locale-fumoso il passo è lungo, ma diviene breve se a rimaneggiare questa ballad è il gruppo australiano fronteggiato da Nick Cave.
La sua voce profonda e un organo triste ma sublime caricano di pathos un brano originariamente concepito nei 70's ma saldamente ancorato alla tradizione country statunitense.
"Muddy Water" è contenuta in "ACT III", il terzo lavoro dei Seldom Scene, del 1973; la versione dei Bad Seeds apre invece "Kicking Against The Pricks", anch'essa un'"opera terza", interamente costituita da cover version.

ChameleonsChameleons - Tomorrow Never Knows (Beatles)
Il brano che conclude "Revolver", settimo lavoro dei Fab Four e primo passo verso la loro "svolta sperimentale", viene ripreso dai Chameleons mantenendo intatta la vena psichedelica che lo contraddistingue, spostandone però gli umori su di un asse prettamente atmosferico, smorzando la componente drone/raga.
Protagoniste del brano senza dubbio le chitarre, intente a tratteggiare paesaggi sconfinati dove la voce di Mark Burgess si fa esploratrice ancora prima che guida.
Bonus track dell'edizione in cd di "Strange Times", il terzo album della formazione post-punk britannica, doppia l'originale beatlesiano in lunghezza, assestandosi sui sei minuti.

DiaframmaDiaframma - Io ho in mente te (Equipe 84)
Mi sembra giusto in questa top ten dedicare uno spazio anche alla scena tricolore, che ha prodotto pochi nomi noti ma anche molte realtà underground di assoluto interesse, riscoperte negli ultimi anni grazie ai vari blog e ristampe.
Rientrano senza dubbio nella prima categoria i Diaframma di Firenze, tuttora attivissimi sia in veste live che in studio, qui alle prese con un bel brano di beat italiano reinterpretato nel loro inconfondibile stile dark-wave ottantiano.
Inizialmente pubblicata come singolo (nel 1986) dalla I.R.A. Records, la cover è presente anche in alcune ristampe di "3 Volte Lacrime", il secondo album della band.

Einstürzende Neubauten Einstürzende Neubauten - Sand (Lee Hazlewood & Nancy Sinatra)
L'ensemble rumorista berlinese rilegge, deformandola, questa suggestiva ballad originariamente pubblicata, nel 1968, su "Nancy & Lee", collaborazione tra la figlia di The Voice e il country-rocker Lee Hazlewood.
Ed è una storpiatura di classe, quella affidata all'abile mano di questi maestri del noise industriale, dove il mood psichedelico dell'originale lascia il posto ai sentimenti schizoidi, cupi e introversi del frontman Blixa Bargeld. La trovate come bonus track sull'edizione in cd di "Halber Mensch" (1985), terzo lavoro dei Neubauten.



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