Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 5

di AA.VV.
lapingrasalamastrarecensione_01LAPINGRA - Salamastra (2011, Aoisland)

Band formatasi tra Isernia e Roma, i Lapingra consistono in un nucleo di base formato da due persone, Angela Tomassone e Paolo Testa, e da una nutrita cerchia di musicisti collaboratori. Questo debutto si propone di coniugare diverse forme di electropop utilizzando uno stile a metà tra il lo fi ed il fanciullesco. Suoni giocattolo e drum machine si mescolano a pianoforte, archi e glockenspiel; ritmiche danzerecce convivono gomito a gomito, anche nella stessa canzone, con delicatezze introspettive e un'attitudine pomposa quasi da teatro grottesco; canzoni classicamente strofa - ritornello si alternano a strutture compositive articolate e fuori da schemi precostituiti; il cantato femminile in inglese viene talvolta inframmezzato da un parlato maschile in italiano. In soli 31 minuti i Lapingra si aprono a diversi mondi e li abbracciano tutti per trovare una rielaborazione degli stessi che li renda coerenti l'uno con gli altri. Il bello è che ci riescono: nulla è mai fuori posto e l'ascoltatore si ritrova spesso sorpreso per come si sviluppano le cose ed anche nei momenti più lineari si sente sempre coinvolto e qualche volta anche emozionato. Un lavoro che dietro un'apparente semplicità nasconde una certa ambizione e soprattutto ha i mezzi tecnici ed espressivi che consentono all'audacia degli autori di volare subito alto senza rischiare di fare il passo più lungo della gamba. (Stefano Bartolotta) 7/10


silviakastelSILVIA KASTEL - Love Tape (2011 Ultramarine)

Titolare di Ultramarine, fonica e ovviamente musicista del giro impro, Silvia Kastel ci regala finalmente un lavoro in solitaria. Finalmente, perché alcune delle sue apparizioni in lavori di altri artisti lasciavano intendere una cifra espressiva piuttosto personale. Il suo synth sfrigolante, infatti, è tra le cose più inquiete ed inquietanti sia dato di sentire ultimamente, e questa bella cassettina conferma le impressioni. Immaginate delle Metalux al massimo dello sfascio psicologico o dei Throbbing Gristle dell'età della pietra e otterrete (più o meno) il suono di "Love Tape". Il piatto è inoltre arricchito (si fa per dire) da un impianto ritmico frenetico, anche se si tratta di battiti secchi, freddi e irregolari. Il Moaning della Kastel è poi sensuale e morboso al contempo. Una strega-sirena per i nostri incubi quotidiani. (Antonio Ciarletta) 7/10



euphoricaEUPHORICA - In viaggio (2011, autoprodotto)

Si dice Bergamo e subito si pensa ai Verdena, band strategica nel far decollare musicalmente un territorio sempre troppo succube della vicina Milano. Gli Euphorica sono, fra le nuove realtà della zona, una delle più stimolanti: la line up è formata da Davide Zanni (voce e chitarra), Paolo Armati (chitarra e seconde voci), Salvatore Lentini (basso) e Roberto Pittet (batteria e percussioni). In pista dal 2009, il quartetto pare davvero aver individuato la direzione giusta da seguire, ben rappresentata in sette tracce autografe di rock italiano costruito su strutture esclusivamente acustiche, con due chitarre che si rincorrono e tessono trame cristalline ma con solide radici indie. Gli Euphorica rivisitano con garbo certe atmosfere che rimandano al celebre Unplugged degli Alice In Chains (buttate un ascolto all'incipit di "Lontano" e poi fatemi sapere...), filtrandole attraverso un approccio melodico (e spesso malinconico) tipicamente italiano.Il risultato finale è assolutamente apprezzabile, anche se di tanto in tanto un po' di elettricità avrebbe potuto conferire maggior carattere ad alcune composizioni. Menzione speciale per la title track e per "Il gioco", una ballad dai mille riferimenti eppure assai personale. "In viaggio" è un esordio promettente, di quelli che possono davvero schiudere molte porte, un disco di una compattezza invidiabile che evidenzia un approccio alla materia rock decisamente popolare. Da segnalare la presenza di un bonus track video con frammenti di riprese raccolte durante le session di registrazione dell'album. Buon viaggio, ragazzi. (Claudio Lancia) 6,5/10


carverCARVER - Raw (2011 Setola Di Male)

I Carver sono Ninni "prezzemolo" Morgia alla chitarra, Patrizia Oliva agli electronics e alla voce, Silvia Kastel al synth e Stefano Giust alla batteria. E con un nome del genere cosa aspettarsi se non un disco avant rock minimale e imploso, ideale se state cercando un modo per sublimare tre mesi di sfasatura psicologica causata dalla crisi economica, dalla manovra non manovra del governo e dulcis in fundo dalla campagna acquisti della Juve. Edito dalla sempre meritoria Setola Di Maiale, "Raw" contiene sette pezzi da incubo, che si reggono in special modo sul synth tremebondo della Kastel (sempre più un caso da studiare) e sul drumming secco e preciso di Giust, che pare suonare delle noci di cocco svuotate. La chitarra di Morgia è qui acida e furiosa, lontana da quell'equilibrio antalgico tra vuoti e pieni che ha caratterizzato i suoi precedenti progetti. Il suono nel complesso si arrotola su un coacervo di destrutturazioni e di improvvisazioni che tuttavia si tengono (in uno stato di instabilità tetragona) all'interno di un flusso magmatico, sviluppato in itinere per aggiustamenti successivi. Unica pecca? Paradossalmente è tutto troppo a posto, nel senso che i ragazzi fanno tutto quello che ci aspetterebbe da un collettivo impro-rock. (Antonio Ciarletta) 6,5/10


nuvNUV - Top Model Super Fashion (Block Starz Music, 2011)

New Ultraviolet Vanish, ovverosia come suonare americani pur essendo al cento per cento italiani. Per facilitare l'identificazione si fanno chiamare con l'acronimo NUV, ed emergono dal sottosuolo con le undici tracce raccolte nell'esordio "Top Model Super Fashion" pubblicato per la Block Starz Music di New Albany, USA. Un muro di suono straripante che trova i propri riferimenti a metà strada fra stoner e post grunge, senza lesinare momenti più introspettivi. Negli Stati Uniti, dove hanno ricevuto diverse recensioni molto positive, vengono sovente classificati come alt punk rock, definizione che trovo decisamente riduttiva. I ragazzi sanno far suonare le proprie chitarre elettriche, vedi le belle prestazioni di "The Virgin" o "Joe Lee Comfort", arrivando persino a lambire sentieri noise nell'iniziale "Lucha Libre". Altrove la situazione si fa più orecchiabile, con l'egregia "Nobel", l'indie pop "My Girlfriend" e l'acustica "Cupido's Death" che potrebbero trasformarsi tranquillamente in clamorose mainstream hit. "Sir Leonard Gun" riesce nel non facile intento di miscelare Queens Of The Stone Age, Foo Fighters ed Alice In Chains, "-30°C" è puro Offspring sound, "Jennifer" è densa di chitarroni 70's style, "Ultraviolence" e "The Prestige" chiudono il lotto riproponendo il duplice volta della band. "Top Model Super Fashion" è un disco senz'altro derivativo, ma che si dimostra compatto e coeso, con un suono ben curato ed un songwriting di spessore. Sono milanesi questi NUV, ma sfido chiunque a dirlo. (Claudio Lancia) 6,5/10


magliocchiMARCELLO MAGLIOCCHI - Music For Sounding Sculptures - In Twenty-Three Movements (2011 Ultramarine)

Ultramarine ancora attivissima con questa interessante cassettina di Marcello Magliocchi, compositore, batterista e percussionista barese attivo sin dagli anni Settanta nel giro jazz e impro. Basti pensare che nel corso della sua carriera ha suonato e collaborato con artisti del calibro di Lenoci, Ottaviano, Mal Waldron e Steve Lacy. Registrato nell'ottobre del 2010, "Music for Sounding Sculptures" contiene ben 23 movimenti di musica oscura è stratificata. Vengono in mente la AMM e i gamelan indonesiani, l'africa, la sound art e l'improvvisazione più intensamente poliritmica. Ne viene fuori un suono indefinibile, profondo e caldo, capace di dischiudere ad ogni nota un mondo di sensazioni contrastanti. (Antonio Ciarletta) 6,5/10


dreamweaponDREAM WEAPON RITUAL - Another View (2011, Magick With Tears)

Tramite l'album "A Rainbow In My Mirror", Simon Balestrazzi è già stato affrontato e sviscerato in questa webzine. Ritorna ora, attraverso l'uscita del disco intitolato "Another View", con uno dei tanti progetti, ossia Dream Weapon Ritual; dove è presente anche Monica Serra, sua partner anche nei Tomografia Assiale Computerizzata. Questo breve lavoro, solo ventuno minuti e racchiusi in due tracce (Unending Green Waves, Big Hungry Birds), è la quarta release della splendida collana offerta dalla Magick With Tears. Muovendosi su tessiture al limite dello psych-folk, "Another View" crea, attraverso affascinanti giochi di manipolazioni elettroniche e svariati field recordings, uno scenario allucinante e malato, e al tempo stesso un'atmosfera eterea ed evanescente; dovuto anche ai meravigliosi ed estranianti vocalizzi di Monica Serra. Il tutto poi assume connotati simili ad un canto, triste, di rivolta e disperazione; questa è la sensazione che si percepisce dopo un primo ascolto. Poniamo quindi una domanda: che cosa hanno in comune gli armoniosi suoni e canti d'uccelli percepibili nelle due tracce con i disegni di volatili all'interno dell'artwork e nel cd? Azzardando una fantasiosa e forse improbabile teoria, "Another View" potrebbe essere stato pensato e creato come un concept album; tema principale una sorta di ribellione del mondo animale, gli uccelli in questo caso, e perché no della natura stessa; giocando anche sul doppio significato delle parole inglesi hungry e angry presenti nella frase all'interno del cartonato booklet, ossia: "Let's feed the hungry birds! Let's feed the angry birds!".La brevissima durata del disco, che è l'unica pecca riscontrabile, fa di "Another View" un discreto lavoro che offre molto spazio alla fantasia. (Massimiliano Mercurio) 6/10


uscita_26USCITA 26 - Maschere e Rumore (2011, Autoprodotto)

C'era una volta, vi parlo di metà anni '90, una giovanissima rock band di Latina, il nome era Energy, canzoni eclettiche dallo sviluppo mai scontato, per un certo periodo vi fece parte anche il sottoscritto. Di loro resta qualche demo impolverato nel fondo di un cassetto e l'affermazione alle selezioni locali per Sanremo Giovani. Di quel quartetto qualcuno si è messo a fare lo scribacchino, qualcuno ha cambiato strada, un paio invece continuano a crederci, e dopo l'esperienza con i Dogma, ecco che Paolo Bianchini (voce e chitarra) ed Alessandro Cilea (batteria), insieme a Fabio Balzarani (chitarra) e Lorenzo Magnarelli (basso, ex Bad Sinners), nel 2005 decidono di formare gli Uscita 26. Dopo anni di gavetta trascorsi in provincia, arriva finalmente l'esordio discografico: otto tracce di sano rock italiano che vede il principale termine di paragone in qualcosa che si trova dalle parti dei migliori Negrita. Riff efficaci, testi non banali, soluzioni orecchiabili, grande carica live, e soprattutto almeno un paio di tracce meritevoli di grande attenzione: "Sarò rumore" e "Non lasciarmi qui", senz'altro la migliore del lotto. "Maschere e rumore" è un'istantanea che cattura i primi passi, peraltro già pienamente maturi, di una formazione che avrà molto altro da dire in futuro. (Claudio Lancia) 6/10


franksparaFRANKSPARA - Il Dottor Crepapelle e l'albero che cammina (2011, Reincanto)

Terzo album per questo progetto dalla lineup in continuo mutamento e che ha come cardine la figura del bolognese Francesco Viani. Questi dieci brani cercano di esplorare il più possibile la vasta area all'interno della quale è possibile utilizzare la definizione di "cantautorato pop". I comuni denominatori delle melodie sempre in primo piano e di brani che aderiscono alla forma canzone classica si applica ora ad episodi ora scanzonati e dal suono solare e fuori dalle righe, ora energici e con una buona dose di adrenalina, ora delicatamente introspettivi. Il lavoro è indubbiamente ben costruito: c'è una buona varietà tra un brano e l'altro ed anche quelli appartenenti alla stessa tipologia hanno ognuno qualcosa che li distingue dagli altri, gli arrangiamenti sono sempre indovinati ed i testi interessanti e mai banali. Il limite del lavoro è che non riesce ad andare oltre una consolidata solidità d'insieme, nel senso che non c'è alcun momento che colpisca in modo particolare per quanto riguarda le idee mostrate o che porti l'ascoltatore a vivere le storie raccontate e le sensazioni espresse. Insomma, mancano il mordente, l'incisività e l'efficacia necessari, che non significa che questi pregi siano del tutto assenti, ma che il loro livello riscontrabile in questo lavoro non basta per colpire pienamente nel segno. Poco male: una base affidabile c'è ed è quindi lecito supporre che Viani possa riuscire da un momento all'altro ad alzare l'asticella di quel tanto che basta affinché la sua proposta musicale tocchi le corde giuste. (Stefano Bartolotta) 6/10


motelMOTEL 20099 - Mono (2011, Tomobiki)

Sesto San Giovanni, la Stalingrado d'Italia che si sgretola pian piano, come la vecchia Milano industriale. Una suburbia, una società che aspetta solo di essere interpretata; senza bisogno di improvvisarsi profeti da blog, ce ne sarebbero di cose da dire, solo guardando le schiere di case popolari inframmezzate dai mastodonti arrugginiti delle vecchie acciaierie. Possibile che l'immaginario delle giovani band nostrane si riduca a un'insipida carrellata di cliché "rock", vecchi e ammuffiti quanto le tirate di Celentano? Noia, solitudine, rasoi, non manca neanche la canzone-tributo alla "vittima degli sbirri" ("Federico Aldrovandi"). E il Diavoloooh...! Non è accanimento verso chi ha coraggiosamente scelto l'italiano per esprimersi, ma la sensazione è che, finché le risorse espressive a cui si attinge rimarranno legate a questo pantheon incartapecorito, poco oltre si riuscirà ad andare. Il contenuto strettamente musicale segue purtroppo questa amara realizzazione, una sorta di rivisitazione degli Who, giusto un pochino ri-intonacati per non sfigurare nelle birrerie dei Navigli, dove, alla fine, se si toccano le corde giuste, vale un po' tutto. E non sono certo comparsate come quella di Umberto Palazzo per l'immancabile "riflessione impegnata" ("Quattro Passi"), che ricorda tanto le profonde analisi sociali di Ligabue, a nobilitare questo improvviso squarcio verso il nulla. (Lorenzo Righetto) 3/10

Playlist
LAPINGRA - Salamastra (2011, Aoisland)
SILVIA KASTEL - Love Tape (2011 Ultramarine)
EUPHORICA - In viaggio (2011, autoprodotto)
CARVER - Raw (2011 Setola Di Male)
NUV - Top Model Super Fashion (Block Starz Music, 2011)
MARCELLO MAGLIOCCHI - Music For Sounding Sculptures - In Twenty-Three Movements (2011 Ultramarine)
DREAM WEAPON RITUAL - Another View (Magick With Tears, 2011)
USCITA 26 - Maschere e Rumore (2011, Autoprodotto)
FRANKSPARA - Il Dottor Crepapelle E L'albero Che Cammina (2011, Reincanto)
MOTEL 20099 - Mono (2011, Tomobiki)
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