Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 7

di AA.VV.
krukKRUK - End It (2011, Autoproduzione)

Il quintetto romano dei Kruk, attivo dal 2009, arriva con "End It" al disco d'esordio, registrato tra Roma e Londra. La band condensa nelle sue canzoni una sensibilità art-pop duttile ed evocativa, capace di combinare melodia e slancio psichedelico, attraverso una grana di riferimenti che guardano a Elbow, Doves, Radiohead, Mercury Rev, primissimi Coldplay. La buonissima scrittura e gli arrangiamenti tersi e eleganti nelle movenze danno corpo ad un suono spazioso in cui il pensiero circola libero ed esplora i propri movimenti, come ben dimostrano "Serenade" o "Feather & Belts". Non sorprende dunque di trovare uno Steve Orchard in postproduzione. Un esordio che speriamo raccolga sino in fondo le attenzioni che merita. (Francesco Giordani 7,5/10)


nothernTHE GREAT NORTHERN X - The Great Northern X (2011, In the Bottle Records / Fooltribe / Upupa)

Come definire un lavoro composto da sette brani? Troppo ampio per essere un Ep e troppo ridotto per finire nella categoria "album", comunque lo si voglia chiamare questo è il debutto dei Great Northern X, quartetto proveniente dala provincia di Padova e nato dalla fusione tra il progetto solista del cantante Marco Degli Esposti e quello degli altri tre componenti che era esclusivamente strumentale. È importante conoscere questi retroscena perché, ascoltando la proposta della band, si coglie sia la vena cantautorale che l'attenzione affinché la parte strumentale non risulti mai un mero accompagnamento alle melodie vocali, caratterizzata com'è da un marcato dinamismo sia chitarristico che ritmico. Lo stile di scrittura e di canto può essere ricondotto ai canoni del folk, ma la suddetta parte strumentale rende i brani dei mid tempo dal suono tanto consistente quanto dilatato e li porta, quindi, ai confini dei territori della psichedelica con reminiscenze post rock. Per esperienza personale, un ascolto distratto o comunque di sottofondo non rende giustizia ad un lavoro che gode di una certa personalità e che sa essere molto coinvolgente se gli si concede la giusta attenzione. (Stefano Bartolotta 7/10)


le_gorilleLE GORILLE - Nautilus (2011, Autoproduzione)

Il trio livornese dei Le Gorille doppia il traguardo del secondo album e con "Nautilus" prosegue brillantemente la propria ricerca. Assemblando frattaglie e materiali sonori di varia provenienza spaziotemporale la band immagina un prog-funk (esclusivamente strumentale, malgrado gli esilaranti titoli) dal passo beffardo e irridente, vagamente zappiano, non lontano dai Calibro 35 e dai contigui The Very Short Shorts, che colpisce per il suo gusto surreale e un po' demodè. In bilico tra capriccio colto e trovarobato jazz per archeologi sottili, "Nautilus" svolge le meraviglie di un fascinoso mercatino delle pulci che sa regalare delizie esotiche di gran conto (la fusion di "Florinda Sunderland", lo sci-fi destrutturato di "Paradisi Indiani", il polizziottesco de "I Sotteranei"). Potrebbero diventare un gruppo di culto. (Francesco Giordani 7/10)


mircantoMIRCANTO - Esercizi Di Statica (2011, ViVeriVive)

Secondo album per questo progetto bergamasco, originariamente un duo composto da Daniele Nava e Thomas Foiadelli, ora divenuto trio con l'aggiunta di Nicola Agazzi. "Esercizi Di Statica" prosegue la, per fortuna, florida tradizione delle proposte musicali che mostrano quanto si possa dire anche con un suono essenziale e scarno, sia dal punto di vista strettamente musicale che, di conseguenza, da quello emotivo. Questi nove brani sono imperniati sul binomio voce - chitarra acustica, con la presenza di pianoforte e percussioni che è saltuaria ma comunque non rara ed altri strumenti ad intervenire più sporadicamente; le soluzioni a livello sia compositivo che di arrangiamenti sono comunque moltissime e non c'è mai un momento che si sia già sentito all'interno dell'album. Il bello di tutta questa attenzione e di questa fantasia è il riuscire a rendere estremamente concreto un lato emotivo basato su una sorta di decadentismo dimesso applicato alla quotidianità. Il rischio di dischi così congegnati, infatti, è sempre quello di risultare troppo intellettuali (o intellettualoidi) e pertanto fini a se stessi, invece i Mircanto ci propongono una serie di spaccati di vita reale e di introspezioni nei quali tutti, prima o poi, ci siamo trovati. Una prova, quindi, che ha tutto per lasciarsi apprezzare da molti appassionati e anche già dal primo ascolto. (Stefano Bartolotta 7/10)


allbornALLBORN - New Rock Generation (2011, Vrec)

I veronesi Allborn nel loro debutto "New Rock Revolution" allineano nove brani intrisi di devozione per il blues-rock a cavallo tra anni Sessanta e Settanta (non a caso si ritrova la cover di "Love Me Two Times" dei Doors), con punte di heavy-metal più acuminato che vanno a ispessire la scorza di alcuni brani (è il caso soprattutto di "Nightmare" o della sabbathiana "Rock'n'love"). Tra i pezzi più riusciti citiamo la ballata "Coma", in duetto con Stefania Parks delle Cherry Lips. (Francesco Giordani 6,5/10)


mu_01MU - Uomini contro dinosauri (2011, autoprodotto)

Chitarre nervose spianano la strada verso sentieri alt rock, ritmiche serrate non celano evidenti istinti a cavallo fra post grunge, stoner e crossover, il risultato è una sorta di mash up fra Alice In Chains e Deftones. Questo è "Uomini contro dinosauri", il riuscito e convincente esordio dei torinesi Mu, un organismo vivente (così si definiscono sul proprio sito web) composto da quattro cellule fondamentali: Matteo Visconti (microfono e chitarre), Simone Cantino (chitarre), Stefano Mondino (batteria) ed Alessandro Sena (basso). Le strutture musicali a volte richiamano complessità ai confini col prog metal ("Lo squalo"), senza mai eccedere in eccessive cervelloticità, sempre potenzialmente dietro l'angolo quando ci si trova al cospetto di un concept album. I Mu nell'arco di queste dieci tracce narrano l'eterna sfida fra rettili e mammiferi, riuscita allegoria delle mille sfide che affrontiamo nella nostra vita, in un autoprodotto che suona dannatamente bene. "Uomini contro dinosauri" mostra un'invidiabile compattezza, un mosaico nel quale ogni tassello risulta assolutamente fondamentale nella costruzione dell'insieme, con un muro di suono che si abbatte sull'ascoltatore già dai primi accordi di "Paleozoon". Non si disdegnano aperture melodiche, anche all'interno delle tracce più aggressive ("Omicida seriale"). Le armi vengono parzialmente deposte soltanto in corrispondenza della conclusiva "Ho sognato l'apocalisse". Un'altra straordinaria testimonianza sull'elevatissima qualità dell'underground rock italico. (Claudio Lancia 6,5/10)


cherry_lipsCHERRY LIPS - Blow It Away (2011, Vrec)

Dopo un album omonimo pubblicato nel 2008, le Cherry Lips tornano con un secondo lavoro prodotto da Marco Del Lago. Il quartetto italo-inglese realizza un disco di classico rock'n'roll, basico e lineare, molto diretto, che guarda tanto al melodismo robusto dei Foo Fighters quanto ai riff più duri di certo hard-rock plasticamente atteggiato (vengono quasi in mente delle Runnaways rilette dai Darkness). Il brano "Spit It Out" porta la firma di Chris Laney, rocker di Svezia, paese nel quale la band gode di un apprezzabile seguito. (Francesco Giordani 6,5/10)


dyskinesiaDYSKINESIA - Dalla Nascita (2011, Frohike Records)

Ufficialmente ancora l'album non è sul mercato, infatti, "Dalla Nascita", l'ultimissimo lavoro dei Dyskinesia, band già affrontata nello speciale "Dieci Piccoli Italiani n° 3", è scaricabile gratuitamente dal sito web dell'etichetta che lo pubblicherà: la Frohike Records. Il marchio di fabbrica dei Dyskinesia è sempre lo stesso: corposo post rock. Sette tracce formano questo disco, caratterizzato da chitarre e batterie sempre energiche e viscerali ma chiaramente più morbide rispetto all'album "Omonimo", che probabilmente resta, per ora, il loro miglior lavoro. In alcuni brani si riescono a percepire addirittura reminescenze shoegaze, conferendo così una lieve sfumatura sognante ed eterea. Non mancano megatoni d'energia che si sprigionano in alcuni passaggi ("Traccia 3"), rendendo l'esplosione del vulcano Krakatoa una cosa da poco; mentre la title track ("Dalla Nascita"), invece, si distingue per angoscianti e pesanti atmosfere quasi droniche. Questo disco sembra essere più riflessivo e meno rabbioso; infatti, riffoni - vedi brani come "Ipogeo" nello split assieme ai Corpoparassita - che scrostano le tinteggiature delle pareti delle stanze purificando nel contempo l'aria circostante, sono quasi assenti, così come certe sonorità metal riscontrabili nell'album omonimo. "Dalla Nascita" vedrà la luce solo quando i costi di produzione saranno completati. Ciò avverrà facendo una piccola donazione di solo dieci euro; dopodiché il digipack cd sarà pronto per essere spedito, con all'interno, fra i credits del booklet, le generalità delle persone che hanno contribuito alla causa. (Massimiliano Mercurio 6,5/10)


tommiTOMMI - Always (2011, Prosdocimi Records)

Tommi è un songwriter veneto che con "Always" firma il proprio secondo lavoro discografico, un album in bilico fra american rock, ballads luminose e melodie struggenti. Il mare ed il cielo azzurro ritratti in copertina sono sintomatici del bisogno di spazialità richiamato da dieci tracce caratterizzate da un sound pieno e corposo, in lieve controtendenza rispetto al malinconico intimismo di "This Is How I Feel", risalente al 2006. La voce di Tommi (al secolo Tommaso Varisco) ricorda in maniera impressionante Peter Gabriel, pur andando a ricercare vie meno sperimentali rispetto al cantante di Bath. Si resta piuttosto sul sentiero di un cantautorato maturo, classicamente inteso, evitando di assumersi troppi rischi. Va segnalata almeno "When It Comes To Snow", la traccia più convincente di "Always", che ospita il backing vocals di Mike 3rd, il quale si è occupato anche della produzione e di tutte le chitarre presenti nell'album. Gli interventi al sax curati da Sergio Campagnolo (esemplari in "Side By Side") rendono spesso l'atmosfera straordinariamente elegante, eleganza confermata nelle due languide ballad che chiudono il disco e negli intarsi chitarristici della strumentale "Elisa". Completano la line up Alessandro Arcuri al basso, Giulio Campagnolo alle tastiere, Alberto Sacco alla batteria (con l'eccezione di "In My Heart", dove dietro ai tamburi siede Antonio Ceroni). Il mastering è stato affidato a Ronan Chris Murphy, già in cabina di regia per King Crimson, Tony Levin e Steve Morse. Occhio alla ghost track con i suoni della natura che fanno da cornice ad un gioiellino di songwriting adulto affrontato in maniera volutamente spoglia, con voce, chitarra acustica e niente altro. Tutto precisino e misurato, e forse sin troppo prodotto; confidiamo per il futuro su scelte un pochino più ardite e meno rassicuranti. (Claudio Lancia 5,5/10)


vignolaSIMONE VIGNOLA - Going Back To The Next Level
(2011, Black Cavia)

Album d'esordio per Simone Vignola, che ha scritto, arrangiato e prodotto il disco, suonando quasi tutti gli strumenti. E non soddisfatto ha persino creato un'etichetta discografica ad hoc per pubblicarlo: Black Cavia. Una sorta di piccolo Prince di casa nostra? "Going Back To The Next Level" è un lavoro pop easy, ballabile e canticchiabile, con buone idee, in grado di concretizzare parecchie sfaccettature della moderna musica elettronica. Certo, non aspettatevi l'electro a 360 gradi dei Modeselektor o le migliori derive del versante più sperimentale della scena dubstep, ma Simone si sta ritagliando uno spazio interessante. E' considerato un ottimo bassista (e sul disco lo fa sentire un po' ovunque) ed ha avuto la ghiotta opportunità di aprire alcune date del tour italiano dei Level 42 (a proposito di bassisti). Inoltre "Going Back" sarà pubblicato in territorio asiatico grazie alla realizzazione di una "Japan Edition" voluta dalla major King Records. Vignola gioca molto con loop ed effetti, a cominciare dall'incipit di "Chemical Body", che posta in apertura dà il mood all'intero lavoro. Più avanti cavalca atmosfere alla Air ("Still Life") ed alla Daft Punk ("Waiting"), si lancia in ipotesi di bachate tecnologiche ("Love Song"), propone mid tempo eleganti ("Time Is Flying Again"), torna repentinamente sul dancefloor ("FAQ", "I Just Don't Wanna Miss You"), crea un contenitore poliedrico e raffinato, anche se un tantino ripetitivo in alcune soluzioni proposte. Grazie a "Going Back To The Next Level" oggi in tanti stanno conoscendo ed apprezzando Simone Vignola, in futuro sarà più facile stringere quelle collaborazioni utili a sviluppare un progetto strutturalmente più ardito ed originale, forte di un respiro ancor più internazionale. (Claudio Lancia 5,5/10)
Playlist
KRUK - End It
THE GREAT NORTHERN X - The Great Northern X
LE GORILLE - Nautilus
MIRCANTO - Esercizi Di Statica
ALLBORN - New Rock Generation
MU - Uomini contro dinosauri
CHERRY LIPS - Blow It Away
DYSKINESIA - Dalla Nascita
TOMMI - Always
SIMONE VIGNOLA - Going Back To The Next Level
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