Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 10

di AA.VV.
gallaraGALLARA - Delirio In Hi-Fi (2012, autoproduzione)

Con il loro nuovo album autoprodotto (il quinto in dodici anni di attività) i grossetani Gallara continuano un'esuberante ricerca, sempre nel solco portato a suo tempo al successo dai Calibro 35. Strumentisti dal passo agile e fantasioso, i toscani confezionano una raccolta di undici temi cinematici gioiosamente divaganti di pellicola in pellicola. Non solo di meraviglia polizziottesca vive infatti la loro musica ma di citazioni disparate che tradiscono un gusto eclettico e grande flessibilità esecutiva: dal prog-funk di prammatica ("Sleazy Criminal") si arriva infatti ad equivoci orientaleggianti ("Bollywood Dancing"), transitando per i sambodromi di "Astor" (da brivido) e balere balcaniche degne di un Kusturica elegiaco (il valzer amaro di "Chara & Juro"). Un trottolino godibilissimo di visioni e reminiscenze dal gusto vago (Francesco Giordani 7/10)


fraulein_aliceFRAULEIN ALICE - I Love You Lucilia (2012, Seahorse)

Fraulein Alice è un progetto composto da Livio Lombardo (chitarre e voci), Andrea Curcuraci (chitarre), Filippo Drago (synth), Lorenzo Arcidiacono (basso) e Fabio Esposito (batteria). Arrivano da Catania, una città con un fermento musicale come poche altre in Italia, e già questo è garanzia di qualità. Dentro "I Love You Lucilia" c'è almeno una traccia clamorosa, si intitola "Videochrome Monochrome": mettetela nel player, ve ne innamorerete, soprattutto se siete rimasti affezionati a certe sonorità wave, dove le chitarre emergono da un magma centrifugo. Ma anche "All Ways" sfiora l'eccellenza nell'album d'esordio dei Fraulein Alice, dedicato a Lucilia, la mosca verde della morte, difatti le larve sono essere necrofagi. Sul contrasto fra amore e morte è stata costruita l'impalcatura delle dieci tracce rock / wave che compongono un lavoro in grado di richiamare l'attenzione sin dal primo ascolto. Rabbia e malinconia si rincorrono sotto la sapiente regia di Paolo Messere, il quale ha curato tutti gli aspetti tecnici dietro la consolle vago (Claudio Lancia 6,5/10)


circofantasma.CIRCO FANTASMA - Playing With The Ghost (2012, Antistar)

Il trio lombardo Circo Fantasma torna con un quinto lavoro che è soprattutto un atto d'amore alla mitologia più antica e profonda del rock'n'roll americano. Dopo i tributi a Nick Drake e Gun Club e le numerose (e illustri) collaborazioni, "Playing With The Ghost" restituisce tutta la propria magia grazie a tredici canzoni in bilico tra folk, garage-rock e blues, divise tra cover e inediti. Spicca soprattutto la presenza (e sono davvero le ultime cose scritte dal maestro prima di morire) del leggendario Nikki Sudden, che cofirma assieme alla band "Port Of Sandwell" e "When The Pope Goes Back To Avignon". Lo stesso Sudden viene poi omaggiato anche in sede di cover, al pari di Eisturzende Neubaten, Birthday Party, These Immortal Souls e Gun Club. Tra gli altri collaboratori si segnalano anche Amaury Cambuzat alla tastiere e Jeremy S. Gluck dei Barracudas ai cori (entrambi nella bella "The Road Of Broken Dreams"). I risultati non deludono affatto le aspettative (Francesco Giordani 6,5/10)


finalsoluGERMANOTTA YOUTH - The Final Solution 7"(2012, Bloody Sound Fucktoryet al)

Massimo Pupillo, finita l'esperienza capitale al basso con gli Zu, si butta nel progetto Germanotta Youth per il seguito del disco d'esordio "The Harvesting Of Soul" (Wallace, 2011), "The Final Solution". Il loro breakcore si esprime in modo quasi didattico: death-metal e hardcore con tutte le carte in regola, ma con synth e sampler presi dalla pista da ballo in luogo della chitarra distorta. Già "Theriantropon" ha momenti rocamboleschi di furia surreale, e "Goodnight Manking" ha momenti di virtuosismo kamikaze e polifonia putrescente. In "Demons In The Limbic Brain" il synth gioca a fare il sax in una versione manicomiale degli Universal Congress, con brevissimi stop and go e pause creative. Regna uno spirito tutto Mike Patton-iano, o almeno quello più egocentrico e visionario di certi Fantomas, specie nella vera mitraglia basso-batteria di "The Succubs". Esperienza catalettica di bombardamento di distorsione, rasoiate ipertrofiche di ritmo, bordate grottesche, in un mini che ha la sintesi che nel disco lungo si perdeva per strada. Germanotta Youth, nel nome, sta a Lady Gaga come Ciccone Youth stava a Madonna. Batteria di Andrea Basili, elettronica del Dj sperimentale Fabio Recchia (nome di battaglia: Reeks). Co-produzione con Wallace, OffSet e Sangue Dischi. (Michele Saran 6,5/10)


holalapoyanaHOLA LA POYANA! - Lazy Music For Dry Skins (2012, autoproduzione)

Un Bob Log III senza casco attende chi mappa la Sardegna cantautorale, impersonato da Raffaele Badas nei panni di Hola La Poyana!. Vibrazioni acustiche pregne di metallico ardore mettono a fuoco l'intensità live di questo Ep di esordio per il musicista sardo, in realtà non distante da un'emozionalità quasi grunge ("Demons In My Eyes"). È proprio questo che allontana il Nostro dall'esibizionismo tecnico fine a sé stesso e dalla pedissequa aderenza ai canoni che a volte si riscontra in altri interpreti del genere (vedi spesso Charlie Parr, ad esempio). Irriverenti diatribe di pupi e marionette ("Arguments"), pensosi racconti intorno al falò ("What Else", ancora dai sentori grunge) costituiscono poi una buona tavolozza per rappresentare più completamente il futuro del progetto, per il quale si richiede però più coraggio (Lorenzo Righetto 6,5/10)


scippaROBERTO SCIPPA - Vagando dentro (2012, autoproduzione)

Roberto Scippa è un cantautore romano che giunge al sospirato esordio dopo anni di gavetta e dopo aver superato la soglia dei trent'anni. Con grazia, discrezione e la necessaria maturità racconta piccole storie, accompagnandosi con la propria chitarra acustica e poco altro: un pianoforte, un basso, un violino, soffici percussioni, un'armonica, i cori di Giada Arcangeli in un paio di tracce. Un Daniele Silvestri più soft, nel quale la direzione cantautorale è sposata con immagini folkye di derivazione americana, aromi colti dai grandi unplugged degli anni '90 e persino vaghe reminescenze irish. Non solo sguardi introspettivi (come il titolo lascia presagire), ma anche una vista sul sociale con i problemi del lavoro e tutte le disillusioni che stanno caratterizzando la nostra epoca. Roberto non strilla, non cerca il colpo a sensazione, ma cuce con pazienza un lavoro artigianale, sussurrando verità che colpiscono ed associando una buona scrittura a tappeti acustici dai quali emerge anche un'eccellente tecnica chitarristica. "Il Mio Corpo Di Cristallo", "La Testa Che Gira A Vuoto" e "Lo Spettacolo Del Nulla" si impongono come alcune fra le tracce più riuscite. Chiaro che alla lunga "Vagando dentro" si dimostri musicalmente un po' ripetitivo, e a tratti un po' troppo slow, ma è l'unica controindicazione che ci sentiamo di avanzare nei confronti di un lavoro comunque assolutamente riuscito, consigliabile in particolare agli amanti della migliore scuola cantautorale di casa nostra (Claudio Lancia 6/10)


lorL'OR - Rabbia E Sole (2012, One E Music/ Emi)

I veronesi L'Or arrivano con "Rabbia E Sole" alla quarta pubblicazione, dopo l'esordio "Intimo Pensiero" (in due parti, nel 2008) e l'ep del 2010 "Primo Piano". Il lavoro, prodotto da Gianni Errera e mixato da Steve Lyon (Depeche Mode, The Cure, Subsonica), propone dieci nuove canzoni dal piglio rock deciso e romantico, nel complesso ben scritte e arrangiate, in scia a produzioni italiane come Velvet, Le Strisce o Il Nucleo (di cui viene ripresa "Meccanismi"). Spiccano "Rapporto- Stabile", "Febbre al Silicone" (in odore di Litfiba) e soprattutto "Buonanotte Mimì", dedicata a Mia Martini. Per amanti del rock italiano più classico (Francesco Giordani 6/10)


digitDIGIT - Digit (2012, SKPMZ)
Rock ed elettronica, fra Placebo e Subsonica, per il promettente EP d'esordio del quartetto ferrarese composto da Luca Rizzo (voce e synth), Tommaso Stabellini (chitarre), Michelangelo Gandini (basso) ed Alessandro Grossi (batteria). Le sei tracce sono cantate in italiano con un pizzico di inglese che dà quel tocco di piacevole internazionalità. I racconti circensi de "Il circo C'est la Vie" rappresentano il primo singolo estratto, e soltanto la punta dell'iceberg di un lavoro godibile e ricco di sfumature. I Digit non inventano nulla, ma assorbono come spugne importanti spunti di derivazione indie pop, in particolare da formazioni inglesi quali Kaiser Chiefs o Late Of The Pier, per generare tracce che sostanzialmente inducono a farsi programmare nei migliori dj set alternativi. Ma la band di Samuel e Boosta resta senz'altro il punto di riferimento più evidente. Gustiamo questi spiragli ed attendiamoli al traguardo del primo album, sperando di imbatterci in piacevoli conferme (Claudio Lancia 6/10)


churchilloutfitTHE CHURCHILL OUTFIT - The Churchill Outfit (2012, Dada)
Ventenni bresciani, i Churchill Outfit vengono dall'Ep "In Dark Times", e proseguono con la Dada nella produzione di questo debutto su Lp omonimo. Superate le scarse doti vocali e di pronuncia (quest'ultima veramente sotto la soglia dell'accettabile) del frontman Manuel Bonetti, si può accedere comodamente al buon revivalismo psichedelico e progressivo della band, in diretto contatto coi Black Mountain, come dimostrano le vivaci reinterpretazioni country-prog di "Scarlet Green" e "Faceless". Vivacità che permette di tenere l'ascoltatore sopra la soglia dell'attenzione, grazie a un sound e ad arrangiamenti ben calibrati, che non suonano mai barocchi nè antiquati. Aldilà delle buonissime prove dei musicisti, si ha però l'impressione che, sotto il profilo della scrittura, si potrebbe fare di più (Lorenzo Righetto 5,5/10)


freddocane2012FREDDOCANE - Freddocane (2012, autoproduzione)
E' una sintesi del rock duro degli anni Novanta quella proposta dai Freddocane. Terzetto attivo da ormai tre anni nell'underground bergamasco, arriva all'esordio sulla lunga distanza con questo album omonimo. Uno stile nervoso, violento ma con spazio per l'intimità più tenera (vedi le pearljamiane "Neve" e "Nebbia") quello del trio chitarra-basso-batteria, che, al di là delle dichiarazioni sperimentaliste della nota di presentazione, in realtà poco si spinge oltre un neanche troppo spinto taglia e cuci dell'hard rock dei bei tempi che furono. Qualche sconfinamento nel funky ("Retrokiller", "Realcool", "Distopia"), qualche sospensione psych ("Stanco") ma il disco non decolla. Non basta un'ipnotica versione dal gusto noise di "Walk On The Wild Side" di Lou Reed, decisamente il brano più interessante del lotto, a risollevare le sorti di un album che non aggiunge granché a quanto espresso dal rock negli scorsi decenni. Tanta potenza, buoni spunti qua e là, ma neanche dopo un ascolto ripetuto il disco riesce a catturare. "E' come quando ti svegli dopo una sbronza e fuori nevica", suggeriscono i nostri sul retro del disco. Una metafora davvero azzeccata. In ogni modo vogliate declinarla (Marco Pagliariccio 5,5/10)
Playlist

GALLARA - Delirio In Hi-Fi (2012, autoproduzione)
FRAULEIN ALICE - I Love You Lucilia (2012, Seahorse)
CIRCO FANTASMA - Playing With The Ghost (2012, Antistar)
GERMANOTTA YOUTH - The Final Solution 7" (2012, Bloody Sound Fucktoryet al)
HOLA LA POYANA! - Lazy Music For Dry Skins (2012, autoproduzione)
ROBERTO SCIPPA - Vagando dentro (2012, autoproduzione)
L'OR - Rabbia E Sole (2012, One E Music/ Emi)
DIGIT - Digit (2012, SKPMZ)
THE CHURCHILL OUTFIT - The Churchill Outfit (2012, Dada)
FREDDOCANE - Freddocane (2012, autoproduzione)

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