Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 28

di AA.VV.
edoardocremonese_01EDOARDO CREMONESE - Siamo Il Remix Dei Nostri Genitori (2013, Libellula / Dischi Soviet Studio)
cantautorato

Padovano di nascita, da qualche anno di stanza a Milano, Edoardo Cremonese giunge con “Siamo Il Remix Dei Nostri Genitori” al secondo album autografo. Dieci canzoni di cantautorato pop fresco ed estroverso, contraddistinte da testi che ben descrivono scenette tra il grottesco e il post-adolescenziale. Brani contagiosi come “Gravidanze”, “Samuele” e “Bagaglino” sanno cogliere il segno fin dal primo ascolto, e non ci stupiremmo certo se presto dovessimo sentirle passare alla radio. Registrato in una lavanderia di una mansarda milanese, “Siamo Il Remix Dei Nostri Genitori” ospita i featuring di Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Alberto Pernazza (Ex Otago) e Nicolò Carnesi. La copertina raffigura Edoardo Cremonese così come lo vede il pittore Carlo Alberto Rastelli (Fabio Guastalla 6.5/10)


seashell_01AA.VV. – Pluviôse (2013, Seashell)
psych-neo-folk, post-rock,

Interessante esordio (seppur non strettamente circoscritto ai confini nazionali, e per fortuna) su cassetta per l’etichetta di Claudio Cataldi, specializzata, sulle orme del suo fondatore, nelle varie accezioni del folk psichedelico, da quelle più oscure del neo-folk (“Praying For You” degli australiani In Every Dream A Nightmare Waits) alle più alate impressioni cameristiche di “Sign” del polacco Coldair (la migliore delle nove qui presentate), fino alle inflessioni new wave di “Brighton” dei Teclo. Una compilation di buon livello, con appunto più di qualche artista promettente, da coltivare per bene – alla prossima cassetta, allora (Lorenzo Righetto 6,5/10)


visionofjohannaVISION OF JOHANNA - Lococulisti O Maglione (2013, Toten Schwan / Inconsapevole)
pop, alt-rock

I Vision of Johanna nascono nel 2011 a Livorno e, dopo alcuni cambi nella line-up, sono oggi composti da Cristiano Sbolci Tortoli (voce, chitarre, piano), Filippo Infante (mellotron, synth, organo, voci, percussioni), Leonardo Nesi (batteria, cori) e Francesco Spera (basso, voce). Registrato al White Rabbit Hole Studio di Volterra da Nicola Baronti, mixato e masterizzato a Livorno da Antonio Castiello, “Lococulisti O Maglione” è l'esordio assoluto del quartetto, pubblicato dalla spezzina Toten Schwan e dalla livornese Inconsapevole. Undici canzoni in italiano, tra pop e grunge, quadretti introspettivi che raccontano, partendo da piccoli spaccati di quotidianità, questa epoca di crisi. Piacciono lo psych-blues di “Fermi C'è William!”, l'alt-rock di “Cipria”, l'elegante ballata “Scimmie”. Un esordio interessante, e incoraggiante (Fabio Guastalla 6,5/10)


visionidicodyVISIONI DI CODY – Appennino Libero (2013, autoprodotto)
alt-rock

Abbiamo già incontrato le Visioni di Cody in occasione del precedente “Gritole”, e non mancammo di tesserne le lodi. È passato appena un anno e mezzo ed il quartetto torna con un nuovo Ep altrettanto convincente, in grado di sottolineare ulteriormente la costante crescita della band. Lasciate da parte le tenerezze, i ragazzi puntano dritti verso distorsioni più spinte, ed in questo lavoro condensano in sei tracce tutto ciò che hanno da dire riguardo la crisi dell’informazione (“Il manifesto”) e la mancanza di ideali nell’era di Internet (“eran partiti per la guerra / si son fermati al bar a bere” da “Ri-t-orneranno”). Storie barricadere in diretta dall’Appennino Tosco-Romagnolo, raccontate con lucidità da Enrico Bellini (che oltre a cantare suona basso e microkorg) con le chitarre di Matteo Cavallini ed Enrico Mancini, e la batteria di Leonardo Forcelli. Piacevolmente irriverenti e profondamente ironici, producono un gradevole alt-rock a metà strada fra vizi cantautorali ed energia punk, perfetto per fungere da contenitore all’analisi degli amari risvolti che caratterizzano la nostra contemporaneità. Fra l’assurda pretesa di costruirsi una dignità attraverso il lavoro (“sul tuo cartone non c’è scritto Lehman Brothers / ma in mutande ci sei anche te” da “Tanto ti riassumono”) e le false vie d’uscita che lasciano soltanto un grande peso dentro (“Certo / la droga li salverà” da “Cane cammina con me”) (Claudio Lancia 6,5/10)


psychokinder_01PSYCHO KINDER - L’Incomunicabile/L’Estasi (Fabriziotesta Produzioni, 2013)
new wave

Il seguito del convincente Ep “Democratiche Ipocrisie” di debutto del trio degli Psycho Kinder è il singolo “L’Incomunicabile/L’Estasi”. “L’Incomunicabile” è un punk-funk robotico che fa detonare una distorsione ribollente, un’arcana predica alla CCCP e un’ondulazione di simil-violoncello. Il lato B “L’Estasi” rallenta fino alla suspense industrial un canto ancor più declamato, ma anche prossimo alle visioni notturne dub dei Massive Attack di “Mezzanine”. Maggiormente amatoriale ma non è un passo indietro nel loro percorso. Allarga e dilata di quel tanto il loro vocabolario, con dosi aggiuntive di psicologismo nero, merito anche del paroliere Camilletti. Ritmi poveri, potente il lavoro quasi virtuosistico di produzione (opera di Michele Caserta, già Drama Emperor) (Michele Saran 6/10)


lushrimbaudzzzLUSH RIMBAUD/ZZZ - Split (2013, FromScratch)
avant-rock

Dopo il loro ultimo parto lungo, “The Sound of the Vanishing Era”, i Lush Rimbaud proseguono la loro discografia con una serie di uscite brevi (soprattutto comparse su compilation) che in qualche modo culminano con uno split con gli olandesi zZz, un gruppo affatto analogo alla sonorità dei nostri. Due i brani per il quartetto anconetano: “A Finger Composition”, jam techno-rock a base di cingolati robotici e ostinati della sezione ritmica, un buon esempio di traduzione dance dei This Heat, e “Freak Dream”, coacervo raga-rock di dispositivi industriali e formule riverberate alla Underworld, su ritmo hard-rock convoluto, che però non detona mai. Secondo split (il primo, all’inizio della loro storia, era con i Suan), e primo capitolo di una nuova collana curata da FromScratch, “V’ll”; di grana dura ma con distinti ammiccamenti new wave, math-rock, industrial. Band in salute. Disponibile in vinile colorato e mp3 (Michele Saran 6/10)


cordepazzeCORDEPAZZE – L’arte Della Fuga (2013, autoprodotto)
alt-rock, songwriting

Vincitori nel 2007 del Premio Fabrizio De Andrè, le Cordepazze esordirono nel 2008 con “I re quieti”, a cui fece seguito la presenza come ospiti del PremioTenco al Teatro Ariston di Sanremo. Fra delicatezze e ruvidità il quartetto si muove tra new-wave, rock, canzone d’autore e qualche spruzzatina di elettronica (“La rivoluzione”, “Gli scienziati americani”), guardando da un lato alla tragicomicità di Enzo Jannacci ed alla teatralità di Giorgio Gaber, e dall’altro alla tradizione alternative di casa nostra. Nelle otto tracce de “L’arte della fuga” ci raccontano di rivoluzioni abortite, futuri svenduti, sogni nel cassetto, amori normali, amori assurdi, preghiere inutili, sottosegretarie sotto i tavolini, e della pelle come confine del mondo. Lasciatevi cullare dalle morbidezze di “Credi a me” e “Quello che vorrei”, ma anche maltrattare dalle asperità di “Ora pro no”. C’è un bel mondo da scoprire fra questi solchi (Claudio Lancia 6/10)


anceANCE - Tradizione Commerciale (2013, autoprodotto)
songwriter

Andrea “Ance” Lovito consolida la band che l’aveva accompagnato nel precedente “Professionisti sul Campo” nel nuovo “Tradizione Commerciale”, a partire dall’introduzione a mo’ di menestrello medievale, poi nella tripartita “A Pancia Piena” (mambo a balera, ska vecchio stile, ballata folk-rock), il cantico folk alla Sergio Endrigo-Gianni Rodari di “Il Dittatore”, e a chiudersi nel motivetto tropicalia con voce pubblicitaria di “Il Tema dei Fatti Quotidiani”, auto-satirico da fare il verso a Elio. Il momento più epico è però il folk rebelde della title track, rallentato nel tempo e intellettuale nei j’accuse, con una conclusione raminga di acustica a fondersi in un trambusto di supermercato, una piccola memoria dell’“Absolutely Free” di Frank Zappa. Risultato di un’ammirevole raccolta fondi diffusa via Internet, è un Ep che attesta il meglio dell’ultimo periodo del cantautore, con eleganza e disinvoltura nel rendere umorali stilemi risaputi, e chiude una trilogia dedicata al lavoro - dopo il settore industriale e quello agrario, è la volta del terziario - e di giochi semantici: qui un umile meta-concept sulla musica di consumo (Michele Saran 6/10)


disorchestraDISORCHESTRA – Umano Disumano (2013, Seahorse)
alt-rock, songwriting

In una recente intervista concessa alla nostra testata, Cristiano Godano ha affermato di non rendersi conto della grande influenza che i Marlene Kuntz continuano ad avere nei confronti delle giovani band italiane, in quanto segue pochissimo la scena emergente di casa nostra. Un vero peccato, perché avrebbe di che sentirsi onorato, visto che a due decenni da “Catartica” sono in molti (sebbene con diverse modalità) ad ispirarsi ancora a quel tipo di atteggiamento. I Disorchestraper molti aspetti sono considerabili fra questi, un trio di Ortona composto da Giulio Marino, Emanuele Ciampichetti e Alessio Palizzi, tre musicisti esperti, attivi da diversi anni nel panorama musicale italiano, che approdano al disco d’esordio. Un album di rock alternativo non mainstream ma mai sopra le righe, dove si ricerca la purezza anche nella complessità, forte di una sensualità avvolgente, anche quando le ritmiche si fanno più serrate. Un disco rock con forti suggestioni cantautorali, dove le chitarre cercano distorsioni oblique senza mai diventare invadenti o pretenziose. Registrato in pochi giorni, “Umano disumano” si arricchisce in “Furata” di una piccola sezione fiati guidata ed arrangiata da Roberto Volpe (Claudio Lancia 6/10)


ilnidoIL NIDO - I piedi della follia (2013, GaidenRecords)
rock trasversale

Il Nido è un progetto abruzzese che ha esordito nel 2012 con l’Ep “Tutto il mondo è palese”.“I piedi della follia”, il primo album ufficiale, è un disco (come anticipa il titolo) folle, spiazzante, a tratti straripante, con trame contorte ed ipercontaminatesulle quali si innestano testi criptici e sarcastici. Parte con un’Ouverture sinfonica ma il titolo è decisamente ironico e sfidante, quasi un controsenso (“L’inutile epicità”), giusto un paio di minuti ed arriva l’esplosione alt-funky di “Lex Intro”, e si continua per dieci tracce che coniugano rock alternativo,jazz, reggae, pop, latin, world e tradizione popolare. “Danza Cutturu” sposa morbide sonorità jazzy con sfuriate rockabilly, “Il parenormale” trita horror, metal, funk, reggae e punk, “Chimichanga” è una ballata dal sapore sixties condita con il liscio della riviera romagnola. Su “Metronotte” c’è la partecipazione del cantante dei Kutso, Matteo Gabbianelli. Le tracce sono intervallate da simpatici siparietti recitati che ritraggono scene di vita quotidiana in taxi, telefonate improbabilie finti programmi radiofonici su emittenti di fantasia. Un vortice, quasi un gigantesco luna-park,pronto a spiazzare continuamente l’ascoltatore rendendosi di difficile catalogazione (Claudio Lancia 6/10)

 

Playlist
EDOARDO CREMONESE - Siamo Il Remix Dei Nostri Genitori (2013, Libellula / Dischi Soviet Studio)
AA.VV. – Pluviôse (2013, Seashell)
VISION OF JOHANNA - Lococulisti O Maglione (2013, Toten Schwan / Inconsapevole)
VISIONI DI CODY – Appennino libero (2013, autoprodotto)
PSYCHO KINDER - L’Incomunicabile/L’Estasi (Fabriziotesta Produzioni, 2013)
LUSH RIMBAUD/ZZZ - Split (2013, FromScratch)
CORDEPAZZE – L’arte della fuga (2013, autoprodotto)
ANCE - Tradizione Commerciale (2013, autoprodotto)
DISORCHESTRA – Umano disumano (2013, Seahorse)
IL  NIDO  - I piedi della follia (2013, GaidenRecords)
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