Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 37

di AA.VV.
thegreatnorthernxTHE GREAT NORTHERN X – Coven (2014, In The Bottle / Fooltribe / Vaggimal / Upupa)
rock

Così come il disco di debutto, trattato in uno dei primi numeri della nostra rubrica, anche questo secondo lavoro dei Great Northern X è composto da sette brani, ma i punti in comune tra i due lavori non sono molti altri. Si riconosce, infatti, lo stile del quartetto veneto, un rock che mescola vena cantautorale, folk e post-rock, ma questi nuovi brani sono più diretti e meno cerebrali. Il lavoro è registrato prevalentemente in presa diretta e si sente, sia per l’essenzialità degli arrangiamenti che per una certa sporcizia del suono; in questi casi, il richio è quello che il risultato risulti troppo semplice e ruvido, dando all’ascoltatore l’effetto “band del liceo”. In questo caso, invece, le scelte della band creano un equilibrio perfetto tra perizia esecutiva e impatto emozionale, inteso sia come genuinità che come forza espressiva. Se il debutto riusciva a farsi apprezzare solo se ascoltato con la giusta attenzione, questo disco ha il potenziale per chiamarla da solo questa attenzione e difficilmente si potrà evitare di esserne colpiti da subito (Stefano Bartolotta 7/10)


ilterzoistanteIL TERZO ISTANTE – Rapporto Allo Specchio Ep (2014, autoproduzione)
rock

Questa band torinese, nata a fine 2011, ha deciso di produrre solo Ep e questo è il loro terzo. I quattro brani sono caratterizzati da uno stile rock melodico in italiano con timbro vocale potente e enfatico. Questo lavoro è interessante grazie alle melodie di buona qualità, alla capacità della voce di risultare espressiva senza apparire pretenziosa e soprattutto alla buona fantasia nella costruzione del suono. Non ci si accontenta mai, infatti, di accompagnare la melodia principale, ma vengono escogitate diverse soluzioni, in termini di saliscendi di intensità e di dinamismo delle linee della chitarra, in modo da valorizzare lo scheletro della canzone in modo mai banale. Un lavoro che convince fin dal primo ascolto per una band che dà la sensazione di avere tante frecce al proprio arco (Stefano Bartolotta 7/10)


ismaelISMAEL – Tre (2014, autoproduzione)
rock d'autore

Il terzo disco dei reggiani Ismael (Sandro Campani, Giulia Manenti, Barbara Morini, Luigi del Villano e Piwy Del Villano) è una raccolta di brani che dispiegano languori rock e cantautorato elettrificato su testi che raccontano storie d'amore con piglio letterario (Campani è anche scrittore). Nonostante non si riscontrino brani in grado di spiccare sugli altri, la formula regge sia quando si punta sull'intensità - “Andiamo” - sia quando si abbandonano le sonorità elettriche in favore di spazi meno densi – come nel caso di “Canzone del cigno”, dagli arrangiamenti stile Paolo Conte. Nel complesso un'opera coesa e senza fronzoli, l'istantanea di una band dal lungo corso che sta ancora cambiando pelle (Fabio Guastalla 6,5/10)


sarocosentinoSARO COSENTINO – Ones And Zeros Reloaded (2014, Ma.Ra.Cash)
rock etereo

“Ones And Zeros” è un progetto che venne inizialmente pubblicato nel 1997 per Dischi del Mulo, e diciassette anni dopo il musicista, compositore e produttore Saro Cosentino decide di dargli una seconda possibilità, ripubblicandolo con l’aggiunta dell’inedito “Real Life”. Cosentino ha alle spalle molte collaborazioni di rilievo, cosa che consente a “Ones And Zeros” di essere un lavoro traboccante di importanti ospiti internazionali, fra i quali meritano di essere citati almeno Peter Hammill (voce nelle egregie “From Far Away” e “Phosphorescent”, già pubblicata anche nel suo “Everyone You Hold” del 1997), Trey Gunn (presente in una delle tante reincarnazioni dei King Crimson, qui all’opera su stick ed elettronica nella lunga strumentale “”9:47 Eastern Time”, contenuta anche nel suo “I’ll Tell You What I Saw”), il bassista dei Simple Minds John Giblin, il chitarrista di Peter Gabriel David Rhodes, il batterista dei Porcupine Tree Gavin Harrison, e molti altri. In tre tracce è presente la bella voce femminile di Karen Eden. Un parterre di primissimo piano che opera con stile e professionalità su una manciata di composizioni di grande qualità, spesso eteree e trasognate, non distanti dalle atmosfere dei Rain Tree Crow. Il tutto realizzato presso gli studi Real World, quelli di Peter Gabriel. Album di questo spessore meritano sempre una seconda opportunità (Claudio Lancia 6,5/10)


vintageviolenceVINTAGE VIOLENCE - Senza Paura Delle Rovine (2014, Maninalto)
alt-rock

I lecchesi Vintage Violence (Nicolò Caldirola, Rocco Arienti, Stefano Gilardi, Roberto Galli, Ben Cefalù) debuttano con il mediocre “Psicodramma”, mal prodotto ed eseguito approssimativamente. “Cinema Ep” (Goodfellas, 2006) migliora sia corpo dei brani sia qualità della confezione; il secondo “Piccoli intrattenimenti musicali” (Popolar, 2011) prosegue deciso con l’andazzo pop, con una giusta dose di ironia e politica storicizzata. “Senza paura delle rovine” propone così nuovi inni ritmicamente marcati e contagiosi (“Primo ostacolo”, “Metereopatia”), ballate psichedeliche (“Vivere in un bilocale”, con una citazione della “Wild Side” di Lou Reed - una dedica alla coeva scomparsa -, e “Abbronzarsi il culo”), con raccordi barocchi ma dalla foga pop-core e intermezzi prog-punk (“Neopaganesimo), ritornelli fratturati (“Finiremo tutti in ospedale”) e persino monologhi concitati alla Ferretti (la title track). Disco di cantautorato emo-core con denunce affilate, memori del miglior Teatro Degli Orrori, sferragliate ad alto ritmo con muraglie di chitarre funk, veicolate da canzoni civili con la ballabilità come effetto secondario (ma non troppo). Numero generoso di brani in flusso continuo, e un tema ricorrente e meta-musicale: la condizione del rock italiano nell’epoca recessiva (Michele Saran 6/10)


bandafratelliBANDA FRATELLI - L’amore È Un Frigo Pieno  (2014, Controrecords)
pop

Provenienti dal successo del primo “Buongiorno disse il metronotte” (2011), la Banda Fratelli ritorna con “L’amore è un frigo pieno”. Mai come prima band e disco rappresentano la musica melodica italiana al suo credibile apice di cantabilità spensierata e agrodolce. Ritratti fiabeschi e amabili come “In bocca al lupo Margherita” hanno il loro contraltare in “Gocce di Chanel”, autoritratto più riflessivo, e poi via via nello ska elettronico di “Nuvole” e nel gospel-swing di “Aspettami alzata”. Allo stesso modo “La rivoluzione sessuale”, serenata da spiaggia, ha il suo contraltare nella dedica amorosa in forma di scaltro garage-pop di “Il piatto forte del menu”. Più che altrove, le impeccabili armonie vocali soul-pop ma tipicamente italiche si esprimono meglio che altro in “Amerò le tue rughe”. Vi piacciono Sergio Caputo e affini? E’ il vaudeville che fa per voi. Tatto, movimento, buon gusto, nessun riempitivo. Bravo Andrea Bertolotti alla voce, assieme a Matteo Bonavia (basso), Carlo Banchio (percussioni), Enrico Gallo (tastiere), ma ci sono pure clarino, ukulele, chitarra, cajon. Confezionato sotto vuoto (Michele Saran 6/10)


vickfridaVICK FRIDA – Thisastro (2014, Frutta Records)
songwriting, elettronica

Abbandonate le sirene della musica dance, i Vick Frida sono oggi una formazione in grado di esprimere una sopraggiunta maturità artistica e stilistica. “Thisastro” è il secondo album della compagine pisana denso di un songwriting che punta in alto, verso certe parabole che sanno di baustellismo e di grande tradizione cantautorale italiana. Resta un substrato elettronico (“Veloci e lenti” sposa abilmente Bluvertigo e Subsonica), ma ora Enrico Fridlevski e soci amano filosofeggiarci sopra, dando vita a dieci tracce compiute e ricche di suggestioni (“Vieni qua” è un gran bell’esempio in tal senso), tutte cantate in italiano. Più pianoforte e synth che chitarre, grande attenzione alle soluzioni melodiche, ed a tratti la ricerca di soluzioni alternative, come nel declamato simil Offlaga Disco Pax di “Andata e ritorno”. Danno una mano ospiti di primissimo ordine: Mario Venuti interviene nell’iniziale “Anche i filosofi”, mentre Mauro Ermanno Giovanardi distilla bellezza in “Precipitato assoluto” (Claudio Lancia 6/10)


focusonthebreathFOCUS ON THE BREATH - The Garden (2014, Cold Tear)
electro, ambient

Il cantante, chitarrista e cantautore dei Margareth, Paolo Brusò, debutta a nome Focus On The Breath con le lunghe, inerti e amatoriali meditazioni chill-out di “The Garden”. L’ampiezza riesce a rendere un senso di stasi pacificante, soprattutto nel primo blocco di brani, compattati in una suite di 17 minuti: “A Gentleman On A Trail”, “The Garden”, “Microcosmos”. L’inizio è d’atmosfera, con una lunga introduzione di suoni d’acqua corrente e suoni elettronici acquatici; lentamente si leva un rovistare di percussioni e un drone lontano. Rintocchi balzano in primo piano rendendo asettica quest’atmosfera, laddove prima era torbidamente naturalista, adornata di un felpato battito ambient-dub e appena screziata d’insetti estivi; poi tutto decresce per dare ampio risalto alla tavolozza di colori e soffi ambientali. Gli altri brani sono più semplici, arrangiati su di una sola idea ripetuta con poche variazioni, e solo gli 8 minuti di “Moonbath” riprendono spessore, con i toni digitali usati come percussioni della foresta e i sovratoni fatti risuonare come stillicidi, rugiade e versi di volatili. Co-prodotto con Mattia Gastaldi, liberamente scaricabile per la statunitense net label Cold Tear. Non troppo sbozzato, indeciso tra didascalia e poesia, un disco lineare e positivo ma con la solennità di un’omelia. A latere è un altro segno delle ambizioni del musicista e del combo di provenienza, colti nella loro ricerca più elettronica e sperimentale (Michele Saran 6/10)


miticigorgiMITICI GORGI - In The Gorgi Show (2014, Millessei Dischi)
pop demenziale

Attivi già da alcuni anni, i toscani Chiara Fantozzi, Federica Camiciola, Piero Cappellini e Francesco Fanciullacci giungono all'esordio con “In the Gorgi show”, pubblicato dall'etichetta casalinga Millessei Dischi. Dal punto di vista musicale, l'album è un'esplosione di melodie electro-pop-rock estroverse e decisamente interessanti. Lo stesso non si può dire delle istrioniche linee vocali, un circo surreale di doppi sensi di bassa lega (“Mungila”), pessimi giochi di parole (“Piazza Cretina”), storielle trash (“Venerdì film – la vera storia del Bisteccone”). Un'opera più divertita che divertente, giocata sull'ostentazione di un'anima fanciullesca e di un istrionismo inutilmente portato all'eccesso (Fabio Guastalla 4,5/10)


mezzafemminaMEZZAFEMMINA - Un Giorno Da Leone (2014, Contro)
songwriter

Mezzafemmina debutta con lo spicciolo canzoniere di “Storie a bassa audience” (2011), un breve albo che ne mette in luce i pregi di cantore di provincia. Il secondo “Un giorno da leone” tenta invece la strada dell’ambizione eclettica. L’accusatoria ballata di “Suffragio universale” e la ballata sorrentina che replica la “Yuppi Du” di Celentano, riuscite a metà, una “Collezione di vizi” che evoca “Inno nazionale” di Luca Carboni e a tratti persino il melò di Baglioni, e un altro predicozzo come “L’Italia non è”, stavolta in forma di litania Dylan-iana, persino uno sciapo hip-hop come “Il giorno dopo”, sono i diversi stereotipi toccati. Soprattutto, “Da quando ci sei tu” spreca un’incupita andatura alla “Harvest” di Neil Young con una scrittura malandata e approssimativa, il simbolo negativo dell’albo. Aperto e chiuso da due episodi elettronici, il cui primo - “364 giorni di oblio” - suona come una cantilena alla Csi velocizzata in filastrocca a tempo di Suicide, ed è la cosa migliore di tutto il lotto, il secondo disco dell’autore torinese (al secolo Gianluca Conte) è un ricettario sul paese che non va scandito da una compassata ironia. Arrangiamenti-macchietta, canzoni sformate. “Piett’ tonna” è la sua versione di un canto popolare del sub-appennino (Michele Saran 4,5/10)

 

Playlist

THE GREAT NORTHERN X – Coven (2014, In The Bottle/Fooltribe/Vaggimal/Upupa)
IL TERZO ISTANTE – Rapporto Allo Specchio Ep (2014, autoproduzione)
ISMAEL – Tre (2014, autoproduzione)
SARO COSENTINO – Ones And Zeros Reloaded (2014, Ma.Ra.Cash)
VINTAGE VIOLENCE - Senza Paura Delle Rovine (2014, Maninalto)
BANDA FRATELLI - L’amore È Un Frigo Pieno  (2014, Controrecords)
VICK FRIDA – Thisastro (2014, Frutta Records)
FOCUS ON THE BREATH - The Garden (2014, Cold Tear)
MITICI GORGI - In The Gorgi Show (2014, Millessei Dischi)
MEZZAFEMMINA - Un Giorno Da Leone (2014, Contro)

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