Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 84

di AA.VV.
sweetlifesocietyTHE SWEET LIFE SOCIETY - Antique Beats (2018, Black Seed)
drum'n'bass

I producer torinesi Gabriele Concas e Matteo Marini fondano la sigla elettronica Sweet Life Society nel 2009, rifinendola e allargandola con guest e featuring fino al primo "Swing Circus" (2014), ancora impersonale, realizzato sull'onda del revival neo-swing che all'epoca imperversava nei club più sofisticati. Il seguito, "Antique Beats", indica invece una maturazione su più fronti. Anzitutto in organizzazione e direzione artistica dei vocalist: Giulietta Passera, spartita tra rap e soul nel breakbeat d'introduzione "No More Lights", nello scuro Bristol-iano dub arabeggiante di "Dreams Are Falling Leaves" e nell'acid-jazz di "Switch On", finché la componente soul non dilaga nel rhythm'n'blues di "Landscape", oltre a un valente Moreno "Emenél" Turri. Quindi nella composizione, spesso imprevedibile, come nel reggae sconnesso e febbricitante di "Mind" o in big-beat come "Oh La La", e nel pezzo cruciale, "M'importa", rap dolente su tempo jungle e ottoni da corteo funebre che sfuma in una ripresa di concertino di fiati New Orleans-iani con parlottio di locale in sottofondo, ironicamente il loro più verace tributo all'era dello swing. Infine, ed è appunto il sunto di tutto, in un'eterogeneità da compilation, da genere a genere, al punto da smarrire il filo (le più suonate e bandistiche, "Loving The Unexpected", "Hard On", un po' stroppianti). Forti di esperienze in colonne sonore per esordienti, "Le ultime cose" (2016) di Irene Dionisio e "Brutti e cattivi" (2017) di Cosimo Gomez, il duo insapora il suo cocktail di party e di dramma con la potenza dell'old-school, che fu già appannaggio di Propellerheads e affini, evidenziando i momenti contagiosi, rispettando scansioni e finiture dei brani, mostrando affetto per i suoni. Nutrita sezione fiati, ma c'è anche un electric sitar (Alessandro Gariazzo) (Michele Saran  6,5/10)


foscariFOSCARI - I Giorni Del Rinoceronte (2018, La Chimera Dischi)
indie-pop

Album di debutto per Marco Foscari, classe 87 da Cava dei Tirreni. Aiutato da una chitarra, un basso e una batteria, l'autore propone nove canzoni luminose sia nelle melodie, che nel suono, che nel timbro vocale, con una diffusa sensazione di positività, o comunque di voglia di non farsi abbattere dalle circostanze sfavorevoli. Si tratta, come è facilmente immaginabile da quanto detto sopra, di un disco che punta tutto sull'immediatezza, sulla pulizia vocale e sonora e su testi caratterizzati dalla capacità di mettere a fuoco le difficoltà intrinseche alla vita con un'attitudine volta al cercare sempre e comunque una vita d'uscita. I giri di chitarra e di tastiera arricchiscono nel giusto modo la linea melodica principale, il timbro vocale è sufficientemente espressivo e le canzoni scorrono bene, magari senza particolari picchi di qualità artistica, ma con una solidità e una fluidità non banali (Stefano Bartolotta  6,5/10)


homelette_01HOMELETTE - Empty Suitcase (2018, More Letters Records)
alt-folk

Marco Pierro e Danilo De Candia sono i titolari del marchio Homelette, duo pugliese che si muove fra Bari e la capitale. "Empty Suitcase" è il loro secondo Ep, composto da sei avvolgenti tracce con radici ben innestate in certo alt-folk d'oltreoceano. Intarsi chitarristici, atmosfere eteree che fondono i Grizzly Bear ("Ghost") con i Girls In Hawaii più umbratili ("Space"), svolazzi pianistici che raggiungono l'apice in "A Thousand Winters", titolo programmatico del mood malinconico proposto. L'esperimento ambient della strumentale "Submarine" e i morbidi beat di "Streetlights" arricchiscono i languori di un disco compatto, dal taglio profondamente internazionale, che si chiude col minimalismo per pianoforte, voce e pochissimo altro di "Song For U". Tre anni dopo l'esordio di "Mornin' Hollows", una piacevole conferma (Claudio Lancia  6,5/10)


uro_01URO - Cabba! (2018, autoproduzione)
post-rock

Tempo di dare un seguito all'indeciso, sprecato "Pocca!" (2015) per i leccesi URO. Il terzo "Cabba!" riesce dove il precedente falliva anzitutto nei presupposti, sia per l'agognata unione tra la componente suonata e quella elettronica, sia per la struttura altrettanto compatta, semplicemente smezzata in due lunghi medley strumentali. "Alca + Tilacina" (18 minuti) inanella pittura sonora astratta, pulsazioni elettroniche, accordi catastrofici, un informe fraseggio chitarra-basso-batteria, e poi progressioni più stiracchiate. "Quagga + Ritina" (22 minuti), generato e percorso da un sordo gemito dell'elettronica, è ancor più basato sull'atmosfera gotica e distopica, su tempi imprendibili e fratture incoerenti (che spesso sfociano in battaglie). Sound focoso, scalpitante, a tratti lambisce intensità e densità babeliche da ricordare i migliori Ozric Tentacles. V'è più suggestione che composizione perciò il finale disavveduto, dopo cotante maratone, delude. Titoli presi da animali estinti e semiestinti: nelle intenzioni è un concept sulla post-fine. Uscito in digitale e su vinile bianco (Michele Saran 6,5/10)


malkovicMALKOVIC - Buena Sosta Ep (2018, Costello's)
rock

Secondo Ep per questo trio nato a Milano nel 2015. Le canzoni uniscono una struttura compositiva classica, con melodie, strofa e ritornello, e arrangiamenti dalla chiara attitudine post-rock. Timbro vocale dalla forte carica emotiva, pronunciato dinamismo nei giri chitarristici e ritmici, testi che raccontano di situazioni interiori piuttosto intense. Il lettore capirà bene che una descrizione così si può applicare a un numero molto ampio di progetti musicali, e in effetti è difficile capire in cosa i Malkovic si distinguano dai tanti altri dotati delle caratteristiche descritte. Ciononostante, l'ascolto è piacevole e coinvolgente, poiché il buon livello di ambizione è veicolato in modo ben studiato ed efficace, e l'equilibrio tra l'immediatezza della canzone classica e la ricchezza di meandri del suono è ottenuto. Non sembra azzardato scommettere che la personalità arriverà (Stefano Bartolotta  6,5/10)


ciccarelliGIORGIO CICCARELLI - Bandiere (2018, FMA)
songwriter

Detentore di un curriculum di rock alternativo italico invidiabile - fondatore di Sundowner, Echidna e Sux, turnista live con Six Minute War Madness e poi membro effettivo di Afterhours -, il chitarrista milanese Giorgio Ciccarelli diventa infine cantautore solista. In "Bandiere", sorta di concept, a parte boogie synth-pop ("Voltarsi indietro" e "Un moderato coraggio") contano filastrocche techno come quella di "Dentro e fuori", tra distorsioni malsane e ritmica psichedelica, e la fratturata e svanita "Due per tre", e più effettivo di grand-ballad ("Mia pietà") è un lento in forma di folk-rock sofisticato in stile Gomez, "Conterò i tuoi no", oltre alla trance finale eponima con drone velenoso. Cantautorato "out" non proprio godibile, più gradevolmente tollerabile, fatto di costruzioni talora anche eccentriche in belle riprese di suono tra cui spicca un gran sfarzo di sintetizzatori. Nel solco dei nostrani rocker oracolistici (Vasco Rossi, Ivan Cattaneo), non sa cosa bene cosa dire ma lo dice con un certo carisma irriverente, a furia di rime baciate, al limite del non-sense. Nei testi (Tito Faraci) c'è però uno dei versi d'amore più dolci degli ultimi anni: "Pensami quando mi scorderai" ("Due per tre"). Co-produzione con Abramo Allione. Séguito del più confuso e sperimentale "Le cose cambiano" (2015) (Michele Saran  6/10).


mujuraMUJURA - Come tutti gli altri dei (2018, RadioCoop)
songwriter

Stefano Simonetta, in arte Mujura e fondatore dei Taran Khan, volge la sua vita artistica al folk della propria terra (Calabria) una volta di più con l'omonimo "Mujura" (2011), d'andazzo veracemente mediterraneo coniugato alla forma-canzone ma mantenuto il più possibile allo stadio selvatico (seppur si spinga anche fino alla levigatezza di "Amir", solenne serenata a una migrante). Il secondo "Come tutti gli altri dei", più universalista, cantato in italiano, vanta comunque le tarante forsennate di "Efesto" e "Toro", e danze lanciate a locomotiva, "L'agnello muore" (persiana) e "Amaravita" (klezmer). Romanticherie spagnole, fiacchette, si trovano invece in "Cassiopea" e "Afrodite"; ben più incalzante il flamenco "Acqua di provincia". Già produttore di Eugenio Bennato (gli ha ricambiato il favore interpretando "Efesto"), Simonetta dà pieno sfogo al suo talento strumentale: lira calabrese, oud, battente, mondol algerino, mandola, e altri. E' un concept mitologico ionico-ellenico spiritoso (dei e semidei si narrano come se si biografassero) in cadenze di cantastorie teatrante che ha almeno due meriti: la sua voce, rotta da una passionale afonia, e il pezzo forte, "Orfeo", efficace incrocio di folk e classica con clavicembalo. Coadiuvato dallo scafato Gigi De Rienzo. Traccia fantasma caruccia (Michele Saran  6/10)


malaMALA - Totocaos (2018, autoproduzione)
techno-pop

Duo del torinese, Federico Molisina (voce, chitarra) e Dario Messina (elettronica), Mala debutta col brevissimo "Totocaos". Dal rimbalzante ritratto-dedica di "Carla" si passa subito a musiche per adolescenti cresciuti, il quasi-soul quasi-rave "Lince", e "Fili rossi", l'unica col minimo di forza di un inno, in ogni caso poi replicate senza guizzi in "Ma se" e "Asterischi". Autentici eredi del pigro melodico-ballabile da spiaggia all'italiana di Righeira e Ryan Paris, riveduto di casalingo esistenzialismo e abbellito con accensioni liriche alla Battiato ("Sicilia", "Islanda"). Sintetizzatori gioviali, orecchiabili, ben dosati, ma le canzoni sono un fritto misto fatto con l'olio scarico (Michele Saran  5/10)


superpotuaSUPERPORTUA - Resterai Sempre Uno (2018, Sisma)
alt-rock

I trevigiani Superportua, un sestetto con violino, debuttano con due Ep - "Abbastanza memorabile" (2012) e "Vecchi diluvi" (2013) - e una nutrita serie di esibizioni live. Dato per deceduto, il complesso si ripresenta invece nel 2018 con il primo disco lungo, "Resterai Sempre Uno". Dopo un riscaldamento di medio rock goticheggiante ("Corposcoglio", "A-Mantide"), il loro trasporto finalmente si sfoga appieno nello psychobilly elettronico di "Credervi santi", che recupera (e un po' plagia) tono e cadenza solenni e trafelati della "Temple Of Love" dei Sisters Of Mercy. Qualche altra canzone nella media e si arriva a un secondo picco, "L'ultimo giorno", di dannazione ancor più diretta. Il resto vivacchia di imitazioni di Nick Cave via Editors ("Luce"), di cattivi mix tra poesia maudit e ritmo ballabile ("Permafrost"), o di brani formulaici, meccanici ("Non mi svegliare"). L'ultima, "Velo", importa anche l'ultimo degli stereotipi, il piano lugubre Chopin-iano. Non insincero e anche appassionato nell'esecuzione, ammorbato da più di qualche baco, dai più remissibili, un canto spesso fuori misura, una produzione insapore, al più congenito, una certa carestia di originali qualità musicali. Il ricorso sistematico al maledettismo schiaccia i pezzi. Co-produzione con Dischi Soviet Studio e Shyrec. Vincitori del contest Arezzo Wave Veneto 2018 (Michele Saran  5/10)


matthew_sMATTHEW S - First (2018, Inri)
techno

Ingegnere del suono, docente di Ableton e Dj, il vicentino Matteo Scapin debutta come producer con un primissimo Ep di prova (2006) e, dopo svariati progetti, a nome Matthew S con "Call Me By Your Name" (2015) in collaborazione con il designer Von Felthen. Ma non è ancora l'inizio. Il suo primo vero album è "First", anche se gli elementi sono i medesimi, dai battiti sia minimal che deep e sequenze di synth vecchia scuola, all'atmosfera da club underground con solo qualche sparuto rimando a Global Communication e Boards Of Canada. Album impari, i numeri che contano sono in netta minoranza: buoni ma timidi episodi d'improvvisazione con dosi di frenesia nella purezza dei brani strumentali ("Disco Ball", "Raindrops", "Humor"), accanto a featuring molli e fighetti ("Touch", "Don't Bring Me Down", "Island") e, peggio, due remix di "Disco Ball" (Amparø, lovewithme). Pezzo bonus di riempimento: "Inside" (Michele Saran  4,5/10)
Playlist
THE SWEET LIFE SOCIETY - Antique Beats (2018, Black Seed)
FOSCARI - I Giorni Del Rinoceronte (2018, La Chimera Dischi)
HOMELETTE - Empty Suitcase (2018, More Letters Records)
URO - Cabba! (2018, autoproduzione)
MALKOVIC - Buena Sosta Ep (2018, Costello's)
GIORGIO CICCARELLI - Bandiere (2018, FMA)
MUJURA - Come tutti gli altri dei (2018, RadioCoop)
MALA - Totocaos (2018, autoproduzione)
SUPERPORTUA - Resterai Sempre Uno (2018, Sisma)
MATTHEW S - First (2018, Inri)
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