Juke-Box

10,000 Maniacs

Can't Ignore The Train

di Claudio Fabretti

10,000 Maniacs - Can't Ignore The Train
(1985 - Inclusa nell'album "The Wishing Chair", Elektra, 1985)


Can't ignore Natalie
. È il pensiero che non può non perseguitare chiunque si sia imbattuto su YouTube in un vecchio videoclip che immortala una delle prime esibizioni televisive dei 10,000 Maniacs, a The Tube, nel 1985. Quella ragazzina post-liceale, dalla sensualità acerba e dalla gonnellina lilla svolazzante, non appariva propriamente una popstar, semmai la frontgirl di una band del college, con quella sua euforia ingenua e un po' goffa. Però era impossibile restare indifferenti di fronte a cotanta ostentazione di grazia e delicatezza. Merito della giovanissima Natalie Merchant, ovviamente, ma anche di quella canzone. “Can't Ignore The Train”. Un concentrato di dolcezza e malinconia in formato jangle-pop. E poi l'armoniosità di quella melodia deliziosa, intonata con un filo di voce, a pennellare un acquerello agreste: “Steep is the water tower/ Painted off blue to match the sky/ Can't ignore the train/ Night walks in the valley silent/ You could swear the earth just moved/ Can't ignore the train”. Un lungo brivido sottile, che si propaga sottopelle, quello dei 10,000 Maniacs di “The Wishing Chair”, il disco che fece gridare alla resurrezione dei Fairport Convention.

10000 Maniacs - Can't Ignore The Train 45Natalie Merchant e compagni c'erano arrivati per gradi. Lei, da studentessa diciassettenne del Jamestown Community College all'esordio, si era già trasformata nel giro di quattro anni in compositrice forbita ed elegante vocalist, al servizio di un folk-pop atmosferico e frugale, costruito sulle tastiere in odor di wave di Dennis Drew e sulle chitarre di Robert Buck (che purtroppo ci lascerà nel 2000, a soli 42 anni, per una grave malattia al fegato) e di John Lombardo, autore anche dei brani. Per tutti, dopo gli esperimenti dell'Ep “Human Conflict Number Five” (contenente la prima hit “Tension”) e del primo Lp “Secrets Of The I Ching”, era giunta l'ora di spiccare il volo. Ma senza pericolosi balzi in avanti. Restando semplicemente seduti sulla Sedia dei desideri: “Sitting in the wishing chair”, come da verso finale di “Can't Ignore The Train”, il passepartout per il successo di questa stravagante combriccola di patiti di b-movie horror (come quello da cui hanno preso il nome, il truculento “2,000 Maniacs” di Herschell Gordon Lewis).
Non è uno di quegli inni travolgenti che marchiano a fuoco una generazione, “Can't Ignore The Train”, proprio così come Natalie non è la frontgirl aggressiva che sa bucare lo schermo con un solo movimento d'anca o uno sguardo magnetico. È una di quelle canzoni che possono tranquillamente scivolare in un dolce oblio, oppure insediarsi in un remoto angolo del cuore e restarvi intrappolate per sempre, come è toccato in sorte a chi vi scrive.

Natalie MerchantDel resto, a Natalie Merchant gli incantesimi riescono con naturalezza. La stessa con cui questa Emily Dickinson del pop compone i suoi affreschi esistenzialisti: collage di suggestioni e istantanee a tinte tenui di un'America di provincia, sfumata e indefinita, che fugge lontana dallo sguardo dell'ascoltatore, proprio come il paesaggio visto dai finestrini del treno. "Can't Ignore The Train": quel treno che scandisce incessantemente le liriche del brano e che ricorre con il suo passaggio a intercalare una serie di flash, di immagini in sequenza (analogica?) che scorrono veloci nella narrazione di Natalie: la torre idrica (“the water tower”) e il cielo blu; la notte che scende sulla valle silenziosa (“Night walks in the valley silent”) e la corsa a perdifiato sulle rotaie abbandonate (“Ran along side the wasted tracks”); lo specchio del guardaroba che riflette la stanza fredda color beige (“a room so beige and cold”) e i giochi di strada dei bambini, a riempire la routine pomeridiana di un mese interminabile (“the children pick their/ Street games on thirty, thirty, thirty afternoons”). Pannelli di una vita che scivola lentamente, mentre una donna resta seduta a sognare sulla Sedia dei desideri, in attesa di un evento che possa, un giorno, cambiarne il destino. E la mente torna a un altro celebre “sitting”, quello di Otis Redding, immerso nei pensieri sul bagnasciuga di “Sittin' On The Dock Of The Bay”.

10000 Maniacs - The Wishing ChairLe tintinnanti chitarre jangle (e vagamente smithsiane) dei 10,000 Maniacs sono la cornice ideale di questo dolente bozzetto campestre, di questa campfire song intonata dalla Merchant con tutta la dolcezza del suo limpido contralto. E dietro le quinte, a tessere le trame del puzzle negli studi di Londra, un guru del folk britannico come Joe Boyd, già deus ex machina alla corte di Fairport Convention, Incredible String Band, Nick Drake e John Martyn, nonché artefice, proprio in quello stesso 1985, delle “Favole della ricostruzione” dei Rem, i portabandiera di quel college-rock che stava proliferando in America e che gli stessi Maniacs avrebbero cavalcato con successo, con tanto di suggello live in versione Mtv Unplugged.

“Can’t Ignore The Train”: solo due minuti e quarantatré, ma con una grazia che sa d'infinito. Paradossale, per una band nata da un film horror.

Steep is the water tower
Painted off blue to match the sky

Can't ignore the train

Night walks in the valley silent
You could swear the earth just moved

Can't ignore the train

Dust to be kicked up
In the crack faced idle sinister town
Screen door to the rail station, devil in her shoe
Ran along side the wasted tracks
Hem pins darted in her calves

Can't ignore the train

One spoiled girl with the tidiest apology
Some how wedged inside her throat

Can't ignore the train

Patience their virtue but I never could abide by that
Dungeon life with electric light, a clean towel and a basin
Mantle figures mind their places and laughs where they belong
Through adventure we are not adventuresome
Rage to share with a wardrobe mirror
In a room so beige and cold

Can't ignore the train

Window days saw the children pick their
Street games on thirty, thirty, thirty afternoons
Molly the boys are starting in that rhyme again
Teasing more and more
The second daughter, how she fell?
Young locked in Some Folk's Prison, made to dwell
'Til they're braiding her gray hair sitting in the wishing chair
Sitting in the wishing chair, sitting in the wishing chair

Playlist



10000 Maniacs - Can't Ignore The Train








 




Autori: Natalie Merchant, John Lombardo
Produttore: Joe Boys
Etichetta: Elektra
Pubblicazione: settembre 1985
Durata: 2:43

Musicisti:

Robert Buck - electric guitar/devices, acoustic guitar, mandolin, pedal steel
Jerry Augustyniak - drums
Steven Gustafson - bass guitar, electric guitar
John Lombardo - 6 & 12 string guitars, bass guitar
Dennis Drew - organ, piano, accordion
Natalie Merchant - voice

Cover


The Popguns
(da "XXX Ep", 1991)

Natalie Merchant - 10,000 Maniacs su OndaRock
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