Juke-Box

Dexys Midnight Runners

Come On Eileen

di Claudio Fabretti

Dexys Midnight Runners – Come On Eileen
(45 giri, Mercury, 1982 - Inclusa nell'album "Too-Rye-Ay", Mercury, 1982)

 

Avete presente quelle amiche con cui siete cresciuti fin dall’infanzia e che avete sempre pensato potessero diventare qualcosa di più? Ecco, Eileen è una di loro. Anzi, ne è l’incarnazione perfetta. Proprio come Emma Watson/Sam, l’affascinante protagonista di “Noi siamo infinito”, che aiuta Logan Lerman/Charlie a uscire dal guscio della sua timidezza. Forse non è un caso, allora, che il regista Stephen Chbosky abbia riesumato proprio il fantasma di Eileen per suggellare una delle scene-clou del film: al ballo scolastico, Charlie è nell'angolo, paralizzato dalle sue insicurezze e dalla certezza che il liceo "sarà perfino peggio delle Medie", ma la vista di Sam che irrompe in pista al grido di "they're playing good music!" sulle note di quei violini in crescendo è come un richiamo della foresta, lo spinge a buttarsi nella mischia, a farsi trascinare in un ballo liberatorio. Da lì in poi, tutto cambierà, anche se Sam resterà solo una cocente infatuazione giovanile.

Emma Watson - Noi siamo infinitoChissà se l’amica di Kevin Rowland, leader dei Dexys Midnight Runners, assomigliava a Emma Watson. In ogni caso, a più di trent’anni dalla sua uscita, si può ben dire che “Come On Eileen” sia stato “qualcosa di più” di una fedele compagna d’infanzia. Una perfetta canzone “pop”, per quel refrain che si inchioda irreversibilmente al cervello, ma anche qualcosa di più profondo, che ti libera e ti trascina via, proprio come il ballo di Charlie. Perché “Come On Eileen” è magia, c'è poco da fare. Con tutti i trucchi del caso. Come quella geniale intuizione della pausa da cui il ritmo riprende sempre più crescente, fino a farsi impetuoso prima del ritornello finale. O come la ripetizione di quel misterioso “too-rye-ay”, retaggio della ninnananna irlandese "Too Ra Loo Ra Loo Ral", a precedere l'esplosione corale.
Ma chi sono gli artefici di questa hit per caso, piovuta nel mezzo dei mirabolanti Eighties?

Per scoprirlo, occorre trasferirsi in quel di Birmingham, già culla dei Duran Duran, oltre che del glorioso Aston Villa Football Club. È qui che nascono i Dexys Midnight Runners, combo post-punk dalle ascendenze folk e (northern) soul, il cui nome allude a uno stimolante anfetaminico in voga tra i mod: la dexedrina. Dopo un buon debutto (“Searching For The Young Soul Rebels”), seguito però da una defezione di massa, Rowland, genietto egocentrico dal caratteraccio degno di Johnny Rotten, reinventa la band con look da combriccola zingaresca-proletaria e assetto incredibilmente “meticcio”: sezione ritmica r’n’b, fiati soul e strumenti tradizionali folk (fiddle, banjo, violini, fisarmonica), in omaggio alle sue origini irlandesi. La sezione d’archi, in particolare, farà gruppo a sé, col nome di Emerald Express.

Dexys Midnight Runners - Come On Eileen - 45 giriE nell'album dei ricordi di Rowland c'è anche “A Man Like Me”, brano del 1972 di un gruppo soul di nome Jimmy James & The Vagabonds: sarà il canovaccio sul quale prenderà forma “Come On Eileen”. Quelle vibrazioni soul si sposano all’anima celtica fin dall’intro, con un solo di fiddle (a mimare la folk song irlandese "Believe Me, If All Those Endearing Young Charms" di Thomas Moore), presto incalzato dai battiti del drumming e dal puntello ritmico di basso e piano. La voce nevrotica e singhiozzante di Rowland – una sorta di Robert Smith imbevuto di Guinness - entra in scena con il celebre incipit “Poor old Johnnie Ray”, personaggio reale, noto alle cronache musicali come crooner rock’n’roll dei Sixties che “smuoveva milioni di cuori in mono” (“Moved a million hearts in mono”) facendo piangere le mamme (“Our mothers cried”). Johnny è apparso un po’ triste in un intervento alla radio, da qui quel “poor”, a metà tra compatimento e beffa.
Ma le (dis)avventure di Johnnie Ray finiscono qui. Perché con brusco stacco di camera piombiamo subito nella provincia inglese, dove si consuma la (non) storia d’amore tra il piccolo Kevin e l’amica di famiglia Eileen. Che per di più, anche se ha solo 13 anni, è cresciuta benissimo (“You're grown... So grown”) e ora, con quel vestito addosso, suscita pensieri che suonano peccaminosi, per un ragazzino educato dai genitori irlandesi secondo rigidi principi cattolici: “With you in that dress, my thoughts (I confess)/ Verge on dirty”. Un ritornello che è già un instant classic, ma che da solo non basterebbe a fare la grandezza del brano. Il segreto, infatti, è in quell’impasto assurdo di violini, banjo e pianoforte, a imbastire una saltellante danza celtic-gypsy scandita dal dialogo canto-backing vocals, sulla melodia di “Too Ra Loo Ra Loo Ral”. Una corsa a perdifiato attraverso continue accelerazioni e cambi di tempo, fino all’esplosione del crescendo corale. Un trionfo.

Dexys Midnight Runners - Come On Eileen - VideoclipPer anni ci siamo chiesti se Eileen avesse ceduto a quelle lusinghe (“We are far too young and clever”), se si fosse convinta davvero di poter spezzare la monotonia della provincia inglese con la sola forza di quel legame post-adolescenziale, fuggendo così il destino grigio dei suoi concittadini (“These people 'round here/ Were beaten down, eyes sunk in smoke, dried faces/ So resigned to what their fate is”). Ma per saperlo sarebbe bastato leggere un’intervista rilasciata da Rowland a Rolling Stone nel 1983. “Nella canzone l’ho messa sul piano del sesso, ma è sempre stata una relazione pura. Lei ora è felicemente sposata e vive in Australia”.
L’Eileen dei Dexys Midnight Runners, invece, quel volo da sogno l’ha compiuto, e su entrambe le sponde dell’Atlantico, centrando il n. 1 della Uk Chart (sarà il 45 giri più venduto del 1982 in Gran Bretagna, miglior singolo ai Brit Awards) e scalzando addirittura “Billie Jean” di Michael Jackson dalla vetta della statunitense Billboard Hot 100. Un successo mondiale, sospinto anche dal bel videoclip di Julian Temple, che vede il gruppo strimpellare in salopette, con foulard e facce annerite all’angolo della strada, mentre Máire Fahey, sorella della Siobhan delle Bananarama, impersona l’agognata Eileen. E non poteva mancare naturalmente il buon Johnnie Ray, omaggiato in avvio con alcuni filmati d’epoca.

Forse proprio perché così distante dallo spirito del suo tempo, “Come On Eileen” resterà un classico e rivivrà nei trent’anni successivi, attraverso film, serie tv, spot e utilizzi d’ogni genere, inclusa una diffusione “spaziale”, nel 2005, per salutare il comandante dello Space Shuttle Discovery, Eileen Collins. Non mancheranno anche le cover, come quella in chiave ska-punk dei Save Ferris o quella sciagurata dei 4-4-2, che la trasformeranno in “Come On England”, inno calcistico che non basterà all’Inghilterra per evitare l’ennesima disfatta, agli Europei del 2004.
Ma niente, naturalmente, riuscirà a restituire la magia dell’originale. Proprio come quegli amori adolescenziali che non torneranno più.

Poor old Johnnie Ray
Sounded sad upon the radio
Moved a million hearts in mono
Made our mothers cry
Sang along, who'd blame them?

You're grown (You're grown up)
So grown (So grown up)
Now I must say, more than ever (Come on, Eileen)
Toora-loora-toora-loo-rye-ay
And we can sing just like our fathers

Come on, Eileen, oh, I swear (Well he means)
At this moment, you mean everything
With you in that dress, my thoughts (I confess)
Verge on dirty
Ah, come on, Eileen

Come on, Eileen

These people 'round here
Were beaten down, eyes sunk in smoke, dried faces
So resigned to what their fate is

But not us (No, never)
No, not us (No, never)
We are far too young and clever (Remember)
Go toora-loora-toora-loo-rye-ay
Eileen, I'll hum this tune forever

Come on, Eileen, oh, I swear (Well he means)
Ah, come on, let's take off everything
That pretty red dress, Eileen (Tell him yes)
Ah, come on, let's
Ah, come on, Eileen
That pretty red dress, Eileen (Tell him yes)
Ah, come on, let's
Ah, come on, Eileen, please

(Come on, Eileen, too-loo-rye-ay
Come on, Eileen, too-loo-rye-ay, toora-toora-too-loora)
Now you are grown, and now you have shown, oh, Eileen
(Come on, Eileen, too-loo-rye-ay
Come on, Eileen, too-loo-rye-ay, toora-toora-too-loora)

You're grown (Said, come on, Eileen, these things they are real)
So grown (And I know how you feel)
Now I must say more than ever
Things 'round here will change

(Come on, Eileen, too-loo-rye-ay
Come on, Eileen, too-loo-rye-ay, toora-toora-too-loora)
I said toora-loora-toora-loo-rye-ay
(Come on, Eileen, too-loo-rye-ay
Come on, Eileen, too-loo-rye-ay, toora-toora-too-loora)

Come on, Eileen, oh, I swear (Well he means)
At this moment, you mean everything
With you in that dress, my thoughts (I confess)
Verge on dirty
Ah, come on, Eileen

Come on, Eileen, oh, I swear (Well he means)
At this moment, you mean everything
(In that dress) Whoa, my thoughts (I confess)
Well, they're dirty
Come on, Eileen

Come on, Eileen, whoa-oh-oh (Well he means)
Oh-ho-ho-ho (Everything)
Ah come on, Ah come on



Playlist


Dexys Midnight Runners - Come On Eileen - 45 giri








 




45 giri (Mercury)
Pubblicazione: 25 giugno 1982

Autori: Kevin Rowland, "Big" Jim Paterson, Billy Adams
Produttori: Clive Langer, Alan Winstanley
Durata: 4'12''

Cover


Save Ferris
(dall'album "It Means Everything", 1997)

4-4-2 (Come On England)
(singolo, 2004)

Nouvelle Vague
(dall'album "Late Night Tales", 2007)

Fun
(live al Grog Shop, Cleveland, Usa)

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