Juke-Box

Gerry & The Pacemakers

You'll Never Walk Alone

di Salvatore Setola
"Juke-Box" è un passo indietro dal formato-album, un ritorno ai mattoni del pop: le canzoni. Riff, ritornelli, parole e immagini: quelle dei videoclip, o quelle che la musica evoca e utilizza per sedurre l'ascoltatore.
Lo scopo di questa rubrica è proprio entrare in questo gioco di seduzione, da sempre cruciale e da sempre dato per scontato. Scoprirne storie e protagonisti, ma soprattutto meccanismi, regole ed eccezioni. Guidati da una semplice domanda: come funziona una canzone?


La storia

Per molti "You'll Never Walk Alone" è la canzone della vita, nel senso che della vita (delle sue difficoltà, delle sue gioie, delle sue ansie e dei suoi dolori) essa parla. C'è sempre un momento per ascoltarla: in occasione di un matrimonio come di un funerale o di un qualsiasi altro momento importante, o ancora per una partita di calcio.

Originariamente, il brano fu concepito nel 1945 da Richard Rogers (musica) e Oscar Hammerstein (testo) per il loro musical "Carousel", adattamento statunitense del poema scenico Liliom, scritto dal commediografo ungherese Ferenc Molnàr.

Il brano viene suonato all'interno del musical in due scene colme di pathos: quando la protagonista rimane vedova e quando, nell'ultima scena, il marito torna sulla terra per assistere agli esami della figlia adolescente, sussurrandole nell'orecchio di non perdere mai la fiducia in sé stessa. Per questo, "You'll Never Walk Alone", "Non camminerai mai sola", nasce come una canzone di speranza: è una sorta di inno alla vita, di invito a rialzarsi dopo ogni caduta, nonostante le brutture, le bassezze e le angherie che il mondo ha in serbo per ognuno di noi.

Sarà per la sua magia fuori dal tempo; sarà per l'atmosfera solenne e nostalgica; sarà perché si tratta di una delle poche canzoni universali, capaci di toccare gli animi e le sensibilità più diverse; sta di fatto che molti importanti musicisti si sono sentiti quasi in dovere di omaggiare questo pezzo di storia della melodia internazionale: da Elvis, che col suo canto baritonale l'ha trasformata in un intenso gospel bianco, a Nina Simone, che le ha donato un'aura trasognata da notturno chopiniano, passando per il classicismo canoro di Sinatra e finendo con Johnny Cash, il quale, riposta la sua chitarra nel fodero e accompagnato (in modo un po' inusuale per lui) soltanto da un organo, ha intessuto, con quelle note e quelle parole, un requiem austero e drammatico.

La canzone

Tuttavia, la versione "classica" di "You'll Never Walk Alone" l'ha firmata un gruppo di Liverpool, Gerry And The Pacemakers, i quali, nell'ottobre del 1963, nel pieno dell'epoca merseybeat che vedeva nascere le stelle di quattro ragazzotti chiamati John, Paul, George e Ringo, decidevano di incidere un 45 giri con la cover del celebre pezzo di Rogers/Hammerstein sul lato A e "It's Alright" sul lato B.

La serica melodia del brano è sorretta dal semplice, magnifico intreccio tra un giro armonico di piano e la sezione ritmica. La prima strofa così recita:

When you walk through a storm
Hold your head up high
And don't be afraid of the dark
At the end of the storm
Is a golden sky
And the sweet silver song of a lark


"Quando cammini in mezzo alla tempesta / tieni alta la testa / e non essere impaurita dal buio / alla fine del temporale / c'è un cielo dorato / e il dolce canto argenteo di un'allodola". Le traversie e le tribolazioni della vita, racchiuse nelle metafore della tempesta e del buio, sono prima o poi destinate a dissolversi se si mantengono salde la volontà di non chinare la testa e la capacità di gettare il cuore oltre l'ostacolo, lì dove poter cogliere il dolce sollievo di un canto argenteo o di un cielo dorato".
A questo punto la melodia cresce di intensità, quasi esplodendo, sostenuta dai ricami contrappuntistici degli archi in sottofondo:

Walk on through the wind
Walk on through the rain
Tho' your dreams be tossed and blown
Walk on, walk on
With hope in your heart
And you'll never walk alone
You'll never walk

"Cammina attraverso il vento / cammina attraverso la pioggia / sebbene i tuoi sogni siano svaniti e volati via / Vai avanti, vai avanti / con la speranza nel cuore / e non camminerai mai sola / non camminerai mai sola". L'invito è quello di non fermarsi dinnanzi a qualsiasi ostacolo, anche quelli più impervi, anche quelli che sembrano insormontabili, perché quando ormai sembra troppo tardi per riscattare i sogni e i desideri perduti, è proprio quello il momento in cui tener desta la speranza e credere ancor di più in se stessi, nelle proprie possibilità.

Un ricordo personale

Era una calda sera di maggio del 2005. Stranamente non mi andava di uscire e accesi la televisione. Facendo zapping capitai su una partita di calcio: in diretta da Istanbul stavano trasmettendo Milan-Liverpool, finale di Champion's League. Erano due anni che non seguivo più il calcio; mi ero disamorato di uno sport che a livello professionistico troppo spesso lascia disgustati per le sue sporche dinamiche politiche, per i suoi giochetti spesso illeciti passati sotto silenzio, per l'ipocrisia che da sempre circonda il mondo del pallone. Ma quella sera invece di cambiar canale disgustato, come ero solito fare in quelle occasioni, fui rapito da una strana magia: stava appena iniziando il secondo tempo della partita che vedeva il Milan in vantaggio per tre reti a zero e, da buon campano, mi misi a tifare contro i rossoneri. Fui colpito dalla foga, dalla rabbia, dall'abnegazione e dall'orgoglio con cui i rossi di Liverpool avevano ripreso il gioco, nonostante il destino della partita sembrasse ormai scolpito nella pietra. E invece nel giro di sei minuti i reds segnarono tre volte. Fu in quel momento che mi re-innamorai del calcio, della sua imponderabilità e della sua follia; fu in quel momento che dal settore dei tifosi del Liverpool si levò un canto banale e retorico come tutti i canti popolari, ma sincero e commovente come solo i canti popolari sanno essere: "You'll Never Walk Alone". Era la prima volta che la sentivo. La risentii meglio un'oretta e mezza dopo, quando la Travelling Kop (la curva da trasferta dei tifosi del Liverpool) la intonò per celebrare il quinto titolo europeo conquistato dai suoi eroi al termine dei calci di rigore, a suggello di una rimonta leggendaria. Da quel momento mi resi conto di esser diventato, senza volerlo, un tifoso del Liverpool; da quel momento "You'll Never Walk Alone" per me è diventata più di una canzone: una filosofia di vita.

Successivamente ho scoperto che il brano, proprio negli anni Sessanta grazie al successo riscosso dalla versione di Gerry And The Pacemakers, era diventato l'inno della Kop, la curva dei tifosi del Liverpool allo stadio Anfield, che, ai cancelli di entrata, accoglie i suoi visitatori proprio con la scritta "You'll Never Walk Alone". Ciò che in origine era un canto alla vita è diventato nel tempo un inno sportivo, ma questo ha reso ancora più potente la carica emotiva del brano, che come ogni inno è destinato a esser cantato a squarciagola in un rito collettivo che si ripete di match in match.

Potrà non piacere agli snob da salotto buono o da centro sociale, che lo considerano spesso uno sport per imbecilli, ma il calcio è epica moderna e "You'll Never Walk Alone" ne è il commento sonoro perfetto: trasmette coraggio, infonde nuove forze ed energie, consola dopo la sconfitta. Questo brano portentoso insegna che in un rettangolo di gioco, così come nel campo di battaglia della vita, l'importante non è vincere e nemmeno partecipare (come ipocritamente i buonisti sentenziano): è uscirne a testa alta, sempre e comunque, qualsiasi sia il risultato, con la consapevolezza di aver dato tutto se stessi e con la convinzione intima di non essere mai soli.

Playlist
Ascolta "You'll Never Walk Alone"

Dal singolo "You'll Never Walk Alone"

Pubblicazione: ottobre 1963

Autore: Richard Rogers / Oscar Hammerstein

Produttori: George Martin e Brian Epstein

Durata: 2:41 min

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