Approfondimenti

OndaLabel #2

Captured Tracks: Coolness in edizione limitata

di Michele Guerrini, Luca Pasi
A guadagnarsi in breve questo status di "coolness" e di integrità indipendente, che eleva la Captured Tracks, nel 2012, ad essere una tra le etichette più importanti a livello internazionale, non è solo la costanza con cui è riuscita a pubblicare, durante i suoi quattro anni di vita, una collezione di esordi tutti non meno che invidiabili. Ma anche la sua capacità di unire etica ed estetica tipiche di un periodo d'oro delle etichette indipendenti, ormai in gran parte scomparso. Una passione che unisce la versione modernizzata del "fai da te" a una cura maniacale per il dettaglio, dando così vita a prodotti che si fondono con la musica, l'immaginario, della band. Un valore aggiunto che rende ogni singola uscita della Captured Tracks degna di attese spasmodiche da parte degli ascoltatori che amano e sostengono questa attitudine creativa.

Attraverso tutte queste armi, l'etichetta di Brooklyn ha sostenuto e supportato la musica che ama, ed è riuscita a costruire un catalogo che partendo dal noise-pop ha valicato dream-pop, indie-pop, post-punk e lo-fi, congiungendosi inizialmente con la corrente shitgaze lo-fi e arrivando a focalizzare interessanti sperimentazioni in ambito minimal wave ed elettronico.

La Captured Tracks è stata fondata nel 2008 da Mike Sniper quando, al tempo piccolo impresario e co-fondatore di due piccole etichette, una per le ristampe e una per il suo nuovo materiale, decide in breve di mettersi in proprio e pubblicare due 12" usciti quasi contemporaneamente: Dum Dum Girls e il suo progetto Blank Dogs. Questi diedero il via ad una fila interminabile di 7" di gruppi che continuarono poi su altri lidi (vedasi Fresh & Onlys, Cosmetics, Veronica Falls, Led Er Est etc.).
Sulla base delle uscite future (Blouse, Thieves Like Us, Soft Metals, Beach Fossils, Widowspeak, Minks, Craft Spells etc.) e in special modo di quest'anno, le quali hanno elevato la label nell'olimpo di ciò che è destinato a restare, attraverso i sophomore di Wild Nothing e Soft Moon, gli esordi di Holograms, Heavenly Beat, DIIV, Mac DeMarco e Cris Cohen, abbiamo deciso di scambiare alcune parole con Mike Sniper sia sul cercare di capire cosa significhi nel 2012 essere un'etichetta indipendente sia sui suoi svariati progetti artistici. 

Ciao Mike, cos'è cambiato nella Captured Tracks dal 2008 ad oggi?
È cambiato davvero molto. Nel 2009 cominciammo a pubblicare singoli ed Ep, ma non avevamo un roster né tantomeno un ufficio o uno staff vero e proprio. Le cose però cominciarono a strutturarsi seriamente quando Katie Garcia divenne il nostro manager e mettemmo sotto contratto Beach Fossils, Wild Nothing e The Soft Moon. Assicurarci queste band ci ha aiutato molto a stabilizzarci, inoltre avevamo la possibilità di crescere con loro, tenendoceli vicino, senza il rischio di vederli scappare verso qualche etichetta più importante. Adesso nel 2012 siamo noi che stiamo raggiungendo le dimensioni di un'etichetta importante, è davvero strano come vanno le cose!

Come vi siete incontrati e come avete scelto le persone che lavorano attualmente dietro la Captured Tracks? Da che scene ed esperienze venivano? 
Sono felice di dire che il nostro staff è formato al 100% dai suoi fondatori originari; sebbene abbiano tutti una forte etica lavorativa sono persone con cui si lavora bene e con un ottimo senso dell'umorismo. Sono tutti appassionati ai generi e alla musica che produciamo. Conosco etichette in cui gli impiegati non sono veri fan delle band con cui lavorano, e questo è davvero strano. Le nostre esperienze, seppur radicate, sono comunque le stesse, posso dire che tutti in ufficio (chi prima, chi dopo) sono passati attraverso il punk.

In che modo sei coinvolto nel processo creativo? Ti piace essere in studio con gli artisti o le band e dare suggerimenti o preferisci ascoltare il prodotto finale?
Quando decidiamo di lavorare con una band abbiamo piena fiducia nel fatto che ci consegni già dell'ottimo materiale. Io vengo coinvolto nel processo creativo solo quando mi viene chiesto… qualche volta ascoltano il mio consiglio, altre volte no. Posso dirti però che non pubblichiamo mai niente di cui non siamo soddisfatti, quindi mi è capitato alcune volte di chiedere di re-registrare qualche punto qua e là che non mi convinceva.

Una cosa che, secondo me, la Captured Tracks è riuscita a fare, con maggior successo rispetto ad altre etichette indipendenti più grandi, è aver messo insieme e promosso la propria scena, il proprio sound, anche se poi ognuno dei suoi artisti mantiene la propria "firma" caratteristica. È qualcosa che hai fatto consapevolmente? Pensi ci sia davvero un "Captured Tracks Sound"? Arriveresti al punto di non scegliere una band che ti piace ma che non si "adatta" a questo suono della CT?
Sì siamo coscienti di questa scena e la seguiamo. Anche se era molto più forte negli anni '80 e '90. Significava molto di più essere fan della Creation, della 4AD, della Sub Pop o della Touch And Go. Facevi parte di una comunità. Penso che le nostre band più importanti vadano oltre questo. Sono sicuro che molti fan di Wild Nothing conoscono poco la nostra etichetta, ma penso che il 95% dei super-appassionati della nostra etichetta amino Wild Nothing.

Ultimamente abbiamo siglato parecchi contratti con nuove realtà. Ma non è solo per il motivo di fare qualcosa di differente, ma per ampliare questo concetto di cosa significhi essere un fan della Captured Tracks. Se una band ha delle buone canzoni, un ottimo sound e una propria autocoscienza è perfetto, noi la mettiamo sotto contratto, indipendentemente dal resto. Non ho mai voluto una band che rispecchiasse a priori o che soddisfi il suono e lo stile Captured Tracks, e non voglio che la mia label sia etichettata in questo modo come un compartimento stagno. Lo stile e il suono si evolvono continuamente e si espandono, è per questo che non è strano trovare band come gli Holograms, Craft Spells e Mac DeMarco sotto lo stesso tetto.

Come mai avete deciso di focalizzarvi di più rispetto al passato sul packaging delle varie uscite (poster, inserti etc.)? È solo una scelta estetica o è perché vendete meno rispetto al passato e avete bisogno di pacchetti più "appetibilii"?
Abbiamo molte più entrate che in passato, quindi direi che non è questa la ragione [ride, ndr]. Semplicemente voglio creare una connessione positiva, fisica, con l'ascoltatore. Mi sembra ieri quando crescevo tra poster, spille, gadget, tutto faceva parte del disco. Un mondo ormai scomparso, è tutto abbastanza triste. È una parte integrante dell'esperienza di un consumatore/fan, che si estende oltre il semplice significato dell'ascolto.

Come decidi il giusto gruppo da rilasciare sotto l'etichetta, in base a cosa fai queste scelte? Immagino tu abbia svariate richieste... Ma è vero che non vuoi rilasciare alcuna band che abbia già pubblicato del materiale su altre etichette? Come mai?
È sempre più difficile stare dietro alle band. In poche parole è necessario che esse siano già pronte a diventare musicisti a tempo pieno e che lavorino duro tanto quanto lavoriamo duro noi come etichetta; ormai sulle nostre uscite c’è molta attesa e aspettativa, e necessitiamo gruppi che siano pronti a viaggiare per più di 100 date all’anno. Detto questo, do molta importanza alla composizione, alla scrittura. In tutte le nostre uscite c’è una chiara attenzione alla creazione di “canzoni” non tanto di “suoni interessanti”. È una componente chiave della Captured Tracks…….e sì, riceviamo davvero dozzine e dozzine di demo ogni settimana! 

A volte mettiamo sotto contratto una band con una piccola uscita presso un’altra label, un singolo o un Ep, o anche un Lp distribuito limitatamente a cui noi possiamo dare maggiore visibilità. Ma, idealmente, sì, preferiamo seguirli dalla loro prima uscita su qualsiasi formato. È molto più eccitante lavorare con una band dall’inizio e crescerla, è una ricompensa maggiore anche per noi. Al contrario la maggior parte delle label non firma nuove band esordienti… preferiscono aspettare che abbiano rilasciato uno o due Lp. È un’operazione standard e non sono sicuro significhi qualcosa ormai nel mondo indipendente essere sotto contratto con una major come mezzo di successo, se non avere anticipi un po' più consistenti.
 Finché un'etichetta non cerca nuovi talenti, non si potrà mai definire creatrice di mode o tendenze. Fanno sorvegliare le acque alle etichette più piccole e osservano eventuali opportunità finanziarie. Ecco come lavora una major. Ma tutto ciò alla fine non mi riguarda.

Nei primi anni hai iniziato a rilasciare un sacco di 7 pollici, hai per caso una "cotta" per questo formato, come moltissime di quelle etichette inglesi che negli 80 si rifiutavano di pubblicare i propri singoli sotto l'antiestetico e più commerciale 12 pollici?
Sì, davvero, amo questo formato, ma purtroppo ho dovuto diminuirne la pubblicazione a causa dell’aumento dei costi. Ormai nessuno vuole pagare più di 5-6$ per un paio di canzoni. E questo te lo dico pur avendo una collezione enorme di 7", ENORME!

In un post recente sulla tua pagina tumblr hai discusso riguardo il significato di etichetta indipendente in questi ultimi anni, esprimendo un forte punto di vista circa la mancanza di vera ricerca di nuovi talenti e nuovi modi creativi. Ci puoi dire di più?
Sì, ne ho già parlato, è abbastanza triste come cosa. Non capisco ormai in un'etichetta al giorno d'oggi quale sia il ruolo di A&R se, prima di essere interessati ad un gruppo, aspettano Pitchfork o altri siti che coprano lo stesso con un'infinità di promozione, o peggio aspettano che un'etichetta più piccola si prenda i rischi rilasciando qualche brano che (fortuna vuole) viene poi nominato "Best New Music", e spendere poi un'enormità per scritturare i loro prossimi 3-4 album. È assurdo! Onestamente un'etichetta può fare un po' quello che vuole, ma non capisco perché pretendono A&R quando il loro sito dice chiaramente "non accettiamo demo" e poi neanche scritturi artisti che non pubblicano Lp da anni. Va bene farlo ogni tanto, ma ci sono etichette il cui intero roster è di questo tipo, e sinceramente non riesco a capirle. Nella musica indipendente bisogna prendersi dei rischi, è questo il punto centrale di tutta la situazione.

Credi quindi che l'etica e la creatività dietro ad etichette storiche come la Factory è stata persa nel tempo?
No, non proprio. Fortunatamente ci sono ancora etichette come la Sacred Bones, Underwater Peoples, Night People, Woodsist e In The Red. Continuano a crescere e lo fanno cercando artisti fuori dai media-indie-mainstream.

btwblank_dogsI tuoi progetti musicali e la CT sono nati parallelamente ad altri progetti new wave o weird/shitgaze/lo-fi: etichette, appunto, come Factums, Psychedelic Horseshit, Woodsist o Sacred Bones. Pensi ci fosse un bisogno espressivo, una nuova visione artistica che questi progetti dovevano rappresentare in qualche modo? O al contrario sono solo una pura e normale conseguenza della wave degli 80s e della scena indie dei 90s?
Penso che molto di tutto ciò sia iniziato a metà dei 2000, quando era pieno di act garage-punk che viravano verso la psichedelica, la musica synth e il post punk. Era una specie di reazione all'indie-pop puro e semplice, al noise rock e agli ultimi respiri di math rock, che stavano davvero dominando la scena a quel tempo. Ci fu un periodo davvero cool, che fu poi prontamente masticato e che risputò fuori un sacco di band "compromesse" e persone che si arricchirono con una piccola "mania".

Come mai hai deciso di iniziare gli "Archivi Shoegaze"?  Era una risposta all'eccessiva ondata attuale delle ristampe dei 70/80? Come mai ha deciso di focalizzarti maggiormente sulla scena americana? Quali sono le sue peculiarità e quale potrebbe essere la ristampa dei tuoi sogni?
Molto del materiale che ho ristampato non è più stato rilasciato su vinile dalla loro prima pubblicazione nei primi 90, e stono stati completamente dimenticati. Quando tutta questa roba circolava io ero un semplice teenager che andava ai concerti, quindi è abbastanza nostalgico per me e continuo ad amare questa musica, penso sia fondamentale. Ristampiamo per lo più gruppi americani perché quelli inglesi erano sotto a delle major ed è difficile acquisirne i diritti di pubblicazione. Comunque no, non posso dirti la reissue dei miei sogni perché ci sto lavorando sopra proprio ora!

Come descriversi il percorso che ti ha portato dalle prime cassette a "Land and Fixed"? Il tuo intimismo e il gusto per la melodia ha un ruolo importante e le tue composizioni sembrano come dello sporco synth-blouse...
È venuto da un'esperimento, da un veicolo di piccole canzoni ad esercizi di composizione.. Ha senso quello che ho detto?

L'uscita dell'ultima antologia "Collected by Itself" rappresenta il volere di cambiare qualcosa nel tuo progetto, nella sua visione underground? Prima era davvero difficile collezionare tutte le tue cassette e i tuoi singoli...
È qualcosa che ho sempre voluto fare, ed ho pensato fosse meglio farlo prima di perdere tutti i miei master. È stata una cosa carina, una sequenza divertente.

Che dire dei tuoi progetti Mayfair Set e Roman Soldiers, c'è qualcosa di nuovo all'orizzonte? Oppure erano solamente progetti temporanei con gli amici?
Ho sempre voluto fare di più con il progetto Mayfair Set ma siamo entrambi troppo occupati. Roman Soldiers era invece un progetto temporaneo, che si è concluso in poco. Comunque mi è sempre piaciuto collaborare ed è da tanto tempo che collaboro in svariatissimi progetti con un sacco di persone.

Da dove viene quella sporca atmosfera lo-fi che contamina i tuoi primi lavori? Da quale necessità e visione artistica? E dove hai trovato i tuoi strumenti?
È solo il suono di una cassetta 4-tracce che registrava distorsioni. I synth che usavo svariavano dalla più economica Casio alle più costose Kora, Moog e Crumars.

Come mai le linee vocali hanno un che di "spettrale" nelle tue canzoni? Sembrano sussurri persi in acidi feedback emozionanti...
È uno stile che mi piace molto e adoro cantare in questo modo, ma non riesco a capirne l'aspetto emotivo e non lo voglio capire.

L'ultima line-up dei Blank Dogs comprendeva te e alcuni componenti delle Vivian Girls e dei Crystal Stilts. Come hanno influenzato le tue ultime composizioni e le tue esperienze live?
Ad un certo punto c'erano probabilmente 20-25 persone in totale nei Blank Dogs. Jarvis dei Woods, Gary Was, Sean dei Cult Of Youth, Pam dai Widowspeak… voglio dire, non c'è mai stata una line-up ufficiale e questo è il motivo per cui i live erano sempre traballanti e un po' frenetici.

È bizzarro notare che agli estremi opposti degli USA, New York e San Francisco, si siano sviluppate due scene synth altrettanto opposte. Rispettivamente la CT verso la coldwave e la Not Not Fun verso una scena più psichedelica e new age. Inoltre vicino a NY c'è anche la Slumberland Records con cui avete condiviso anche alcune band, da esempio le Dum Dum Girls. Come descriveresti i rapporti tra queste scene e tra voi etichette?
In realtà non sono troppo del giro coldwave/synth, anche se conosco tutte quelle persone, perché vado ad un sacco di live. Comunque mi piacciono molto tutti i dischi della Not Not Fun. Sono amico di Mike Shulman (Slumberland Rec.) e con quasi tutti del giro. Ci sono sicuramente differenze d'opinione ma questo è il motivo per cui ci sono un sacco di etichette e stili con cui lavorare.

Ad un tuo concerto anni fa a Roma comprai una cassetta C60 compilata da te con un sacco di roba coldwave/minimal/dark (Sad Lovers and Giants, In The Nursery, Martin Dupont, Guerre Froide etc.). L'ho trovata una cosa molto personale ed intima, mi ricorda il film High Fidelity, te lo ricordi?
Sìsì, mi ricordo quella cassetta, anche se non mi ricordo benissimo l'esatto ordine delle tracce… Scommetto comunque che era davvero bella!
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