Approfondimenti

AA. VV. - Musica Improvvisa

di Mattia Paneroni

Die Schachtel nasce nel 2003 da un'idea di Fabio Carboni e Bruno Stucchi, ascoltatori onnivori e appassionati del suono nel senso più ampio e puro del termine. Artefice di alcune tra le più rilevanti pubblicazioni del decennio, l’etichetta milanese gode di un’invidiabile reputazione su scala internazionale e incarna una realtà (non solo) discografica autentica e coraggiosa.

L’intento programmatico di Die Schachtel si estrinseca nella ripubblicazione di opere “oscure” di artisti prevalentemente italiani, meritevoli di aver contribuito in modo determinante all’individuazione di nuovi canoni musicali (Enore Zaffiri, Franca Sacchi, Domenico Guaccero, Luciano Cilio, Prima Materia, InsiemeMusicaDiversa, etc.), e, attraverso la collana denominata “Zeit”, nella produzione di musicisti emergenti impegnati nella ricerca e nel perseguimento di sonorità inedite (Å, Christa Pfangen, Stefano Pilia, 7k oaks etc.).

Nell’estate 2010 vede la luce “Musica Improvvisa”, un mastodontico cofanetto di dieci compact disc dedicati ad altrettante formazioni estemporanee, impegnate a confermare attraverso il vocabolario dell’elettroacustica che il nostro paese, in quanto a originalità in termini di proposta musicale, non è secondo a nessuno. Vera e propria summa della scena improvvisativa italiana d’inizio millennio, il box è caratterizzato da un packaging  accattivante e da una tiratura di soli cinquecento esemplari che lo renderà in breve tempo un autentico oggetto di culto.

“Musica Improvvisa” è “un progetto d’improvvisazione elettronica, un dialogo aperto tra esperienze musicali, narrazioni ed estetiche differenti, per disorientare e ri-orientare in nuovi passaggi sonori”. Lo smarrimento dell’orientamento e il suo recupero rappresentano infatti l’unico mezzo di cui dispone l’ascoltatore per godere appieno di un’opera in cui alea, dissonanza e rumore bianco sono strumentali per risalire la china della propria esperienza d’ascolto e accedere finalmente a un silenzio estatico. Il flusso di coscienza che sgorga dalla creatività di ciascun artista coinvolto nel progetto si riversa dritto nel cuore del fruitore, creando un vortice emotivo devastante: nulla sembra accadere per caso, così come nessun elemento sembra essere fuori posto. Poche volte ci si è avvicinati così tanto alla perfezione.

L’opus si compone di dieci album completi, di un Dvd volto a documentare la metamorfosi improvvisativa dell’ensemble Xubuxue, di un booklet di ventiquattro pagine ricco d’informazioni (in lingua inglese) relative agl’intenti di ciascuna formazione e di un poster caratterizzato dalla riconoscibilissima grafica dello studio Dinamo Milano (lo stesso che, da sempre, cura le edizioni Die Schachtel).

Abbiamo fatto una chiacchierata con Fabio Carboni, che ci ha svelato qualche retroscena del progetto:

In cosa consiste “Musica Improvvisa”?

E' un progetto che raccoglie le performance di dieci gruppi in formazione libera, scelti con altrettanta libertà e senza l’intenzione di dare una lettura definitiva del panorama italiano. Questo probabilmente si intuisce anche dalla varietà di suoni e provenienze riscontrabili nel box, in cui tutto è accaduto in modo molto naturale.

Con quali criteri sono stati selezionati artisti e musicisti che ne hanno preso parte?

Se ben ricordo, abbiamo iniziato a pensare al progetto del box un paio di anni fa o poco più. Nello specifico, il batterista Fabrizio Spera (dell’ensemble Thau, ndr) ci aveva mandato del materiale interessantissimo, cui fece seguito di lì a poco il disco di Xubuxue... A questo punto ci siamo chiesti “perché non realizzare un super box comprensivo di questi materiali?”. Abbiamo dunque intercettato i lavori che ci sono arrivati nel corso degli ultimi anni che abbiamo ritenuto potessero fare al caso nostro; al contempo, il miraggio (tale è stato per lungo tempo) del box è servito per prender tempo con i tanti musicisti coinvolti nel progetto, con i quali magari le trattative erano cominciate diverso tempo fa. Quindi è difficile definire un preciso criterio di scelta, parlerei più di una specie di scoperta e poi di un’affinità corrisposta (condivisa). Come dicevamo prima, materiali e approcci sonori sono davvero eterogenei ed effettivamente il filo che unisce queste esperienze all’etichetta nasce da una serie di relazioni sviluppate nel tempo ma anche... improvvise, che hanno determinato in modo molto naturale il passaggio da semplice raccolta a "Musica Improvvisa".

Artisti e musicisti hanno seguito particolari direttive o si sono espressi in assoluta libertà?

No, non è stata data alcuna direttiva (devo dire che  questo non avviene quasi mai), ma c’è sempre un momento condiviso di confronto, di ascolto e anche di critica sul lavoro che viene costruito; è parte di un processo che si fa insieme. Questo forse è il momento che prediligo.

Sono state impiegate tecniche di registrazione all’avanguardia?

Direi di no. Almeno, non che io sappia!

Cos’ha da offrire di nuovo, nel 2010, la scena improvvisativa italiana?

Devo proprio andare a braccio perché non saprei come dirlo, ma ho sempre avuto la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di armonicamente e acusticamente vivo, vivissimo, non cerebrale, unito al puro piacere dell'ascolto.

Ricordi qualche aneddoto curioso che riguarda la lavorazione di “Musica Improvvisa”?
Beh, sarei tentato di rispondere "i preventivi  degli stampatori": metter insieme questo progetto è stato proprio un delirio! Del resto, il business dei dischi è dappertutto...

Con quale musicista coinvolto in questo progetto sei riuscito a creare un particolare feeling?

Con Dario Sanfilippo (degli Amp 2, ndr). Lo conosco pochissimo, ma lo trovo davvero simpatico. E’ proprio un caro ragazzo!

A quale dei dieci album contenuti in “Musica Improvvisa” ti senti personalmente più legato?

Sono un tipo da canzone, quindi ti direi il terzo pezzo del disco di Xubuxue, con una forte predilezione per la parte centrale.

Le vostre edizioni sono caratterizzate da artwork meravigliosi, immediatamente riconoscibili e riconducibili alla scuderia Die Schachtel. Chi si occupa della grafica?

Bruno! He is the man! Tutto lo sviluppo della grafica, compresa la scelta dei materiali e le tecniche di stampa, sono opera di Bruno Stucchi, amico e socio nonché l’altra metà di Die Schachtel.

Come mai i vostri booklet non prevedono un testo in italiano?

La premessa è che, generalmente, si riscontra a livello internazionale una scarsa presenza italiana nella produzione contemporanea legata all’arte in generale e in particolare alla musica. Die Schachtel nasce con una precisa vocazione verso il panorama italiano, sia dal punto di vista storico-archivistico delle avanguardie misconosciute, sia da quello di nuove produzioni legate a una scena contemporanea più giovane. La scelta di aprirsi rivolgendosi a un pubblico e a un mercato internazionale diventa quindi imprescindibile: ecco perché le edizioni - così come il nostro sito - sono in inglese.

Dove si potrà acquistare “Musica Improvvisa”?

La tentazione di dire "in tutti i migliori negozi di dischi" riaffiora, eheheh... No, dai: sarà possibile comprarlo online seguendo questo misterioso link.

Prevedete di organizzare eventi o concerti per la promozione del box?

Beh, avrei qualche idea ma è di difficile realizzazione. In ogni caso mi piacerebbe molto riproporre il progetto dal vivo, anche se in sintesi, con i gruppi in formazione libera e temporanea che suonano ininterrottamente. C'è stata un'anteprima quando ancora non era pronto il box, in occasione di Audiovisiva, il 28 e 29 maggio 2010 al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Proprio col nome “Musica Improvvisa” presentammo in due serate cinque dei dieci gruppi in formazione libera e temporanea: Tumble, Ligatura, A Spirale, Amp 2 e Amuleto. Però, certo, in autunno organizzeremo più di una serata con gli autori del box.

Playlist
CD 01: THAU

Sabina Mayer: voce
Hans Koch: ance, elettroniche
Paed Conca: basso elettrico, clarinetto
Fabrizio Spera: batteria


1. Defrost (10.00)
2. Other Tropics (05.27)
3. Harmattan (12.10)
4. Lightning Strike (07.15)
5. Equatorial Freeze (06.10)
6. Ice Cups (06.27)
7. Misty (08.53)


CD 02: AN EXPERIMENT IN NAVIGATION


Xabier Iriondo: mahai metak
Roberto Sassi: chitarre

1. The Earth Abstracted From Its Geomorphic Features (07.29)
2. Wreckage In Gaddani (08.14)
3. Tidal Resonance (11.15)
4. Crustal Navigation (03.02)
5. Gnomonic (04.01)


CD 03: OSSATURA with GENE COLEMAN & MARINA PETERSON


Gene Coleman: clarinetto basso
Marina Peterson: violoncello
Elio Martusciello: computer
Luca Venitucci: piano, fisarmonica, oggetti amplificati
Fabrizio Spera: percussioni

1. Non Prima (11.09)
2. Non Oltre (18.22)
3. Non Ancora (10.37)
4. Non Più (10.48)


CD 04 + DVD: XUBUXUE “Elliptical – Fotopartiture Per Tre Improvvisatori”


Pietro D’Agostino: effetti visivi
Marco Ariano: batteria, percussioni, oggetti
Elio Martusciello: computer
Gianfranco Tedeschi: contrabbasso

1. Skyline Blue (15.00)
2. Skyline Red (15.00)
3. Skyline Green (15.00)


CD 05: WINTERMUTE


Cristiano Calcagnile: batteria, percussioni, oggetti, voci
Massimo Falascone: saxofono alto e baritono, armonica a bocca, tugombuto, elettroniche
Xabier Iriondo: mahai metak, oggetti, elettroniche

1. Henry Dorsett Case Folk Song (08.29)
2. Neuromancer (07.07)
3. Molly, The Razorgirl (04.53)
4. Intrusion Countermisures Electronics (04.44)
5. Chiba (04.15)
6. Wintermute (03.35)


CD 06: AMULETO “11h15; Local Weather Forecast”


Francesco Dillon: violoncello, oggetti
Riccardo Wanke: chitarra elettrica, basso elettrico, elettroniche

1. Mind The Gap Pt. 2/ Langsam, Mit Innigem, Ausdruck (09.24)
2. Final Del Juego (07.56)
3. Rise And Fall Of Wetern Empire (16.27)
4. Mind The Gap Pt. 1 (06.25)
5. Almanacco Dei Posti Sperduti (10.03)
6. Cani Neri (10.56)

CD 07: TUMBLE “For Tumbling”

Attila Faravelli: computer e piatto attraverso casse preparate
Andrea Belfi: batteria, percussioni ed elettroniche

1. Trampoline (05.13)
2. Gymnastic Apparatus (05.52)
3. Consisting Of A Strong Canvas Sheet (03.33)
4. Attached With Springs (05.52)
5. To A Metal Frame (10.50)
6. Used (04.54)
7. For Tumbling (10.09)


CD 08: A SPIRALE “Viande”

Maurizio Argenziano: chitarra elettrica e feedback
Mario Gabola: saxofono acustico e feedback
Massimo Spezzaferro: batteria e oggetti

1. untitled (02.31)
2. untitled (02.32)
3. untitled (02.13)
4. untitled (02.58)
5. untitled (04.51)
6. untitled (04.24)
7. untitled (04.26)
8. untitled (01.32)
9. untitled (04.45)
10. untitled (03.23)
11. untitled (03.48)
12. untitled (02.52)


CD 09: AMP 2 “Hopeful Monster”


Gandolfo Pagano: chitarra preparata, elettroniche
Dario Sanfilippo: computer, elettroniche in presa diretta, network basatul sistema DSP non lineare
Domenico Sciajno: computer, elettroniche in presa diretta, programmazione max/MSP
Antonio Secchia: computer, elettroniche in presa diretta, percussioni
Andrea Valle: rumentarium, SuperCollider, percussioni elettromeccaniche elaborate

1. Parent-Explains (12.43)
2. Results (11.57)
3. Monograph (06.39)
4. Natural (11.13)
5. Thousand (04.44)


CD 10: LIGATURA “Territori”


Alessandro Giachero: piano preparato
Maurizio Rinaldi: chitarra elettrica preparata
Andrea La Macchia: contrabbasso, contrabbasso preparato
Fabrizio Saiu: percussioni, percussioni preparate

1. T29 (10.03)
2. T21 (09.16)
3. T19 (07.05)
4. T22 (06.15)
5. T9 (07.54)
6. T18 (08.20)
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