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Sade

Diamond Life (Epic, 1984)

di Peppe Videtti
Sade - Diamond LifeAnglo-nigeriana, bella e sensuale come una notte d'estate: una voce incantata, sensosa e insinuante e a volte ottusa; un gruppo di musicisti da fare invidia alle band più affermate - questa è Sade, la cantante che è stata invitata al Festival di Montreux prima ancora che questo suo album d'esordio venisse pubblicato.
"Diamond Life" arriva dopo due mix che hanno fatto parlare parecchio e non solo per la bellezza della leader.
La formula della musica di Sade e del suo gruppo è molto semplice, in fondo, ma evidentemente non chiara a tutti. Tutte le canzoni sono estremamente affascinanti e curate - ballate uptempo sottolineate da uno splendido sax, punteggiate da una base ritmica mai invadente e spesso ovattata e tropicale. Dire che Sade è l'Africa che incontra il jazz e la pop song non è vero. La musica di "Diamond Life" ha delle intuizioni tribali che sono smorzate in un contesto troppo sofisticato per essere considerate e vissute nel loro valore primitivo.
Quella di Sade è, piuttosto, una nuova musica d'atmosfera, una musica ricca, ricca di promesse fascinose, una musica che ha potere e autorità proprio per lo stile con cui si propone. È una musica che fa tendenza come quella degli Everything But The Girl. E non a caso un certo fraseggio ottuso di Sade ricorda i momenti migliori di Tracey Thorn, anche se qui, in assoluto, c'è meno blue e più blue-eyed-soul rispetto a "Eden".

Dunque le splendide promesse di "Smooth Operator" e "Your Love Is King" sono state mantenute. E qui dentro, come è giusto, i pezzi migliori dei mix ci sono tutti. "Smooth Operator" risuona di una bellezza ancora più conturbante, come anche l'indimenticabile cover di "Why Can't We Live Together", un vecchio grande successo di Timmy Thomas, che qui vibra in una dimensione assolutamente nuova.
C'è anche "When Am I Going To Make A Living", anch'essa già edita su mix, oltre alle nuove canzoni che lasciano a bocca aperta, come "Cherry Pie" e, soprattutto, "Sally", "Hang On To Your Love" e "I Will Be Your Friend".
La voce di Sade si adagia su registri diversi, tutti in sintonia con le mie grandi preferite, da Nina Simone a Laura Nyro e Joan Armatrading, vocalist cioè che hanno fatto delle canzoni dei piccoli monumenti d'espressione.

La band è in ogni momento all'altezza della meta alta che la leader si è prefissa. Un merito particolare potrebbe essere attribuito a Stuart Matthewman, che tesse magiche situazioni con il suo sassofono.
"Diamond Life" recupera e fonde. Inventa. Il primo passo verso una nuova estetica dell'anima.

(Rockstar, 1984)
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