Radio Waves

Fabio Luzietti

Un britspeaker in Fm

di Claudio Fabretti

Storico speaker di Radio Città Futura e animatore delle notti di Screamadelica, Fabio Luzietti è approdato di recente a una nuova emittente, Radio Sonica (90.7 Fm a Roma), senza smarrire la grande passione per il britpop (e per uno stile di conduzione "British") che l'ha sempre accompagnato.

Che cos'è per te la radio e come ti sei avvicinato a questo mezzo di informazione?
La radio è principalmente per me una grande passione, un mezzo di comunicazione che ha attraversato le decadi rimanendo sempre, nella sua semplicità e immediatezza, fedele a se stessa.
Io mi sono avvicinato alla radio per via della passione per la musica, quasi per caso grazie ad alcuni amici che avevano preso in gestione una radio a Centocelle, nel quartiere dove sono nato e cresciuto. Poi una mia demo è arrivata nelle mani dell’allora direttrice di Radio Città Futura, Daniela Amenta, e da li è iniziata una avventura che arriva fino ai nostri giorni.

Delle tue trasmissioni ho sempre apprezzato la pacatezza e la competenza, abbinate al ritmo. È dunque possibile fare radio in modo accattivante senza eccedere in quel cazzeggio a oltranza che affligge tanti network nazionali? Ho l’impressione che spesso copra la mancanza di informazione…
Personalmente ho sempre apprezzato un certo modo di fare radio tipicamente britannico. Le parole, poche e misurate, al servizio della musica e del ritmo della conduzione, l’idea che si possa informare rimanendo leggeri.

Sei stato per tanti anni al microfono di Radio Città Futura: cosa ha rappresentato per te questa esperienza? E perché hai deciso di lasciarla?
Radio Città Futura ha rappresentato per me un importante esperienza lavorativa e di crescita professionale. è lì che ho iniziato la mia avventura radiofonica, è lì che ho avuto l’opportunità di trasformare una passione in un lavoro, di diventare giornalista. È stata una grande famiglia e anche una palestra di vita, ma dopo tanti anni ho sentito comunque l’esigenza di cambiare e di mettermi alla prova in un nuovo progetto.

Radio Città Futura – che è una storica emittente romana - ha avuto anche un periodo di vicinanza al Pd, chiuso, a quanto so, in modo traumatico, al punto che oggi la radio è molto cambiata, anche se continua a proporre un’ottima programmazione. È possibile per te coniugare le esigenze di una radio libera con quelle di una forza politica?
Radio Città Futura non ha mai avuto rapporti diretti con il PD, è una radio che accede ai contributi per l’editoria previsti dalla legge 250/90, legge che ne ha garantito l’indipendenza e lo sviluppo. Questi contributi sono stati, nel corso degli ultimi anni, fortemente ridotti e purtroppo si va verso un sostanziale azzeramento in attesa che, prima o poi, venga fatta una legge a sostegno dell’editoria. In questo senso credo che le provvidenze pubbliche destinate al campo dell’editoria (previste in tutti i paesi) servano a garantire proprio quella libertà e pluralità di informazione indice di un paese democratico.

Ora invece sei uno degli speaker di punta di Radio Sonica, una nuova emittente che sembra molto ambiziosa. Ci puoi raccontare cosa ti ha attratto di questo progetto e quali obiettivi vi ponete per questa nuova avventura radiofonica?
Radio Sonica è una nuova avventura, una scommessa nell’Fm romano. Mi ha portato in questo progetto Giuseppe Lomonaco (ex-Radio Rock), con il quale condivido da anni un’amicizia, la passione per la radio e il sogno che un giorno avremmo potuto lavorare insieme. Siamo partiti con le trasmissioni in diretta il 19 settembre, ma abbiamo l’ambizione di diventare, in breve tempo, un punto di riferimento per tutti quelli che in una radio vogliono trovare musica di qualità, intrattenimento e informazione.
Vogliamo che chi ascolta Radio Sonica possa riconoscersi in una comunità e che possa condividere con noi quotidianamente le proprie emozioni, le proprie passioni.

Sei stato anche uno degli animatori di Screamadelica, uno degli appuntamenti indie-rock più amati delle notti romane… Qual era il segreto di questa formula? E i Primal Scream, quindi, sono un punto fermo anche per te?
Screamadelica è una serata cresciuta tra le mura del Circolo degli Artisti, diventata per anni il punto di riferimento per tutti quelli che amano ballare il “rock” nel significato più ampio di questo termine. Il nome della serata fa infatti riferimento a quel magistrale album dei Primal Scream che univa, per la prima volta insieme, i suoni del rock e dell’elettronica, una formula che si può ritrovare anche nei nostri dj-set. A tal proposito ci sono grandi progetti legati al marchio Screamadelica, stiamo infatti per tornare, di più non posso dire.

In generale, invece, è nota la tua grande passione per il britpop. Perché, secondo te, è stato per anni un po’ snobbato dalla critica e che cosa ne resta oggi?
Come tutti i grandi fenomeni di massa anche il britpop, alla metà degli anni 90, è stato snobbato da un certo tipo di critica. La stessa però che oggi ne riconosce l’importanza e la portata musicale e culturale, grazie a gruppi come Blur, Oasis, Pulp, Suede, solo per citarne alcuni, che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura della musica britannica e non solo.

Le radio sono state la base del mio percorso musicale, forse anche per questo ho deciso di dedicare loro questo spazio. Per molto tempo, del resto, sono state quasi le fonti primarie per chi era avido di dritte musicali. Nel tuo caso, ci sono emittenti che hanno contribuito alla tua formazione?
Alla base del mio percorso di formazione musicale ci sono state le riviste musicali di settore (su tutte Rockerilla) e poi chiaramente la radio. Radio Rai, in particolare, con trasmissioni come Stereonotte e Planet Rock e la stessa Radio Città Futura, da ascoltatore, ancor prima che iniziassi a lavorarci.

Oggi il panorama delle radio è ancora più frammentato, grazie anche all’avvento delle web radio. Che futuro vedi per questi nuovi media e pensi che possano anche allargare anche le possibilità professionali per chi vuole lavorare in questo ambito?
Le web radio sono un vero e proprio patrimonio al quale poter attingere da ascoltatori e credo che in futuro potranno avere sempre maggiore sviluppo. Sono qualcosa di molto diverso, soprattutto da un punto di vista di fruizione, rispetto alla radio tradizionale, ma rappresentano, per chi si vuole avvicinare a questo mezzo, anche una grande palestra e opportunità.

Ultima domanda di rito: ci puoi dire dieci brani che passeresti sempre in una tua scaletta?
Dieci sono un po’ pochi, ci provo:
1. Oasis – Don’t Look Back In Anger
2. The La’s – There She Goes
3. The Who – My Generation
4. The Smiths – There Is A Light That Never Goes Out
5. Coldplay – Fix You
6. The Jam – In The City
7. BlurParklife
8. Radiohead – Just
9. Pulp – Common People
10. The Beatles – Come Together



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