Radio Waves

Pier e Carolina

La coppia rock di Rai Radio2

di Claudio Fabretti
Nuova puntata della nostra rubrica dedicata alla radio: parola a Pier Ferrantini e Carolina Di Domenico, che conducono Rock And Roll Circus su Rai Radio2

Che cos'è per voi la radio e come vi siete avvicinati a questo mezzo di informazione?

P: Sono sempre stato attratto fortemente dalla radio, da quando ancora bambino i miei genitori mi ritrovavano davanti alla radio a registrare cassette con i miei brani preferiti. Successivamente, durante tutti gli anni in promozione con i Velvet ho passato moltissimo tempo nelle radio, anche se in veste di intervistato, e devo ammettere che ammiravo sempre moltissimo i conduttori bravi e un po' li invidiavo anche.

C: La radio ha sempre fatto parte della mia vita, soprattutto come accompagnamento allo studio negli anni del liceo, ho sempre amato questo mezzo di comunicazione anche se professionalmente, venendo dalla tv, un po' mi spaventava: il pensiero di non avere la tua immagine, la tua gestualità ad aiutare ad esprimerti mi rendeva meno sicura.

Ci sono delle radio che hanno contribuito alla vostra formazione musicale?

P: Non ti sembri ruffiano ma non posso fare a meno di citare RadioRai, soprattutto negli anni 90 non ascoltavo altro: da Planet Rock a Stereodrome a Stereonotte, sognavo ad occhi aperti ascoltando musica meravigliosa e concerti incredibili. Ho preparato anche molti esami universitari e studiare la sera era molto meno duro con Planet Rock in sottofondo. Voglio dedicare un pensiero anche a Radio Città Futura che ci ha dato la possibilità di prendere confidenza col mezzo radiofonico e a Radio Rock, a Roma sono radio molto importanti e ho ascoltato moltissimo anche loro.

C: Ho capito quali fossero i miei gusti musicali relativamente tardi, intorno ai 17 anni mi si è aperto un mondo, ho scoperto la mia identità musicale ma non attraverso la radio, direi piuttosto ascoltando dischi.

L'approdo a Radio Rai, in particolare, cosa rappresenta per voi?

P: È stata una grandissima soddisfazione. Io e Carolina abbiamo iniziato davvero per gioco, con una trasmissione che doveva durare dodici puntate durante il mese di agosto del 2013. Si chiamava "Yes Weekend" ed era una sorta di viaggio attraverso i decenni che cercava di raccontare l'evoluzione della musica a partire dai grandi rivoluzionari fino agli attuali seguaci, a volte fin troppo simili agli originali. Insomma, una cosa tipo: nel 1968 arrivarono i Led Zeppelin e nel 2016 abbiamo i Royal Blood con tutto quello che c'è stato in mezzo.

C: Abbiamo iniziato in una radio privata con un'idea nata dal desiderio di comunicare che tante band o artisti di quel periodo, di grande successo tra i teenager, si fossero ispirati a grandi del passato che probabilmente i ragazzi neanche conoscevano. Si chiamava "Ritorno al Futuro" e raccontava proprio questo percorso. Arrivare a Radio2 e poter partire da questa idea è stata una grande soddisfazione.

Qual è la peculiarità della vostra trasmissione?

P: Senza voler essere presuntuosi, parliamo di bella musica che fatica a trovare spazio sugli altri network, con molta leggerezza, senza metterci su quel piedistallo da noiosi addetti ai lavori che negli anni, a mio parere, ha rovinato moltissime potenziali belle trasmissioni radiofoniche, creando una interminabile sequenza di noia, interrotta solo dalle belle canzoni. Proponiamo novità interessanti, interviste e approfondimenti sui più grandi protagonisti della scena musicale internazionale e grandi concerti di artisti italiani e stranieri. È un paradosso che la musica che passa durante Rock And Roll Circus venga considerate di nicchia per la maggior parte dei network, in realtà sono artisti da top ten nella maggior parte degli altri paesi del mondo.

C: Cerchiamo di proporre musica da primi posti in classifica, musica popolare della scena rock e alternative. Confezioniamo pillole che raccontino la storia di band celebri partendo da un'intervista fatta direttamente ai componenti del gruppo. Proponiamo le esibizioni live di artisti di grande qualità e, in generale, approfondiamo la conoscenza della musica che passiamo attraverso aneddoti che riguardano i suoi protagonisti.

Oggi nell'era digitale cosa è cambiato, secondo voi, per chi fa radio? L'impressione è che, nonostante la maggior libertà e i più ampi spazi, ci sia ancora tanta omologazione, almeno nei network più seguiti...

P: Sono perfettamente d'accordo e lo dico con grande dispiacere, sono fermamente convinto che ci sia ancora un vasto pubblico che abbia voglia di scoprire nuova musica o ascoltare musica diversa da quella iper-pop che passa in tv o nelle radio. Lo dimostra il successo di Virgin Radio o di trasmissioni come la nostra nel suo piccolo, ma non solo. Per come la vedo io, non è la musica a decretare il successo o meno di una trasmissione, bensì la bravura di chi trasmette e la capacità di raggiungere il pubblico. Credo che Linus e Nicola rimarrebbero comunque i più bravi anche se passassero qualche volta i Primal Scream o il nuovo meraviglioso singolo di Banks & Steelz.

C: Il problema dell'omologazione c'è, ma noi abbiamo sempre creduto nell'informare il pubblico della possibilità di ascoltare anche ciò che non passa cinque volte al giorno in radio, per esplorare e conoscere meglio e scoprire magari dei gusti personali inaspettati. È un lavoro di ricerca che chi propone musica ha il dovere di fare. L'era digitale ha permesso questa ricerca in maniera molto più immediata e, se possibile, personale, quindi lo definirei un cambiamento positivo.

Ascoltate anche web-radio? E secondo voi possono realmente contribuire ad allargare l'offerta di informazione musicale?

P: Non le ascoltiamo, ma solo per motivi di tempo e di impegni. Lo farei volentieri e credo che in un modo o nell'altro, prima o dopo, stiamo andando in quella direzione. La Bbc, avanti come sempre, creò Bbc 6 già nel 2002. Una radio super che trasmette da sempre solo in via digitale e in streaming. Oggi mi sembra abbia più di due milioni di ascoltatori a settimana ed è ascoltata in tutto il mondo. Come dicevo prima, non ho dubbi nel credere che una radio web/digital fatta bene e supportata da un piano editoriale di livello possa affermarsi rapidamente.

C: Personalmente non ne ascolto molte, ma sono convinta che la web-radio sia comunque un segno dei tempi che viviamo e, se si specializza in un settore, possa comunque offrire una scelta più ampia.

Ci potete raccontare qualche esperienza particolare che vi è capitata in diretta, qualche retroscena curioso con gli ascoltatori?

P: Sarà difficile dimenticare il concerto di Lauryn Hill dal Radio2 Lucca Summer Festival dello scorso anno. Si presentò in ritardo di più di due ore, tempo che io e Carolina fummo costretti a coprire in diretta improvvisando in qualche maniera. Un altro momento importante con gli ascoltatori è capitato in occasione della prima festa di RNR Circus, invitammo i Verdena a suonare per noi e cento fan. Arrivarono migliaia di richieste che ovviamente non potemmo soddisfare, ma fu bellissimo vedere via Asiago circondata di ragazzi in attesa o nella speranza di entrare anche senza invito.

C: Gli ascoltatori ci offrono sempre grandi spunti: nascono gruppi spontanei di persone che prendono l'abitudine di ascoltarci insieme; abbiamo una categoria che spontaneamente abbiamo ribattezzato "le signore di rnrcircus" perché, non più giovanissime, ci raccontano di quanto facciamo loro compagnia; bambini nati ascoltando il programma. E poi ci sono i nostri momenti di risate senza sosta, come a scuola, quando non riuscivi più a fermarti.

Quali sono i cinque brani che passereste sempre nelle vostre scalette?

P:
1. The Smiths - There Is A Light That Never Goes Out
2. Depeche Mode - It's No Good
3. The Cure - Just Like Heaven
4. U2 - New Year's Day
5. Elliott Smith - Angeles

C:
1. Jeff Buckley - Lover, You Should've Come Over
2. U2 - One
3. Lucio Dalla - Anna e Marco
4. Niccolò Fabi - Costruire
5. Etta James - At Last

Quali sono i vostri prossimi progetti legati al mondo della radio?

P: Vincere un premio come migliore trasmissione dell'anno. Non so in quale anno, prima o poi.

C: Sicuramente creare una sintonia sempre più forte con i nostri ascoltatori e proporre qualcosa di nuovo, possibilmente di grande successo.

Per Pier: cosa puoi dirci dei Velvet, hai in serbo qualche novità col tuo gruppo?

P: Siamo in una fase di stand-by in questo momento. Non abbiamo particolare voglia di intraprendere nuovi tour o di imbarcarci in una nuova battaglia per tentare di far arrivare la nostra musica ovunque. Abbiamo combattuto con risultati splendidi per quindici anni, adesso tiriamo un po' il fiato e cerchiamo nuovi stimoli, tanto per autocitarci. In verità, ci stiamo dedicando particolarmente alle sincronizzazioni e alle colonne sonore: abbiamo appena inserito un brano in un film di successo e molto bello, "Veloce come il vento" di Matteo Rovere con Stefano Accorsi, e abbiamo altre cose in lavorazione. Nuovo disco o nuovi singoli per ora non so, ma onestamente non è escluso che un giorno si torni in ballo senza particolare preavviso.

Per Carolina: che ne è invece del tuo lavoro come vj, tornerai a lavorare in tv?

C: È un impegno più saltuario ora la tv per me, ma ben venga, perché è da lì che arrivo e non nego il piacere che mi da la conduzione televisiva. In autunno sarò nella squadra di Ninja Warriors, in onda su La9, nel ruolo di inviata sul campo per conoscere meglio i concorrenti che si misureranno con questa avventura pazzesca. Sarà molto divertente.

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