Rock in Onda

Portishead

Una rivoluzione targata P

di Claudio Fabretti
La storia dei Portishead e i progetti paralleli dei loro membri sono al centro dalla nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì, dalle 12 alle 14, sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
Dall'epocale debutto di "Dummy", pietra angolare del trip-hop, all'evoluzione dei due successivi lavori - lo spettrale self-titled e lo spigoloso, affascinante "Third - e ai progetti paralleli di Beth Gibbons e Geoff Barrow: viaggio nella galassia-Portishead.

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Portishead

Bristol, due ore di treno da Londra. Terra fredda e umida d'Albione sotto la quale, però, arde la vampa della creatività. In principio fu il Pop Group di Mark Stewart, avamposto d'ogni contaminazione tra la white music per eccellenza (il punk) e afrori black (funk, reggae, dub, free-jazz). E a metà anni Ottanta prende forma anche "The Wild Bunch", il Mucchio Selvaggio. Un crogiuolo di rapper, dj, ballerini, writer e produttori che si riunisce per suonare nelle cantine dei sobborghi della città.
Poi, alcuni di loro spiccano il volo. Come i tre Massive Attack che nel 1990 danno vita a un collettivo "aperto", pubblicando un anno dopo il loro album d'esordio "Blue Lines". Dentro c'è di tutto, dall'hip-hop al soul, ma anche il funk, il reggae, l'elettronica, la soundtrack music, l'acid-jazz.
Lo chiameranno Bristol sound o più semplicemente trip-hop. Una sorta di reazione "uguale e contraria" alla frenesia techno che dilaga in quegli anni. Musica atmosferica, da viaggio (il "trip"), che rallenta le pulsazioni hip-hop e house per ottenere un effetto più rilassato e onirico. Musica cerebrale, eppure profondamente fisica, con quei bassi dub che entrano nello stomaco.
Sono mesi esaltanti per Bristol, che diviene in breve tempo il laboratorio musicale più fertile d'Inghilterra. Le alchimie col botto non mancano - da "Maxinquaye" di Tricky al trittico "Blue Lines"-"Protection"-"Mezzanine" dei Massive Attack - ma sarà una, in particolare, a fissare in modo definitivo l'"essenza" del genere e, soprattutto, ad ampliarne audience e confini. Ironia della sorte, i profeti di Bristol diverranno i "cugini" di una minuscola frazione limitrofa, affacciata sull'Oceano. Un luogo che, da misconosciuta croce sulla mappa d'Inghilterra, diverrà sinonimo dell'epopea mondiale del trip-hop.


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Playlist
Scaletta del programma
 

1. Portishead - Sour Times
2. Portishead - Numb
3. Portishead - Roads
4. Portishead - Glory Box
5. Portishead - Cowboys
6. Portishead - Humming
7. Portishead - Only You
8. Portishead - Mysterons (live)
9. Portishead - All Mine (live)
10. Beth Gibbons & Rustin Man – Mysteries
11. Beth Gibbons & Rustin Man - Tom The Model
12. Portishead - Silence
13. Portishead - Hunter
14. Portishead - The Rip
15. Portishead - Machine Gun
16. Beak > - Pill
17. Geoff Barrow/ Ben Salisbury – Exhale (Drokk)
18. Geoff Barrow/ Ben Salisbury - Man Against Fire (Black Mirror)

Base strumentale: Portishead - Over (instrumental)

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