Approfondimenti

OndaLabel #1: Snowstar

Snowstar

di Lorenzo Righetto e Francesco Amoroso
Nel 2003 Cedric Muyres fonda la Snowstar, etichetta indipendente dedicata al punk-rock. Man mano che gli ultimi rigurgiti dei 90 si spengono, l'etichetta comincia ad attrarre i riflessi olandesi del nuovo movimento folk, creando un sound Snowstar riconoscibile - riuscendo a farsi notare a livello europeo, pur con una base del tutto locale.

Abbiamo così contattato Cedric - e, con lui, i suoi artisti più in vista: I Am Oak, Kim Janssen e i LUIK. Non tanto perché ci siano segreti da carpire, o un presunto "modello vincente" da imitare. In fondo,
it's all about music.

Sta diventando sempre più difficile definire cosa possa fare un'etichetta per gli artisti, dal momento che è più facile, ora, promuovere il proprio disco e così via. Come pensi sia cambiato il ruolo di un'etichetta negli anni più recenti, e come la Snowstar affronta questa nuova situazione?
Penso che, nonostante tutto, il ruolo più importante delle etichette sia scoprire nuova musica. Il loro ruolo come trendsetter è ciò che amo delle etichette che mi piacciono. Possiedo quasi tutte le uscite della Saddle Creek o della Suburban Home e, nove volte su dieci, mi piace ciò che pubblicano. Mi piace l'idea che persone a cui piace un'uscita Snowstar possano dare un ascolto anche alle altre uscite e possano trovare qualche sorpresa - in senso positivo - dal resto. Questo non è cambiato e non cambierà mai. Le etichette indipendenti non hanno mai avuto grandi budget, quindi il punto fondamentale è la rete che riescono a creare per le proprie band.

Una cosa che, secondo me, la Snowstar è riuscita a fare, con maggior successo rispetto ad alter etichette indipendenti più grandi, è aver messo insieme e promosso la propria scena, il proprio sound, anche se poi ognuno dei suoi artisti mantiene la propria "firma". Come hanno fatto la Sarah e la 4AD. È qualcosa che hai fatto consapevolmente? Arriveresti al punto di non scegliere una band che ti piace ma che non si "adatta" alla Snowstar?
L'unica condizione per fare un contratto a una band con la Snowstar è che io adori il loro disco. Questo è l'unico modo perché funzioni: mettendoci così tanto del mio tempo, non posso fare ciò che faccio se non supporto le uscite al 500% . Detto questo, sono davvero orgoglioso di questa nostra "scena", del nostro sound e mi fa piacere che la gente se ne accorga.

Come è cambiata la scena musicale olandese da quando la Snowstar è stata creata, nel 2003?
Come a livello mondiale, la scena indipendente è cresciuta. È diventato molto più facile per le band registrare e distribuirsi do-it-yourself. E, per il "pubblico", è più facile scoprire le band. Perché ci sono milioni di canzoni in Rete. E questa è anche la ragione per la quale coloro che contribuiscono a definire il "gusto" - le etichette, i blog, o amici fidati - sono ancora importanti.
Naturalmente i generi cambiano, anche a livello personale. Quando ero più giovane, ascoltavo in genere punk-rock. Solo recentemente mi sono accorto di quante band e artisti new-folk ci fossero in Olanda, pur essendo un Paese così piccolo.

Quale sarebbe la firma dei tuoi sogni?
Domanda difficile. Sono davvero contento di avere con noi Kim Janssen, perché sono una grande fan del suo primo disco, e credo che il suo prossimo - per il quale gli ci vorrà probabilmente qualche anno - farà un successone. Ma immagino che lui non conti... Allora mi sarebbe piaciuto molto ingaggiare Emmy The Great, una straordinaria cantautrice inglese che ho scoperto anni prima che uscisse il suo album d'esordio e che sta ora lavorando al suo terzo.

Ti guardi intorno in cerca di band anche al di fuori dell'Olanda?
Non attivamente, no; lavoravo con una band del Regno Unito prima che si sciogliessero. È più facile per me lavorare con band olandesi, per motivi di comunicazione e perché qui ho la rete più forte, ma ciò non vuol dire che non succederà mai. Alla fine, it's all about the music.

snowstarLa Snowstar guadagna solo dalla vendita dei dischi o riesci a organizzare anche tour e concerti per le tue band?
Sì, quando ne ho la possibilità, assolutamente, aiuto per la programmazione dei tour. O metto gli artisti in comunicazione con agenti che conosco e coi quali lavoro. In effetti, molto del mio lavoro all'etichetta è gestione degli artisti. Da un po' di questo lavoro, guadagno dei soldi.

Molte delle etichette indipendenti del passato avevano un'immagine distintiva e le copertine dei loro dischi erano ideate dagli stessi artisti o disegnatori. Avete scelto un approccio diverso? Perché? Pensi che sia importante dare ai tuoi artisti il controllo totale sul loro prodotto?
Sì, penso che sia davvero importante. Inoltre, si dà il caso che lavori con degli artisti che hanno una forte visione del loro artwork. E non penso sia giusto limitarne le possibilità con uno standard di etichetta. Personalmente, non mi piacerebbe. E sono davvero soddisfatto delle copertine di tutte le nostre ultime uscite, quindi penso che abbiamo fatto la scelta giusta, in questo caso.

In che modo sei coinvolto nel processo creativo? Ti piace essere in studio con gli artisti o le band e dare suggerimenti o preferisci ascoltare il prodotto finale
?
Sono coinvolto durante tutto il processo, ma non in studio. Mi piace ascoltare il "work in progress". E, se richiesto o necessario, aiuto con dei consigli o con la tracklist, che è sempre una cosa difficile.

Qual è il tuo approccio a internet? Lo usi anche per cercare nuove band interessanti? Pensi che questo mezzo possa danneggiare le etichette indipendenti o può diventare utile?
Lo uso, lo amo, non potrei fare senza. Non ho idea di come le persone programmassero i tour senza. È il modo più facile per far conoscere la tua musica e per raggiungere le persone per cui, sì, lo amo. Tutte le nostre uscite sono sulla nostra pagina Bandcamp. Per favore ascoltatele quanto volete e parlatene ai vostri amici.

Quante persone ci sono dietro alla Snowstar? E quante di esse si guadagnano da vivere dall'etichetta?
Sono il solo a lavorarci a tempo pieno. Poi c'è solo un ragazzo che mi aiuta un giorno a settimana, e siamo fortunate ad avere alcuni bravissimi stagisti.

C'è qualche "trucco" che usi per capire se una band o una canzone valgano il tuo interesse o giudichi solo in base ai tuoi gusti?

Il mio gusto è il punto di partenza, e poi in genere faccio sentire il tutto ad alcune persone della cui opinione mi fido. Ma se finisco con l'ascoltare il disco in repeat per più di una settimana - il che succede davvero - allora so che finirò probabilmente per pubblicarlo comunque, qualsiasi cosa mi dicano.

Incoraggi gli artisti nel tuo roster a suonare dal vivo? Pensi che questo possa essere il miglior modo di autopromuoversi, o esistono modalità più efficaci?
Assolutamente. È la via migliore, di gran lunga. Penso davvero che le band dovrebbero andare in tour il più possibile. Andate là fuori, suonate per la gente e costruitevi un pubblico.

I Am Oak



iamoakPerchè hai deciso di firmare per la Snowstar e non di autoprodurre la tua musica?
Cedric e io ci siamo incontrati attraverso Stefan - bassista negli I Am Oak - qualche anno fa. Stefan e io eravamo diventati amici semplicemente apprezzando reciprocamente la musica di uno e dell'altro. Lui poi mi ha presentato Cedric, dicendo che sarebbe stata una grande idea se la Snowstar avesse prodotto qualcosa degli I Am Oak. L'idea piacque davvero anche a me. A quel punto avevo fatto solo qualche autoproduzione lo-fi di basso profile, divertendomi molto, ma mi sentivo anche pronto a fare un "vero" disco.
Così, la collaborazione con la Snowstar significava anche che sarei stato in grado di alzare la posta in gioco. Alla fine a Cedric piaceva quello che facevo musicalmente, a me piaceva ciò che la Snowstar aveva da offrirmi e la direzione verso cui si stava dirigendo l'etichetta a quel tempo, ci sembrava di andare d'accordo a livello personale, così decidemmo di unire le forze: il che ha funzionato molto bene!

Qual è la tua relazione con altri artisti Snowstar?
Ci conosciamo tutti, abbiamo relazioni amichevoli. Cerchiamo di supportarci e aiutarci, in un modo o nell'altro. Immagino che sia la cosa bella di essere parte di una piccola etichetta indipendente locale.

In "Oasem" troviamo un sentimento che è piuttosto nuovo per il "solito" luogo mentale dei dischi cantautorali. Un sentimento espansivo, un respiro di libertà, come un processo di auto-scoperta nel quale uno trova un mondo interiore esotico e puro. Questo concept è stato ispirato da qualcosa o qualcuno in particolare?
Penso che questo concept venga dallo stato in cui mi trovavo a quel tempo. Ero davvero a metà tra due fasi della mia vita. Stavo prendendo una pausa dalla mia triennale alla scuola di arte per potermi dedicare di più alla mia musica, il che mi diede un sacco di libertà tutto d'un tratto, ma mi spaventò molto, anche, perché avevo perso tutta la stabilità e la routine che avevo prima.
Così cominciai a concentrarmi sul serio su questa esplorazione di me stesso, per scoprire di cosa fossi fatto.

Hai preso ispirazione per il tuo moniker dalla tua città natale. Come ha plasmato il tuo "ambiente" "Oasem"? Ha qualcosa a che fare con la netta sensazione di nuotare che si avverte?
L'ambiente può avere un effetto diretto sulla mia musica, immagino. Mentre scrivevo i pezzi di "Oasem", avevo trascorso del tempo durante l'estate in Finlandia, la quale ha avutoun'influenza piuttosto forte sulle immagini liriche del disco ed è diventata un importante capitolo di "Oasem". Una canzone come "Island", ad esempio, descrive un'esperienza vera che ebbi a quel tempo, mentre me ne stavo in pieno vento sulla cima di una collina, su un'isola, al tramonto.

Ho letto che il tuo processo di arrangiamento del tuo suono è anche piuttosto casuale: prendi in prestito strumenti dagli amici etcetera. Sei soddisfatto dal risultato finale?
Lo sono. Sono soddisfatto della direzione presa dal disco durante tutta la scrittura e il processo di arrangiamento. Ho sentito di creare qualcosa di completamente nuovo, qualcosa che non suonava simile a nient'altro che avevo già fatto, ma anche diverso da qualsiasi cosa avessi già sentito.

Perché hai scelto di intitolare il tuo disco con una parola dialettale, quando hai deciso di cantare in inglese? E perché l'inglese e non l'olandese?
"Oasem" significa "respiro", che è una parte fondamentale della vita. Utilizzando una parola nel dialetto di dove sono nato mi riferisco alle mie origini, alle mie radici. "Oasem" si pronuncia come "awesome" (sublime in inglese), che ha a che fare con i sentimenti di stupore e con la natura e  coi paesaggi tratteggiati nel disco. Insomma è un titolo molto ricco che si relazione col contenuto dell'album su diversi livelli.
Penso che la ragione più importante per la quale non canto in olandese sia molto banale; dal punto di vista sonoro, si tratta di una lingua molto brutta. Alcuni sanno cosa farsene e ne escono, più o meno, io non riesco. Trovo l'inglese molto più ricco, poeticamente. Forse mi distanzia ulteriormente dalla realtà, essendo una lingua straniera, il che rende più facile essere onesti e aperti, lasciandomi anche la sensazione di essere protetto.

Questo "Nowhere Or Tammensaari" è il primo disco che avete registrato con la vostra band e non da solo. Com'è stato? Questo si riflette sul sound dell'album e come?
"Nowhere Or Tammensaari" è il primo disco a essere stato registrato con la mia band. È stata una grande esperienza. Penso che tutti - più o meno - sapessero cosa significhino gli I Am Oak per me e conoscevamo le abilità e le qualità dell'uno e dell'altro; abbiamo utilizzato questa conoscenza per convertire le mie canzoni non finite in un disco abbastanza velocemente. Abbiamo suonato insieme come band durante le registrazioni, anche, e penso che si possa sentire, ha un sound più live, più rilassato, rispetto al lavoro precedente. Suona anche molto più dinamico, per lo stesso motivo.

Puoi raccontarci di questa "isola delle querce" che dà il nome al tuo disco? Si tratta del luogo effettivo nel quale hai registrato o un tema generale che volevi esprimere?
"Tammensaari" è una parola finlandese che si traduce con "isola delle querce". È il nome di un luogo inventato. È un nome diverso che indica quel "nessun luogo" che è anch'esso nel titolo dell'album ("Nowhere"). Un posto intangibile, in continua mutazione e movimento. È l'origine anche degli stessi I Am Oak.

Kim Janssen



kimjanssenPerché hai deciso di firmare per la Snowstar e non di autoprodurre la tua musica?
Conoscevo Cedric da un po' prima che decidessimo di pubblicare questo album insieme. Avevo avuto l'occasione di vedere come lavorasse con altre band nel corso degli anni, nei tour, nella promozione e nella loro gestione e nella costruzione della sua etichetta, allo stesso tempo. Ho molto rispetto per questo.
Così mi parve un grande privilegio avere a bordo Cedric - o la Snowstar - per l'uscita di questo disco. Conosco da tempo anche gli altri artisti Snowstar, per cui sembra davvero di unirsi a una famiglia.

Qual è la tua relazione con gli altri artisti Snowstar?
Conosco Thijs e Aino degli I Am Oak e i Secret Love Parade da qualche anno, ormai, attraverso amici comuni, facciamo concerti insieme, ci ospitiamo a vicenda durante i festival e i tour. Poi sono loro fan dall'inizio!
Conosco i ragazzi dei LUIK da ancora prima, perché eravamo compagni di classe alla Pop Academy in Leewarden. Lukas (Dikker) ha inoltre registrato il mio disco. Io e Bart Van Der Lee eravamo nella stessa band tanti anni fa, e le nostre famiglie si frequentano da quando eravamo ragazzini.

In pratica li conosco tutti da tempo! È qualcosa di speciale perché ci conosciamo tutti molto bene e allo stesso tempo siamo fan l'uno dell'altro.

"Ancient Crime" è un concept ambientato in una "scuola del nord ovest dell'Inghilterra in inverno". Si tratta di un luogo ideale, che rappresenta lo spirito del disco, o esiste una connessione specifica con l'argomento delle tue canzoni? Di quale "antico crimine" stai parlando?
Sì, il collegio del nord ovest dell'Inghilterra fornisce l'ambientazione dell'intero disco. Tutto ha luogo in questo mondo composto da un vecchio, isolato, idilliaco collegio in inverno. Un mondo dove la tradizione, l'ambizione e la disciplina sono parte della vita di tutti i giorni, così come i quartetti d'archi, i clarinetti, i corni e i cori di chiesa.
"Ancient Crime" viene da un inno di Natale di Edward Elgar. Penso si riferisca all'"antico crimine" che ha reso necessarie la nascita e la morte di Gesù. Pensavo fosse adatto avere un titolo che si riferisse all'inverno e al Natale e allo stesso tempo portasse con sé il peso della tradizione, della storia - in senso sottilmente oscuro. È un pensiero interessante, se la storia antica possa o no stendere un'ombra sulle vite di oggi.

Il tuo disco ha canzoni molto minimali, altre con arrangiamenti orchestrali e anche corali, e molte tracce strumentali. Qual è il tuo background musicale?
Durante il liceo, ascoltavo Coldplay, Muse, Travis, etc. Penso che fossi una persona nuova dopo aver scoperto artisti come Sufjan Stevens, Mark Kozelek e Iron & Wine, subito dopo il liceo. Il compositore Nico Muhly e il suo lavoro con Sam Amidon, ad esempio, ha anch'esso avuto una grossa influenza su di me, recentemente.

Come coordinerai la tua carriera solista coi Black Atlantic?
È piuttosto difficile coordinarla e penso che sia una cosa buona. È un buon problema. Ma significa in effetti sacrificare un po' da entrambi i lati. Dobbiamo davvero pianificare le ore per far funzionare il tutto. Pianifichiamo con un anno di anticipo.

Perché avevi l'urgenza di esprimerti come musicista folk, come cantautore, quando eri già in una band?
Penso che entrambe le cose siano davvero divertenti: rock-eggiare con una band e fare cose folk, più tranquille. Naturalmente il mio repertorio solista è molto più personale. Coi Black Atlantic si tratta più di uno sforzo collettivo e la scintilla principale viene dal frontman, Geert van der Velde.

LUIK



 

luik


Perché avete scelto di firmare per la Snowstar e non di auto-produrre la vostra musica?
Ci auto-producevamo, in effetti, ma, se cresci come band, è cosa buona avere persone che lavorano con te sulle cose che vuoi approvare. Penso che la ragione principale sia che noi e la Snowstar condividiamo l'ambizione e l'approccio nel fare e pubblicare musica.
Poi vivendo a Utrecht abbiamo incontrato un grande gruppo di musicisti affini che avevano firmato per questa piccola grande etichetta! Se Cedric pubblica il tuo disco puoi essere certo che lo adora davvero, è una cosa importante!

Qual è il vostro rapporto con gli altri artisti Snowstar?
Noi ci siamo uniti alla Snowstar insieme a Kim l'anno scorso, ci conosciamo da anni perché eravamo amici e compagni di classe alla Pop Academy a Leeuwarden. Inoltre Kim e io abbiamo suonato insieme per un po' di tempo. Conosco i ragazzi e le ragazze dei Secret Love Parade e degli I Am Oak attraverso show casalinghi a Utrecht, dove io e Keimpe siamo sempre vissuti. Siamo fan l'uno dell'altro. Abbiamo fatto qualche concerto insieme agli I Am Oak per il tour promozionale del loro album "Oasem", lì è stato quando Thjis mi ha presentato a Cedric.

"Luik" sta, in olandese, per "Liège". Come mai avete scelto questo nome? È per la famosa battaglia della Prima Guerra mondiale? Siete legati in qualche modo a quella cittadina belga?
È il nome olandese per "Liège" così come è la parola olandese per "portellone", o "saracinesca". L'ho scelto come anagramma per il mio nome (LUkas dIKker). Mi piace il fatto che si presti a significati e traduzioni diversi.

Diversamente da altre band e artisti Snowstar, il vostro background sembra maggiormente influenzato dallo slowcore, rispetto al folk. Quali sono le vostre influenze musicali?
Penso che i LUIK siano più influenzati dal blues, più che dal folk. Roba lenta e groovy. Sono influenzato dai gruppi progressive e di rock psichedelico, dai musicisti jazz e dalla musica soul e funk, per il modo in cui chi suona lo fa insieme, in una maniera (inter)comunicativa. Sono influenzato dai gruppi indie e folk nel tentativo di creare un suono autentico, una dimensione in cui raccontare la propria storia. Di questi tempi ascoltiamo Julian Lynch, Real Estate, John Frusciante, Mount Eerie, Ilyas Ahmed, Dirty Projectors e molti altri! Anche grandi band olandesi come gli Herrek, i Bebe Fang, i Woud e i nostri amici di etichetta Secret Love Parade, I Am Oak, Kim Janssen e The Subhuman.

Sappiamo veramente poco della band e sia il vostro sito che quello Snowstar sono molto poveri di notizie e informazioni. È una scelta consapevole? Preferite avere a che fare coi vostri fan solo con la musica?
Invece di fare di tutto per essere "visti", scegliamo di comunicare le nostre cose in modo non invadente. Io stesso non sono interessato a cosa fanno altri musicisti quando arrivano a casa e si tolgono le scarpe. La nostra musica è la sola cosa per la quale vogliamo essere conosciuti.

Quali sono i temi di "Owls", il vostro esordio? È tutto, in questo mondo, così oscuro e tetro, o ci sono degli squarci di luce?
Il tema principale di "Owls", nei testi, è la solitudine. In maniera romantica e nostalgica, così come in modo non romantico, freddo e vuoto. Cerco di scrivere in modo contemplativo... Considerando e facendomi delle domande. In questo modo spero che le parole suonino piuttosto speranzose.
Playlist
I AM OAK - On Claws (2010)

I AM OAK - Oasem (2011)

I AM OAK - Nowhere Or Tammensaari (2012)

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KIM JANSSEN - Ancient Crime (2012)

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LUIK - Owls (2012)
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