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Solar Ipse

di Antonio Ciarletta

Solar IpsePuò sembrare strano parlare di una fanzine cartacea nell'anno domini 2012, eppure in questo caso non se ne può proprio fare proprio a meno. Soprattutto se la fanzine in questione si occupa di musiche che non sempre trovano spazio adeguato in rete e, considerando anche che, con sempre più frequenza, l'informazione su internet si sta trasformando nello strumento di legittimazione del nuovo "mainstrem indie". Allora, Solar Ipse (precedentemente Xerox Militia) si rende necessaria e benvenuta in quanto riesce a fornire uno sguardo obliquo e appassionato su realtà oscure (persino di questi tempi). Anche perché la fanzine nasce come strumento di diffusione di materiali "laterali" e da "Perfumed Garden", come è possibile intuire dal sottotitolo, che recita: "Meticciamenti, Depistaggi & Icone fluttuanti della musica di oggi".

A ben vedere, comunque, lo spettro degli argomenti e delle musiche esaminate è molto più ampio di quanto l'aspetto grafico lasci intuire; certo, la trattazione di doom e psichedelia rimane centrale, tuttavia Solar Ipse riesce a dare buona copertura anche a generi come elettronica, noise (Solar Ipse è un pezzo degli Aufgehoben), post-rock, folk e altro, senza mai deviare da una direzione di fondo, che è quella di promuovere materiali underground di cui si parla poco sui media musicali più diffusi.
Il formato e la cadenza sono lasciati alla casualità e alla voglia di Loris Zecchin, la grafica è curata, e il bianco e nero ben si adatta al taglio degli argomenti trattati.

Ma, più nello specifico, di che parla la fanzine? Chi vi scrive ha sotto mano il numero 3 e il numero 4 nei quali, giusto per fare qualche riferimento, si parla di Alexander Tucker, degli Aufgehoben, della Boring Machines, dei Vonneuman, degli Slumberwood, dei Father Murphy, dei True Widow e di tanti altri. E poi ci sono articoli molto interessanti sul mondo dei Vegan, sui dischi di musica d'avanguardia e di dodecafonia che hanno anticipato il noise, e poi ancora, interviste condotte con l'impertinenza del fan ma con la perizia critica del giornalista.
Molto gustosa è - nel numero 3 - la classifica del decennio 2000-2010, in cui compaiono formazioni che a stento o per nulla hanno trovato posto nelle classiche di altre riviste/webzine. Giusto per fare qualche nome: Blut Aus Nord, Fat Worm Of Error, Knut, Lietterschpich, Thunderstorm e Wold.

Zecchin è un invasato vecchia maniera, uno che ama sfogliare materiali cartacei e maneggiare vinili, uno di quelli divorati dal sacro fuoco del rock. Le sue parole - nell'editoriale del numero quattro della fanzine - sono la migliore rappresentazione di ciò che Solar Ipse è, ma anche del suo approccio alla musica e alla critica: "Scommettere su una forma di comunicazione così desueta quando in rete imperversano blog/webzine di ogni latitudine e grado ti ghettizza automaticamente nel girone infernale del tardo/romantico donchisciotte che combatte contro i mulini a vento; ma ad essere sinceri non è che mi dispiaccia... anzi un po' ci godo!".

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