Approfondimenti

Strata East - La stagione d'oro del soul-jazz

di Gabriele Baldaccini

Tra le molte fasi che il jazz ha attraversato durante tutta la sua lunga e affascinante storia, una delle più interessanti da approfondire è di sicuro quella che plasmò la filosofia della cosiddetta “Rivoluzione Nera”. Il linguaggio utilizzato per metterne in atto il messaggio s’identificò, all’inizio degli anni Sessanta, con quella che fu definita la New Thing, ovvero la rivolta del free jazz.
Durante il periodo delle rivendicazioni di Malcom X e dei cortei pacifici di Martin Luther King, prese così forma la grande musica di personaggi come Ornette Coleman, Albert Ayler, Max Roach e di collettivi quali l’AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians).
Arrivati poi gli anni Settanta, l’espressività di questo jazz cambiò in parte le sue tendenze: avvicinandosi a forme musicali più popular, come il funk o il soul, essa si rinnovò interamente, ricaricando di nuova energia vitale i corpi e le menti del popolo afroamericano.
Un’etichetta, in particolare, permise a quel tipo di jazz radicato nella spiritualità afrocentrica di esprimere le proprie idee: si chiama Strata-East Records.
Fondata nel 1971 dal pianista Stanley Cowell e dal trombettista Charles Tolliver, aveva un sistema che permetteva all’artista di seguire il proprio lavoro in ogni fase della sua produzione, affidandogli la totale responsabilità su quello che sarebbe stato il prodotto finale.
Consegnò alla storia, durante tutto il decennio dei Settanta, oltre cinquanta album, tra cui alcune vere e proprie gemme, divenendo così un importante mezzo per il proseguimento della diffusione di quegli ideali tipici della controcultura underground dei Sessanta; una tappa essenziale nella storia del jazz e in quella della musica afroamericana tutta.
La nostra intenzione è dunque di ricordarne le vicende, con un percorso che attraversi quelle che furono le sue registrazioni più significative e di maggior valore artistico.

Charles Tolliver - Music Inc. (1971)


Basso - Cecil McBee
Batteria - Jimmy Hopps
Flauto - Bobby Brown, Clifford Jordan , Jimmy Heath , Wilbur Brown
Pianoforte - Stanley Cowell
Trombone - Curtis Fuller , Dick Griffin , Garnett Brown , John Gordon
Tromba - Charles Tolliver , Danny Moore , Larry Greenwich , Richard Williams , Virgil Jones
Tuba, Sassofono Baritono - Howard Johnson


Il tipico mood Strata-East si modella in questa opera prima del fondatore dell’etichetta, Charles Tolliver. L’impronta è quella di un jazz orchestrale, che respira atmosfere sfumate nel soul e nel funk, a tratti addirittura blackploitation (sentitevi “Abscretions”). La tipica etnicità da black power è, in alcuni episodi, lievemente offuscata, ma non c’è dubbio che il groove di questa big band tiri nella direzione giusta. Da qui parte tutto.


Mtume Umoja Ensemble - Alkebu-Lan Land Of The Blacks (Live At The East) (1972)


Basso - Buster Williams
Conga, Corno - Mtume
Batteria - Billy Hart , Ndugu
Pianoforte - Stanley Cowell
Sassofono Contralto, Soprano - Gary Bartz
Sassofono Tenore, Flaute - Carlos Garnett
Violino - Leroy Jenkins
Voce - Andy Bey , Eddie Micheaux , Joe Lee Wilson, Wueusi Kuumba , Yusef Iman


In “Alkebu-Lan”, live registrato a New York nell’agosto del 71, è il suono dell’Africa più nera a venire fuori. Nelle invocazioni sciamaniche delle voci di Bey, Wilson e Micheaux, c’è la forza ancestrale dei riti delle tribù nomadi africane. Particolarmente evocativa è “No Words”, traccia del secondo Lp, dove s’improvvisa vocalmente utilizzando grida, gorgheggi, grugniti, frasi scat e schiamazzi ritmati, accompagnati magistralmente dal piano assopito e melodico di Stanley Cowell. Quella che ne viene fuori è una delle musiche afroamericane più intellettuali di quel periodo.


JuJu - A Message From Mozambique (1973)


Sassofono Tenore, Soprano, Shekere, Voce - Plunky Nikabinde
Vibrafono, Flauto, Voce - Lon Moshe
Pianoforte, Shekere, Voce - Al-Hammel
Basso, Flauto, Voce - Ken Shabala
Percussioni, Shekere, Voce - Jalango Ngoma
Batteria, Conga, Voce - Babatunde


La parola JuJu, nel linguaggio arcaico dell’Africa dell’ovest, si riferisce al potere soprannaturale attribuito a determinati oggetti ritenuti magici. Caratterizzato da un mood notevolmente coltraniano, questo disco furoreggia tra strutture armoniche modali e danze tribali che di magico hanno le atmosfere, come se appunto contenessero un proprio JuJu.
Si passa dalla frenesia free di “Home” o di “Make Your Own Revolution Now” ai canti festanti di “Nairobi”, per un jazz d’incredibile spiritualità e religiosità.  


Cecil McBee – Mutima (1974)


Basso - Cecil McBee
Congas - Lawrence Killian
Batteria - Allen Nelson , Jimmy Hopps
Flauto - Art Webb
Percussioni - Jaboli Billy Hart, Michael Carvin
Pianoforte - Onaje Allen Gumbs
Sassofono Contralto - Allen Braufman
Sassofono Tenore, Soprano - George Adams
Tromba, Ficorno - Tex Allen
Voce - Dee Dee Bridgewater


Mutima cioè “cuore”, se vogliamo intenderlo in termini figurativi, potremmo definirlo il centro ideale dello spirito e della cultura dell’Africa nera. McBee con la sua musica ne sviscera l’essenza. Forse il miglior disco di tutta la produzione Strata-East, ma questo è un giudizio puramente soggettivo.
Un nuovo messaggio di libertà culturale, veicolato attraverso composizioni come “From Within”, dove Cecil suona due contrabbassi contemporaneamente: undici minuti di introspezione sonora, dove le potenzialità dello strumento vengono completamente enunciate.
Se non avete troppo tempo a disposizione, ma volete farvi un’ idea di quella che è stata la spiritualità nel jazz della prima metà dei Settanta, ascoltate assolutamente questo pezzo: non ve ne pentirete. 


Shamek Farrah - First Impressions (1974)


Sassofono Contralto - Shamek Farrah
Basso - Milton Suggs
Tromba - Norman Person
Pianoforte - Kasa Mu-Barak Allah, Sonelius Smith
Batteria - Clay Herndon, Ron Warwell
Conga - Calvert "Bo" Satter-White
Percussioni - Kenny Harper


Il primo album del newyorkese Shamek Farrah trasuda fieramente quella spiritualità tipica del jazz più radicale della prima metà dei Settanta (Pharaoah Sanders, Art Ensemble of Chicago).
Con la sua proposta egli riesce a particolareggiare il proprio linguaggio attraverso una ritmicità che rende il suono man mano sempre più trascinante: “Umoja Suite” - dove lo stile percussivo del pianista Sonelius Smith ne esalta ancor più le cadenze – ne è un ottimo esempio. La perla assoluta rimane però la title track: praticamente una specie di nu jazz ante-litteram.


Gil Scott-Heron & Brian Jackson – Winter In America (1974)


Basso - Danny Bowens
Batteria - Bob Adams
Piano Elettrico e Acustico, Voce - Brian Jackson
Piano Elettrico, Voce - Gil Scott-Heron


La terza collaborazione tra il pianista Brian Jackson e il poeta soul Gil Scott-Heron, dà origine a quello che è un disco vellutato, soffice, che ci avvolge grazie a una delle voci più calde di quel periodo. Anticipatore di un modo di recitare i testi che successivamente diverrà tipico della prima stagione del rap americano, in questo disco Heron mette in atto, di quello stile, gli episodi più creativi (“H2Ogatew Blues”), ma sa anche quando è il momento di sfoderare un istinto più funky (“The Bottle”, che per la cronaca fu il singolo più venduto in casa Strata-East) o addirittura free-soul (“Peace Go With You Brother”).
Fu, tra le altre cose, il primo lavoro che dette finalmente un po’ di notorietà a questa etichetta.


Heath Brothers – Marchin’ On (1976)


Basso - Percy Heath
Batteria - Albert Heath
Flauto, Sassofono Soprano, Tenore - Jimmy Heath
Pianoforte, Kalimba - Stanley Cowell


Tutta la forza di questo disco è racchiusa in “Watergate Blues”: partenza affidata al contrabbasso di Percy Heath che, solitario, scandisce ogni nota; è una costruzione atipica, perché gli altri strumenti si vanno ad aggiungere solo successivamente, ma la linea melodica (improvvisata sul momento) rimane nelle mani del contrabbassista, e caratterizza attraverso questo blues tutta la naturalezza e  l’istintività del progetto Strata-East. Al contrario la precisione compositiva di “Smilin’ Billy Suite”, assembla una nuova costruzione da jazz spirituale: musica che viene dal cuore, e niente di più.

Playlist

Discografia completa Strata-East

SES 1971 - Music Inc.
1972 - Charles Tolliver/Music Inc. - Live at Slugs Vol. 1
SES 1972-0 - Charles Tolliver/Music Inc. - Live at Slugs Vol. 2
SES 1972-1 - Clifford Jordan - In The World
SES 1972-2 - Jazz Contemporaries - Reasons In Tonality
SES 1972-3 - Composer's Workshop Ensemble
SES 1972-4 - Mtume Umoja Ensemble - Alkebu-Lan: Land of The Blacks
SES 19730 - The Piano Choir - Handscapes
SES 19731 - Brother Ah - Sound Awareness
SES 19732 - M'boom - Re: Percussion
SES 19733 - Pharoah Sanders - Izipho Zam (My Gifts)
SES 19734 - Cecil Payne - Zodiac
SES 19735 - Juju - A Message From Mozambique
SES 19736 - Charles Brackeen - Rhythm X
SES 19737/8 - Clifford Jordan - Glass Bead Games
SES 19739 - Billy Harper - Capra Black
SES-19740/1 - Charles Tolliver/Music Inc. - Live at the Loosdrecht Jazz Festival
SES 19742 - Gil Scott-Heron/Brian Jackson - Winter In America
SES 19743 - Stanley Cowell - Musa: Ancestral Streams
SES 19744 - The Descendants of Mike and Phoebe - A Spirit Speaks
SES 19745 - Charles Tolliver/Music Inc. - Live in Tokyo
SES-19746 - Charles Rouse - Two is One
SES 19747 - Dick Griffin - The Eighth Wonder
SES 19748 - The John Betsch Society - Earth Blossom
SES 19749 - Weldon Irvine - In Harmony
SES 7410 - The Cosmic Twins - The Waterbearers
SES 7411 - Muriel Winston - A Fresh Viewpoint and...
SES 7412 - Shamek Farrah - First Impressions
SES 7413 - Charles Sullivan - Genesis
SES 7416 - Keno Duke/Contemporaries - Sense of Values
SES 7417 - Cecil McBee - Mutima
SES 7418 - The Ensemble Al-Salaam - The Sojourner
SES 7420 - Juju - Chapter Two: Nia
SES 7421 - Jayne Cortez - Celebrations and Solitudes
SES 7422 - Composer's Workshop Ensemble - We've Been Around
SES 7423 - Sonny Fortune - Long Before Our Mothers Cried
SES 7425 - Charles Davis - Ingia!
SES 7430 - Shirley Scott - One For Me
SES 7431 - Harold Vick - Don't Look Back
SES 19750 - The Piano Choir - Handscapes 2
SES 19752 - The Brass Company - Colors
SES 19754 - Billy Parker's Fourth World - Freedom of Speech
SES 19757 - Charles Tolliver/Music Inc. - Impact
SES 19758 - Milton Marsh - Monism
SES 19759 - Larry Ridley - Sum of the Parts
SES 19760 - John Gordon - Step By Step
SES 19761 - George Russell - Electronic Sonata For Souls Loved By Nature 1980
SES 19765 - Stanley Cowell - Regeneration
SES 19766 - The Heath Brothers - Marchin' On
SES 7610 - The Warm Voice of Billy C - Where Have You Been, Billy Boy?
SES 19771 - Shamek Farrah/Sonelius Smith - The World of the Children
SES 19772 - Bruce Johnson and Rodney Jones - The Liberation of the Contemporary Jazz Guitar
SES 19780 - John Gordon - Erotica Suite
SES 8001 - Charles Tolliver - Compassion
SES 8002 - John Hicks - Hell's Bells
SES 8003 - The New York Bass Violin Choir

Raccolte

SJR LP19 - Soul Jazz Love Strata-East
US LP6 - Strata-2-East
MS-020 - Charles Tolliver Mosaic Select

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