Libri

D'Onofrio-Ferro

I 101 racconti di Canterbury

di Antonio Silvestri
Autore: Valerio D'Onofrio e Valeria Ferro
Titolo: I 101 racconti di Canterbury. Viaggio nella storia di una (non) scena.
Editore: Edizioni Crac
Pagine: 304
Prezzo: Euro 18,00

canterbury_donofrio_ferro_600Le librerie pullulano di volumi su determinati periodi musicali, scene nazionali e generi più o meno specifici, garantendo ai neofiti ore di interessanti letture che tuttavia falliscono irrimediabilmente nel restituire un quadro che sia anche completo e approfondito. Ci si trova quindi a essere attratti da letture che analizzino approfonditamente realtà circoscritte, edite da case editrici coraggiose come Crac, che ha pubblicato anche uno dei pochi libri sul black-metal scritti in italiano, l'ottimo "Da Satana all'Iperuranio", e l'altrettanto peculiare volume sulla musica dubstep di Giuliano Delli Paoli.

Questa volta l'attenzione è tutta rivolta a una scena tanto eccezionale quanto troppo spesso affrontata con superficialità, inseguendo unicamente le opere più celebrate e famose. Si tratta della florida realtà musicale di Canterbury, che viene analizzata dai due autori con precisione e passione, tali da permettere al lettore una comprensione approfondita delle dinamiche che hanno portato alla nascita di una scena dai confini mutanti, dominata da alcune personalità dalla statura artistica sensazionale. 

Aperto da una riflessione di Fabio Zuffanti, figura centrale del neo-prog italiano, l'opera si compone di 101 analisi di album appartenenti alla scena di Canterbury, 80 nati in Inghilterra e gli ultimi 21 italiani, almeno anagraficamente, ma con forti legami con la cittadina del Kent. Una tale presentazione sarebbe tuttavia ingenerosa, dando l'impressione di una mera guida all'ascolto, pur corposa. Valerio D'Onofrio e Valeria Ferro riescono invece a condurre per mano il lettore in un racconto che supera la mera narrazione dei fatti musicali, per ricomprendere le dinamiche interpersonali, emotive, politiche e sociali che hanno fatto da propellente per la scena.

Non è quindi un caso che sia presente una corposa nota introduttiva, seguita dalla presentazione dei quattro personaggi principali della storia canterburiana: Daevid Allen, Kevin Ayers, Robert Wyatt e Richard Sinclair.  Dalle vicende artistiche e personali di questi quattro giganti si muove una narrazione esaustiva, arricchita da note introduttive ai vari periodi storici individuati dagli autori e un approfondimento sul "Rock In Opposition". Anche i lettori più esperti potranno trovare curiosi aneddoti, citazioni e approfondimenti di sicuro interesse, elementi fondamentali di una totale immersione nel mondo canterburiano. Persino a riguardo di opere particolarmente famose gli autori riescono a fornire spunti d'analisi inediti, prospettive che riflettono un profondo amore per la musica trattata.

Non bastasse tutto questo, il libro è completato da foto estremamente rare dei Gong, associate a un'intervista a Orlando Monday Allen, figlio secondogenito di Daevid Allen e Gilli Smyth. Altre tre interviste arricchiscono l'ultima parte del libro: all'autore del fondamentale "Solchi Sperimentali" Antonello Cresti, al direttore della rivista "PROG" e grande esperto di musica progressiva Guido Bellachioma e al direttore di OndaRock Claudio Fabretti. I più curiosi troveranno anche informazioni di rilievo, scritte direttamente dal direttore artistico Domenico De Mola, sul "Fasano Jazz", un festival che ha molti punti di contatto con la scena di Canterbury e che rappresenta al momento la più grande opportunità nazionale per ascoltare la musica raccontata nel libro dal vivo.

Chiuso dall'immancabile, quanto sorprendentemente completo, elenco di album consigliati, e completato da alcune divertenti e surreali foto degli autori, questo viaggio nella (non) scena di Canterbury è un'aggiunta immancabile alla libreria di qualsiasi appassionato di musica rock, sperimentale e di ricerca. Per la completezza delle informazioni, le acute analisi e la varietà dei contributi al lettore basterà aggiungere questo volume per possedere quella che è verosimilmente la guida italiana definitiva alla scena di Canterbury. 


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