OUR SLEEPLESS FOREST - Our Sleepless Forest

2008 (Resonant)
ambient, elettronica

La storia non è altro che un eterno film che si ripete, sempre uguale eppure sempre diverso. Capita allora che tre ragazzotti della periferia sud di Londra, tali Sam Purcell, Josh Rothberger e Karl Jawara, decidano di mettersi a far musica. E sin qui di certo nulla di eccezionale, realisticamente si penserebbe al solito trio post-punk in odore di next big thing. Ma non è da quelle parti, e qui sta la novità, che i tre londinesi vanno a parare. E manifesto programmatico di ciò che vogliono trasmettere, del loro suono, è sicuramente il nome scelto: Our Sleepless Forest.

Di primo acchito verrebbe da pensare ai soliti dischi un po' così, un po' fine a se stessi, pieni zeppi di ambient senza capo né coda, field recordings e un qualche glitch che ci sta sempre bene. Niente di più sbagliato se, cuffie alla mano, ci si immerge nel self-titled pubblicato, manco a dirlo, dalla Resonant. Otto tracce per poco meno di tre quarti d'ora di musica.

Non serve immaginare, non è necessario. La necessità è non pensare, è lasciarsi andare. E la risacca ci condurrà esattamente dove avremmo voluto, in uno spazio vuoto, in un nulla tremendamente pieno e paradossalmente impalpabile. Questo è l'abbandono di fronte alle delicatezze di "Nomads" o  "Doors In Limbo". Loscil pare osservare da lontano. Ma qui le coordinate sono diverse, particolari, uno stile quasi inconfondibile. Elettronica, ambient, tocco bucolico e sguardi persi in albe cristalline senza fine o in paesaggi nebbiosi senza coordinate. E "Afraid Of You" è fuoco allo stato gassoso: se ne avverte il calore, ma tutto pare disperdersi in una colossale glaciazione. Né parole né sentimenti in "The Clarion": solo sensazioni di una anima che si smaterializza, di un corpo che parte verso lidi oscuri. E' un ciclo infinito, un moto perpetuo.

Ed ecco allora riemergere in "Haze" o  in "Aircastles" atmosfere da sottobosco negli autunni freddi, sole che si fa largo fra la nebbia e fra le foglie ingiallite. Tronchi che si allungano verso il cielo, un cielo che è terso e limpido come una mattina di primavera. Fruscii del vento e cinguettii. Un'esperienza purificante, dinamica e nel contempo rallentata in una tensione cinematica senza pari.

E' la quiete dopo la tempesta. Un esordio di una bellezza limpida e lampante, cristallina e fresca. Un album per una ideale passeggiata nella natura.

05/04/2008

Tracklist

  1. 1. Nomads
  2. 2. The Tinderbox
  3. 3. Doors In Limbo
  4. 4. White Bird
  5. 5. Aircastles
  6. 6. Afraid Of You
  7. 7. Clarion
  8. 8. Haze

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