Ovvero: di come in una settimana d’ispirazione e divertimento si ottiene un risultato migliore del frutto di mesi di lavoro.
L’omonimo debutto dei Pyramids nasce durante le sessioni di registrazione di “Derdang Derdang”, album degli Archie Bronson Outfit, per mano di due componenti del gruppo, Sam Windett – voce e chitarra – e Mark Cleveland alla batteria che, lasciate a casa, insieme all’amico bassista, ogni tipo di melodia e suono pulito e inasprendo il garage sempre più, riescono a trovare una quadratura del cerchio invidiabile.
In questa dimensione più grezza e selvaggia, la voce di Windett, caratteristica distintiva di entrambi i gruppi, trova il suo habitat naturale, il contesto ideale dove innalzare i suoi versi sofferti e le sue urla sguaiate in abrasivi garage-rock (“A White Disc Of Sun”; “A Gala In The Harbour Of Your Heart”), ossessioni wave da Pere Ubu (Publikoto”) e, soprattutto, nella rumorosa “Hunch, Your Body, Love Somebody”, improbabile hit accompagnato da un assurdo video che merita di essere visto.
Divertono e si divertono, Windett e Cleveland, anche con dell’inaspettato country; “Festoons” è un allegro garage partorito da uno Springsteen punk ubriaco, mentre con “Empty Yourself” sembra quasi di vedere qualche ballo di cowboy che battono gli stivali roteando con le loro dame; sanno però anche essere ben solidi, come nei due minuti intensi, ipnotici e striscianti di “Manitou” o nella tirata e satura “Glue You”, che chiude il disco.
In sostanza, un album davvero riuscito, senza passi falsi e con canzoni che, seppur meno variopinte di quelle di “Derdang Derdang”, riescono a esprimere al meglio le potenzialità dei due artisti, formando una tracklist che, a parte l’intoppo strumentale di “Guitar Star”, scorre fluida e piacevole.
Nella pagina di presentazione della Domino assicurano che The Pyramids non è un gruppo da “un album e via”, ma che i due sono già pronti a incidere un seguito di questo omonimo debutto; una buona notizia, perché sarebbe un peccato che rimanesse un episodio isolato.
Chissà che in un futuro, magari molto prossimo, non siano gli Archie Bronson Outfit a diventare il progetto minore…
31/01/2008