Progetto solista di Neil Campbell, Astral Social Club è un altro luogo di perdizione cosmica, di droni alieni che fluttuano liberi e felici in uno spazio sconfinato, di rapimenti estatici mutevoli, imperfetti e fragili.
Pubblicato dalla nostrana Qbico (etichetta di cui, prima o poi, qualcuno dovrà tessere le dovute lodi), “Star Guzzlers” è un lavoro che si fa apprezzare, anche se la prima metà non ci sembra, onestamente, valere la seconda (ma questo, ovvio, è solo la nostra opinione). Comunque, armato di percussioni, Casio, chitarra, drum machine, computer, minidisc e lettore cd, Neil si mette di grande impegno, delineando panoramiche sonore che, soprattutto nella “Part 1”, operano in maniera subliminale. E’, infatti, un crescendo sterminato, che da un punto apparentemente morto muove verso l’ovvio climax, per poi disperdersi poco alla volta come polvere di stelle.
Più interessante ed eccentrica, “Part 2” prende l’avvio in mezzo a una cascata di radiazioni scintillanti, a formare un velo impalpabile e guizzante. Poi, quando meno te lo aspetti, ecco un groove possente affiancato da un mulinello spaziale, in un volteggiare “statico” eppure esponenziale, prima che tutto tramuti in ambient pura e cristallina, con tanto di arabesco radiale carico di dolcezza e terror panico.
Svanisce, come da copione, poco alla volta “Star Guzzlers”. Eppure, trattasi di un motivo più che valido per mettersi sulle tracce degli altri lavori del leader della Vibracathedral Orchestra.
20/05/2007