GUTHER - Sundet

2006 (Morr music)
alt-pop

I Guther sono, all’inizio, la personale emanazione artistica di

Julia Guther. Nasce così, nel 2003 (sempre su Morr Music), “I Know You Know”,

collezione di piece pop fortemente influenzate dai produttori teutonici

del giro berlinese (Lali Puna,

Isan, Notwist). A partire da

quell’esperienza, la Guther e il suo fido compagno Berend Intelmann hanno

cercato di mettere in comune sensibilità e istanze poetiche facendole convergere

il più possibile verso un progetto maggiormente corale. Radunando attorno a sé

Patrick Arp (chitarra) e Katie Zahn (flauto), il disegno artistico di Guther può

ora dichiararsi apertamente bandistico.

“Sundet”, secondo album a nome

Guther nell’attuale formazione, è infatti una questione più tradizionale (un po’

come i già citati tardi Lali Puna, ma su un livello superiore). I suoni

elettronici sono relegati a semplici contorni, o a decorazioni minute. Il cuore

poetico dell’opera sta nelle canzoni e nelle piccole elaborazioni di forma e

struttura. La prima delle undici, “Still In This Town”, muove da un segnale

distorto sovrapposto a un arpeggio tra il soffice e l’ipnotico per ritrovarsi

piece veloce e sincopata, appena disturbata da bagliori lontani nel

chorus , intercalata con zone di stasi serena e chiusa da carezze di

vibrafono. “Trick Or Treat” è una piccola poesia a base di dolce psichedelia

elettroacustica, dalla quale germogliano chitarra e basso e percussioni povere

che via via acquistano in robustezza.

Al di là di questi due validi

esempi di umiltà pop, il resto dell’album mostra falle esecutive o realizzative

che – però – riescono pure a farsi perdonare. Il canto della Guther viene a noia

nella pregevole chiusa di “Two Minds Inbetween” (intro con batteria jazzy

, unisoni di chitarre mutevoli suonate come tastiere, cantilena e

accompagnamento free-form ), mentre le sincopi di “No Need To Mention”

rimangono troppo banalotte, e gli accenti Stereolab conditi con svarioni

lounge di “A Brief Encounter” sono più gesta di produzione che altro. Ma

questo non offusca, in ogni caso, l’armonia di brani come la canzona delicata di

“Who Was First”, con elegante ispessimento di chitarre nella chiusa, la

ninnananna ansiogena di “Afraid” dallo scaltro avvicendamento strofa-ritornello,

il foxtrot su nota tenuta di “Even When It’s Not” in comunione con un

college-pop etereo.

La più compatta e frugale delle uscite Morr

2006. Per quanto algido, risaputo, troppo impalpabile, è pur sempre un disco che

sfida talune convenzioni melodiche – volontariamente o meno – tramite una degna

unità d’azione e di mezzi. Il produttore, in pianta stabile anch’esso, è Norman

Nitzsche (già con Contriva).

15/10/2006

Tracklist

  1. 1. Still In This Town
  2. 2. Statements
  3. 3. Many Frames Per Moment
  4. 4. Throwing Thoughts
  5. 5. Trick Or Treat
  6. 6. Who Was First
  7. 7. Afraid
  8. 8. Even When It's Not
  9. 9. A Brief Encounter
  10. 10. No Need To Mention
  11. 11. Two Minds Inbetween

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