OMR - Superheroes Crash

2006 (Uncivilized world)
electro-pop, pop

Omr sono un duo promiscuo – l’ennesimo – d’origine francese (Virginie Krupa e Alexandre Brovelli), che nel 2004 si è messo in luce con il debutto “Side Effects” (Discograph): niente di nuovo sotto il sole, sia per quanto riguarda la loro proposta artistica in senso lato, che per il seguito di quel botto discografico, il nuovo “Superheroes Crash”. E’ di nuovo un pop imbronciato che molto deve alle esternazioni sincretiste di dEUS, Stereolab, Lali Puna e Isan, ma nonostante questo esaurisce le proprie idee nel giro di qualche singolo potenzialmente trainante.

Tale è la title track , con il suo refrain scattante-orecchiabile della chitarra, la batteria inquieta versione Muse e Grandaddy, e tocchi electro che ricordano addirittura lo Jarre di mezzo, quando non i tardi Fly Pan Am. Ma pure le successive “Stood The Test Of Time” e “Immobilized”, la prima con canto al limite dell’udibile e una coda strumentale quasi estatica, la seconda con piglio shoegaze in versione light ma una linea vocale più stagliata, si fanno ascoltare.

Il problema è che il disco ripete all’inverosimile questa ricetta: atmosfere finto-decadenti e forzosamente intristite, scansioni, tonalità e linee ritmiche sovrapponibili, canto mediocre, chiuse strumentali di plastica. Ciò che distingue un brano dall’altro sono espedienti che non hanno di certo meriti artistici. “I Don’t Know” ha un sound Too Pure da cartolina, e maggiori sofisticazioni di studio, “Clean And Tidy” va a sfiorare i Saint Etienne più rockeggianti (i peggiori) fino alla coda impostata dall’acustica, “Dancers” sfoggia trottole di tastiera Royksopp che s’ispessiscono nel chorus , pur rimanendo carta da parati, “So and So”, la traccia più impegnata (e trita al punto da cominciare a stufare) ha vocals duttili ma altamente noiose. Rimangono due minuscoli episodi che salvano il disco dallo status di pattume. “Ten Minutes To Six” è un breve intervallo electro, impacciato nella sua nuova rievocazione di Jean-Michel Jarre, mentre “To The Train” è un outro mesto che si rifà al mood degli chansonnier , di nuovo penalizzato da un’esigua durata.

Praticamente, un teorema sulla furbizia neo-pop. Assemblato commerciale e disonesto, formidabile nella sua pochezza d’idee. Alla produzione c’è il sempreverde Mario Thaler, già compagno di merende di Notwist e compagnia teutonica.

28/08/2006

Tracklist

  1. 1. Captive In The Height Of Summer
  2. 2. Superheroes Crash
  3. 3. Stood The Test Of Time
  4. 4. Immobilized
  5. 5. Dancers
  6. 6. Ten Minutes To Six
  7. 7. Clean And Tidy
  8. 8. Silvery
  9. 9. I Don't Know
  10. 10. So And So
  11. 11. To The Train

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