SLOBBER PUP - Pole Axe

2015 (Rare noise)
avant-jazz, free improvisation

Dopo un “Black Aces” (2013) ancora dipendente da un prog-jazz con echi Crimson-iani (“Accuser”, “Black Aces” e altre, tutte ripiene dell’organo di Jamie Saft), il supergruppo d’improvvisatori degli Slobber Pup appronta un secondo “Pole Axe”.

Il biglietto da visita di “Incendiary Axe”, inferni e terremoti condensati in 4 minuti, espone immediatamente e chiaramente l’approccio al linguaggio di Albert Ayler. La mezz’ora di “Pole Of Combustible Memory” ha una struttura in qualche modo concentrica. Anzitutto riparte di nuovo dal frasario delirante, sconnesso e prepotente del sax, che si snoda senza posa in un duello all’ultimo sangue con la batteria in un caos perenne, mentre gli altri strumenti creano una soundscape plumbea. Prevale poi la quiete malsana da cui emergono segni informi, finché uno di questi richiama a valanga un sax più tossico che mai.

I 17 minuti di “Bring Me Desire And Arrows To Shoot” sono invece una stasi che ristagna troppo a lungo cercando di scopiazzare il periodo mistico di Coltrane.

Improntato, e di molto, alla new entry Mats Gustafsson, non solo per la sua tipica, disordinata tracotanza cacofonica, uno spadroneggiare da dittatore più che da leader, ma anche per lo stile slabbrato imposto ai comprimari, tra cui un Trevor Dunn in sovreccitato visibilio. Tra concerto d’avanguardia e prova di muscoli. Anche grazie all’asciugatura (tre brani, e potevano essere soltanto due), è intransigente al punto giusto. 

11/12/2015

Tracklist

  1. 1. Incendiary Axe
  2. 2. Pole Of Combustible Memory
  3. 3. Bring Me Desire And Arrows To Shoot

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