L’Alberta rurale non deve essere cambiato molto, negli ultimi anni, o almeno la sua immagine deve essersi notevolmente sbiadita nei ricordi di Nils Edenloff, con una band ben avviata alle spalle e sempre meno tempo da dedicare ai propri pensieri, alle proprie nostalgie.
Sembra ieri che usciva “Hometowns”, e “Mended With Gold”, ormai il terzo Lp della band, sembra appunto un ricordo sbiadito della maldestra purezza di quell’esordio, della sua contagiosa istintività.
Un disco che vive di espedienti, il volume come quasi unico elemento di dinamica di brani dalla scrittura ridotta all’osso (“Terrified”), che vanno perdendo anche la loro più rustica anima “alternative” (“Runners In The Night”), fino a risultare fastidiosamente e forzatamente chiassosi (“Not Love Or Death”).
Rimangono le ballate synth-percussive, e la cosa migliore che rimane dell’estetica della band sono proprio questi manifesti adolescenziali, disperati e ingenui (“On The Rocks”, “Vulcan, AB”).
I Rural Alberta Advantage confermano però l’impressione, avuta con “Departing”, che abbiano detto già tutto e meglio con l’esordio, e sembrano, almeno per ora, condannati a una sempre meno coinvolgente ripetizione di quell’irrecuperabile momento artistico.
09/09/2014